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	<title>Gruppo di Preghiera Padre Pio &#187; Commento alle meditazioni tematiche</title>
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	<description>Parrocchia di Santa Caterina - Pescara</description>
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		<title>Gesù, tra cielo e terra &#8211; 5/04/&#8217;11</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Gesù, tra cielo e terra - San Pio scriveva: Grazie ai favori dei quali Iddio non cessa di ricolmarmi, mi trovo migliorato assai nella fiducia in Dio. Per l’addietro alle volte mi pareva d’aver bisogno degli aiuti altrui, adesso non più. Conosco per propria esperienza che il vero rimedio per non cadere è l’appoggiarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2012/01/Gesù-tra-cielo-e-terra1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4399" title="Gesù, tra cielo e terra" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2012/01/Gesù-tra-cielo-e-terra1.jpg" alt="" width="393" height="128" /></a> &#8211; Gesù, tra cielo e terra -</p>
<p style="text-align: justify;">
<em>San Pio scriveva:<br />
Grazie ai favori dei quali Iddio non cessa di ricolmarmi, mi trovo migliorato assai nella fiducia in Dio. Per l’addietro alle volte mi pareva d’aver bisogno degli aiuti altrui, adesso non più. Conosco per propria esperienza che il vero rimedio per non cadere è l’appoggiarsi alla croce di Gesù, colla confidenza in lui solo, che per la nostra salvezza volle esservi appeso.  (Ep.I,463)<span id="more-4394"></span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gesù, per la nostra salvezza, si fece appendere alla  croce. Dinanzi a Gesù Eucaristia questa immagine è particolarmente  evidente. Appoggiarsi alla croce significa, in un certo modo, lasciarsi  appendere ad essa, come ha fatto Gesù. Il lasciarsi appendere significa  partecipare della sua gloria ma anche della sua Passione. Non è  semplice, ma questa è la nostra chiamata; è ad essa che dobbiamo  rispondere.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> _________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Il Signore fa a noi questa continua proposta, una proposta  quotidiana di salvezza, una proposta quotidiana di sofferenza, una  proposta quotidiana della sua presenza, soprattutto nei momenti più  difficili. In una sola parola è una proposta d’amore per noi.  E’ nella  risposta a questa proposta d’amore che riusciamo ad incontrarlo meglio,  ad invitarlo a casa nostra, cioè in noi, perché Lui stesso ci ha fatto  sua casa, Lui ci ha reso tempio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:<br />
“Ama e fa ciò che vuoi”. Non hai tu da tempo amato il Signore? Non lo ami tuttora? Non brami amarlo per sempre? Dunque nessun timore! Anche ammesso che tu abbia commesso tutti i peccati di questo mondo, Gesù ti ripete: “Ti sono rimessi molti peccati, perché molto hai amato”(Lc.7,74). Ma, mi dirai allora, perché la prova       dell’abbandono del mio povero spirito? È la prova del celeste Amore: è la prova del profeta che gridava: “ Venni in alto mare e la tempesta mi sommerse!”. Ma il profeta soggiungeva al Signore: “ Liberami … dal profondo delle acque: non mi sommerga la tempesta dell’acqua!”(Sal.68,3,16). È questa la prova delle anime predilette di quel Gesù, che ha voluto sentire tutte le pene di questa tempesta morale. Ogni anima che vuole salvarsi, deve assaggiare qualche cosa di quella tempesta misteriosa, perché ogni anima predestinata deve somigliare a Gesù.  (Ep.III,619)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ama e fa ciò che vuoi è una sintesi mirabile di tutti i comandamenti.  D’impatto potrebbe sembrare un po’ scontata, ma poi, riflettendoci,  minuto per minuto, ora per ora, giorno per giorno, ci accorgiamo che i  precetti rimangono precetti e la nostra vita è un’altra cosa. Vogliamo  chiedere a Gesù che questo mare in tempesta che spesso ci porta a fondo,  sia uno di quei segni amorevoli. Gesù stesso ha voluto sentire tutte le  pene di questa tempesta morale. Anche Lui è stato travolto dalle acque,  ma rimanendo fedele e dicendo al Padre:”Si compia la tua volontà”:  Quella volontà si è compiuta e la vita ha trionfato sulla morte; la  grazia ha trionfato sul peccato. I peccati che spesso ci angosciano e  non ci permettono una piena comunione con Dio, nella misura in cui ci  pentiremo, saranno perdonati.<br />
