– L’occhio della fede sia sempre vigilante -

Dobbiamo pensare spesso a questo amore infinito di Dio che continua a manifestarsi nel tempo. Dio è il Dio con noi, è il Dio che non si tira mai indietro, è il Dio che si propone continuamente, il Dio che invochiamo, il Dio che supplichiamo. A volte ci verrebbe da dire: ”Ma se Dio sa già ciò di cui abbiamo bisogno, perché glie lo dobbiamo chiedere? ”, alcuni santi dicevano: ”Per disporci ad accogliere ciò che Lui già ci vuole donare ”. La preghiera, infatti, serve a noi, non a Dio, la preghiera richiesta genera in noi la disponibilità ad accogliere ciò che Dio già ha pensato per noi, per questo c’è un timore reverenziale nei confronti di Dio, non un timore-paura, ma un timore-rispetto per la sua grandezza.

San Pio scriveva:

Di due cose dobbiamo supplicare di continuo il dolcissimo Signor nostro: che accrescesse in noi l’amore ed il timore, poiché quello ci farà volare nelle vie del Signore, questo ci fa guardare dove mettiamo il piede; quello ci fa guardare le cose di questo mondo per quelle che sono, questo ci fa riguardare da ogni trascuratezza. Allorché poi amore e timore si daranno un bacio non è più in poter nostro il concedere affetto alle cose di quaggiù… Unico desiderio sulla terra è il contentare l’oggetto amato.  (Ep.I,407)

Riflessione:

San Pio ci propone di chiedere l’amore ed il timore; l’amore ci fa volare alto, lo sappiamo, l’amore fa sognare, fa trasalire, è un’esperienza più divina che umana, guai se venisse a mancare, ma non dobbiamo avere solo il cuore e la testa tra le nuvole, occorre vedere anche dove mettiamo i piedi. Il timore ci fa riguardare da ogni trascuratezza. Io sono sempre incantato dalla modalità che usa San Pio per dirci le cose della fede, dagli esempi che trova: ”riguardarci da ogni trascuratezza…” e poi “ l’amore e il timore…”, notate che immagine bellissima, “si daranno un bacio…”. Pensate a Gesù crocifisso, morto per amore, ma nello stesso tempo al timore della morte. Anche in Lui c’è stato quel momento di difficoltà nel far coincidere la volontà umana con la volontà divina. La volontà divina diceva tutto amore, la volontà umana diceva anche timore; su quella croce si sono baciate e Gesù non ha pensato più alle cose di quaggiù, se non alla salvezza di tutte le anime. Dobbiamo riflettere su queste meravigliose realtà della fede, perché ciò che ha vissuto Gesù  è proposto ad ognuno di noi. L’unico desiderio sulla terra è il contentare l’oggetto amato: Gesù ha contentato il Padre ma ha contentato anche ognuno di noi per quell’esigenza di amore, di salvezza  di cui ognuno di noi aveva bisogno. Gesù è colui che ci accontenta sempre per ciò che riguarda la salvezza della nostra anima. Quante volte diciamo: ”Signore ho bisogno di te, Signore sii presente ”. Gesù eucaristia è il suo: ”Eccomi, eccomi, sono qui! ”. A volte siamo così preoccupati di invocare la sua presenza che non ci accorgiamo che Lui è già qui; forse lo andiamo cercando chissà dove, ma Lui già c’è. Proviamo a capire meglio queste cose.

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Chiediamo davvero al Signore, soprattutto in questi giorni, di rimanere immersi in questo mistero d’amore, di essere coscienti della sua presenza. Cerchiamolo lì dove Lui è presente, non entriamo nella pretesa che ci soddisfi dei capricci. Gesù accontenta le esigenze dell’anima, innanzitutto; è morto per la nostra salvezza, non per i nostri capricci, e’ morto per portarci tutti in Paradiso, non per risolvere delle beghe umane che a volte ci fanno somigliare maggiormente a Lui crocifisso. Subiamo delle ingiustizie? Guardiamo Gesù crocifisso; abbiamo dei dolori nel corpo? Guardiamo Gesù crocifisso; Soffriamo per un tradimento? Guardiamo Gesù crocifisso. Si potrebbe continuare a lungo. Il sì che diciamo a Dio è anche l’accettare di salire con Lui sulla croce e il partecipare di quei dolori per capire meglio il suo amore, di modo che possa crescere la nostra fede. Ma il Signore ci chiede anche la vigilanza, perché nella consapevolezza di queste realtà divine, dobbiamo essere vigilanti: la tentazione è sempre in agguato. Quante volte il pensiero della logica umana ci fa tradire il Signore! Gesù è venuto a manifestarci la logica di Dio: questa dobbiamo saper seguire.

