Cenni Storici

Panorama7

Fine anni Quaranta:

Seguendo le esortazioni di Padre Pio, che aveva raccolto a sua volta l’invito del Papa, molti fedeli si riunirono per pregare.

Febbraio 1951:

Sul bollettino, allora mensile, della Casa Sollievo della Sofferenza viene pubblicato il primo statuto dei Gruppi di Preghiera, elaborato da Guglielmo Sanguinetti in base alla disposizione di Padre Pio. Detto primissimo statuto, ripubblicato anche l’anno seguente, viene codificato in un librettino che dal Centro Gruppi di Preghiera ormai organizzatosi nella Casa Sollievo della Sofferenza viene messo a disposizione di tutti gli aderenti, che si collegano con essi tramite i direttori spirituali e i capigruppo, costituiti con l’approvazione dei rispettivi vescovi. Circolari e notizie mensili guidano e istruiscono i Gruppi di Preghiera di tutta Italia, e via via all’estero, oltre le pubblicazioni sul giornale, diventato quindicinale.

5 Maggio 1956:

A San Giovanni Rotondo viene inaugurato l’ospedale. Padre Pio nel suo discorso menziona i Gruppi di Preghiera. Questo avviene l’anno successivo e in occasione del decimo anniversario dell’inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza.

20 Settembre 1968:

Convegno internazionale dei Gruppi di Preghiera a San Giovanni Rotondo, due giorni prima della morte di Padre Pio. In quella occasione viene notificato un primo riconoscimento implicito dei Gruppi da parte della Santa Sede, con la nomina di un direttore generale. Negli anni seguenti, qualche riconoscimento ufficiale interviene da parte di singoli vescovi, con regolari documenti canonici.

17 Settembre 1980:

I Gruppi di preghiera si recano a Roma, in udienza dal Papa in occasione del sesto convegno internazionale.

3 Maggio 1986:

Approvazione dello Statuto da parte della Santa Sede.

1990:

Quarantesimo della nascita dei Gruppi di Preghiera che si recano a Roma in udienza dal Papa.

2 Maggio 1999:

I Gruppi di Preghiera alla beatificazione di Padre Pio.

16 Giugno 2002:

Papa Giovanni Paolo II proclama santo Pio da Pietrelcina.

A proposito di questo evento, riportiamo le parole del Papa:

” Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero”. (Mt.11,30)

Le parole di Gesù ai discepoli, che abbiamo appena ascoltato, ci aiutano a comprendere il messaggio più importante di questa solenne celebrazione. Possiamo infatti considerarle, in un certo senso, come una magnifica sintesi dell’intera esistenza di Padre Pio da Pietrelcina, ogni proclamato santo. L’immagine evangelica del “giogo” evoca le tante prove che l’umile cappuccino di San Giovanni Rotondo si trovò ad affrontare. Oggi contempliamo in lui quanto sia dolce il “giogo” di Cristo e davvero leggero il suo carico quando lo si porta con amore fedele. La vita e la missione di Padre Pio testimoniano che difficoltà e dolori, se accettati per amore, si trasformano in un cammino previlegiato di santità, che apre verso prospettive di un bene più grande, noto soltanto al Signore. ” Quanto a me … non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro gesù Cristo” (Gal.6,14). Non è forse proprio il “vanto della Croce” ciò che maggiormente risplende in Padre Pio? Quale attuale è la spiritualità della Croce vissuta dall’umile cappuccino di Pietrelcina! Il nostro tempo ha bisogno di riscoprirne il valore per aprire il cuore della speranza. in tutta la sua esistenza, egli ha cercato una sempre maggiore conformità al Crocifisso, avendo ben chiara coscienza di essere stato chiamato a collaborare in modo peculiare all’opera della redenzione. Senza questo costante riferimento alla Croce non si comprende la sua santità. Nel piano di Dio, la Croce costituisce il vero strumento di salvezza per l’intera umanità e la via esplicitamente proposta dal Signore a quanti vogliono mettersi alla sua sequela (cfr Mc 16,24). Lo ha ben compreso il Santo Frate del Gargano, il quale, nella festa dell’Assunta del 1914, scriveva: ” Per arrivare a raggiungere l’ultimo nostro fine bisogna seguire il divin Capo, il quale non per altra via vuol condurre l’anima eletta se non per quella da lui battuta; per quella, dico, dell’abnegazione e della Croce” (Ep.II, p.155) “Io sono il Signore che agisce con misericordia” (Ger 9,23). Padre Pio è stato generoso dispensatore della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza, la direzione spirituale, e specialmente l’amministrazione del sacramento della Penitenza. Il ministero del confessionale, che costituisce uno dei tratti distintivi del suo apostolato, attirava folle innumerevoli di fedeli al Convento di San Giovanni Rotondo. Anche quando quel singolare confessore trattava i pellegrini con apparente durezza, questi, presa coscienza della gravità del peccato e sinceramente pentiti, quasi sempre tornavano indietro per l’abbraccio pacificante del perdono sacramentale. Possa il suo esempio animare i sacerdoti a compiere con gioia e assiduità questo ministero, tanto importante anche oggi, come ho voluto ribadire nella lettera ai Sacerdoti in occasione del passato Giovedì Santo.” Sei tu Signore, l’unico mio bene”. Così abbiamo cantato nel Salmo Responsoriale. Attraverso queste parole il nuovo Santo ci invita a porre Dio al di sopra di tutto, a considerarlo come il solo e sommo bene. In effetti, la ragione ultima dell’efficacia apostolica di Padre Pio, la radice profonda di tanta fecondità spirituale si trova in quella intima e costante unione con Dio di cui erano eloquenti testimonianze le lunghe ore trascorse in preghiera.Amava ripetere: “Sono un povero frate che prega”, convinto che “la preghiera è la migliore arma che abbiamo, una chiave che apre il Cuore di Dio”. Questa fondamentale caratteristica della sua spiritualità continua nei ” Gruppi di Preghiera” da lui fondati, che offrono alla Chiesa e alla società il formidabile contributo di una orazione incessante e fiduciosa.  Alla preghiera, Padre Pio univa poi un’ intensa attività caritativa di cui è straordinaria espressione  la “ Casa Sollievo della Sofferenza “. Preghiera e carità, ecco una sintesi quanto mai concreta dell’insegnamento di Padre Pio, che quest’oggi viene a tutti riproposto. “Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra perché … queste cose … le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25). Quanto appropriate appaiono queste parole di Gesù, quando le si pensa riferite a te, umile ed amato Padre Pio.

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