San Pio scriveva:

…Bisogna star vigilante in ogni ora…avendo sempre l’occhio della fede rivolto al Dio degli eserciti che combatte con voi e per voi, ed avete fiducia illimitata nella divina bontà, chè la vittoria è sicurissima. E come persuadersi altrimenti?…Chi potrà mai resistere e sopraffare il monarca dei cieli? Cosa son mai il mondo, il demonio, la carne, tutti i nostri nemici dinanzi al Signore?…    (Ep.II,79)

Riflessione:

Il Dio degli eserciti è il nostro Dio Onnipotente, il Dio che può tutto. La vittoria è certissima, non dobbiamo dubitare, ma l’occhio della fede sia vigilante, costantemente vigilante, perseverante. Gesù stesso ha detto: ”Chi persevererà fino alla fine sarà salvato”. Tutti i nemici? Che cosa sono agli occhi di Dio? Con il Signore non temiamo alcun male.

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Riflettevamo all’inizio sul timore di Dio, un timore che in realtà è un rispetto di Dio, un renderci conto della nostra inferiorità; il timore è un atteggiamento di umiltà che ci fa vincere le paure, i turbamenti. Nella liturgia è bello quando, dopo il Padre nostro, chiediamo di essere liberi da ogni turbamento. Dio ci libera dalla paura, l’amore di Dio ci libera dai timori.

San Pio scrive:

A che dunque, perdersi in vani timori, che ci rubano il tempo, ci turbano la pace dell’anima e ci rendono quasi diffidenti di Dio stesso?… Quando si solleveranno in voi tali timori, ricordatevi del vero Giacobbe che prega nell’orto, ricordatevi che quivi egli ci ha scoperta la vera scala che unisce la terra col cielo; ci ha fatto conoscere che l’umiltà, la contrizione, la preghiera fanno scomparire la distanza che passa tra l’uomo e Dio, e fanno discendere Iddio insino a noi e l’uomo innalzato insino a Dio, facendo scomparire quell’immensa distanza di cui cantò il real profeta: “ Tu sei, o Signore, la mia speranza: e l’Altissimo hai fatto tuo rifugio” (Sal.90,9): sicchè si finisce sempre coll’intendersi, coll’amarsi, col possedersi.  (Ep.II,487)

Riflessione:

E’ vero, i timori ci rubano il tempo, ci turbano la pace e ci rendono quasi diffidenti di Dio stesso, ma di cosa abbiamo paura se in Gesù la distanza tra Dio e l’uomo è stata eliminata? Dio si è fatto uomo per eliminare ogni distanza ed essere il Dio con noi. In Lui troviamo rifugio, in Lui trova senso la nostra vita, in Lui, nella preghiera, c’è quell’intesa che diventa armonia, comunione. Non c’è più distanza fra il cielo e la terra, perché il cielo è sceso sulla terra e la terra è stata innalzata fino al cielo. Gli atteggiamenti li conosciamo bene: l’umiltà, la contrizione, la preghiera, queste situazioni eliminano ogni distanza e nel nostro cuore arde quella fiamma d’amore che Lui stesso ha acceso in noi, una fiamma che la nostra preghiera, umilmente, riesce sempre ad alimentare, perché seppur modesta, sia sempre viva; una fiamma alimentata dalla preghiera che è come olio che si consuma e quando l’olio si consuma, ce n’è bisogno ancora e allora preghiamo ancora. Ecco la perseveranza ed ecco le condizioni ottimali  per accorgerci di una salvezza che ci ha già raggiunti. Questo è l’amore di Dio. Corrispondiamo a questo amore, riflettendo, comprendendo e testimoniando con la nostra stessa vita, la speranza che è in noi: la vita eterna. Ogni tanto perdiamo di vista questa speranza e vediamo la morte come un fallimento, una punizione, una disgrazia. Nella fede la morte è semplicemente l’accesso verso l’eternità; nella fede è solo il passaggio alla pienezza di vita. Gesù Eucaristia questo ci ha dimostrato e ci continua a dimostrare ogni giorno. Per questo rendiamo grazie a Dio con tutto il cuore.

Tratto dall’Epistolario I, II, II edizione anno 1973, 1975 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.

Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.

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