____________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dio è per noi provvidenza, Dio è per noi riferimento assoluto, Dio è per  noi un rifugio certo, Dio, in Gesù, si è fatto maestro dell’uomo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:<br />
Lungo il tragitto che mena dal Cenacolo all’orto, Gesù ammaestra i suoi discepoli, li prepara alla prossima separazione, all’imminente sua passione e li prepara a subire per amor suo calunnie, persecuzioni e la stessa morte … “Io sarò con voi”. E voi non vi turbate, o discepoli, perché la divina promessa non verrà meno…Egli è là per dare inizio alla sua dolorosa passione; più che pensare a sé, è tutto premura per voi. O quale immensità d’amore racchiude quel cuore! … Sempre, o Gesù, mi ha toccato il cuore questo tuo viaggio con i tuoi dal Cenacolo all’Orto, per l’espansione di un amore che si avvia per immolarsi per gli altri, per riscattarli dalla schiavitù … Chi non rimane compreso da sì generosa oblazione?  (Ep.IV.892)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Certe parole di Gesù quali:”Io sarò con voi sempre”, andrebbero  maggiormente ricordate. Gli apostoli fecero l’esperienza della  separazione da Gesù, l’esperienza della Passione di Gesù, l’esperienza  di quella condanna per calunnie, fino alla morte. Non illudiamoci di  rimanere esenti da questa dinamica di sofferenza e di dolore che,  vissuta in Dio, è tutta amore, perché ci si fa tutto dono, tutto per gli  altri, tutto per la salvezza degli altri. Quale immensità d’amore  racchiude il Cuore di Gesù! Ma quanto amore da quel cuore arriva ai  nostrio cuori? Dal cenacolo all’orto pochi passi, ma passi fondamentali,  come se avessero voluto lasciare un’impronta ben evidente per le strade  di questo mondo, sì da farci dire:”Sono i passi di Gesù, sono i passi  dal cenacolo all’orto, sono i passi che vanno da una celebrazione di una  Pasqua antica, ormai priva di senso, ad una nuova Pasqua. Chi non  rimane toccato dall’impronta di questi passi! Sono cammini che vanno  verso la morte, ma di certo anche verso la resurrezione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>_______________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ci accorgiamo spesso di ritrovarci in un combattimento spirituale; a  volte combattiamo solo pensieri che vogliono distrarci dalla realtà  divina che è dinanzi a noi, a volte delle situazioni che sembrano non  voler permettere una piena comunione con Dio, altre volte noi stessi  siamo un ostacolo a causa delle nostre idee.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:<br />
Gesù vorrebbe scuotere da sé questa immensa mole che lo schiaccia … la natura lotta con sé stessa, tutto consiglia a scaricarsi di queste nefandezze, declinandone la mediazione. Ma il riflesso della giustizia non suffragata, il peccatore non riconciliato, predomina nel suo cuore pieno d’amore. Queste due forze, questi due amori, l’uno più santo dell’altro, se ne disputano nel cuore del Salvatore la vittoria. Chi prevarrà? Non v’è dubbio che egli vuol dare la vittoria alla giustizia offesa… Ma quale figura deve egli rappresentare?Di uomo lordo di tutte le brutture dell’umanità. Lui, la santità sostanziale, vedersi bruttato, sia pure in semplice apparenza, di peccato? Questo no. Questo lo terrorizza, questo lo spaventa, questo lo atterrisce.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gesù ha manifestato un uomo grandemente sfigurato. Quel Cristo  crocifisso, uomo dilaniato dalla flagellazione, deriso, oltraggiato,  offeso, ci mostra chiaramente, drammaticamente la conseguenza del  peccato sull’uomo. Quello è l’uomo peccatore: un uomo sfigurato,  oltraggiato, senza più dignità, senza voce in capitolo, condannato,  moribondo. Dovremmo anche noi rimanere terrorizzati, in qualche modo  dovremmo ricorrere a Dio per riacquistare l’immagine primordiale,  quell’essere  immagine e somigliante, quel combattimento decisamente  vinto in virtù della forza di Dio che è in noi, in virtù della sua  grazia, ma, diciamolo chiaramente, in virtù del suo amore. Questo ci  terrorizza ma Gesù dirà:”Non abbiate paura”. Allora non c’è da aver  paura quando siamo con Lui: è Lui che combatte in noi, è sua la  vittoria, quindi anche nostra.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217;Epistolario I, III, IV, II edizione anno 1973, 1977, 1984 a cura di Melchiorre da pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro parroco don Emilio Lonzi</span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">

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		<title>La grandezza di Gesù Bambino -20/12/&#8217;11</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 08:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; La grandezza di Gesù Bambino - Viviamo la prossimità al Natale, il giorno in cui facciamo memoria della nascita di Gesù, il mistero dell’Incarnazione, la realtà del Dio con noi .Ogni Eucaristia è un Natale e ogni tempo di adorazione ha a che fare con il Natale. Immaginiamo quanto Maria contemplasse il mistero tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2012/01/la-grandezza-di-gesù-bambino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4344" title="la grandezza di gesù bambino" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2012/01/la-grandezza-di-gesù-bambino.jpg" alt="" width="232" height="218" /></a> &#8211; La grandezza di Gesù Bambino -</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Viviamo la prossimità al Natale, il giorno in cui facciamo memoria della  nascita di Gesù, il mistero dell’Incarnazione, la realtà del Dio con  noi .Ogni Eucaristia è un Natale e ogni tempo di adorazione ha a che  fare con il Natale. Immaginiamo quanto Maria contemplasse il mistero tra  le sue mani, quanto avrà parlato con il Bambino appena nato! Il suo  sguardo era adorante e contemplativo, molto simile al nostro in questo  momento. Noi, guardando questa Ostia Divina, crediamo nella realtà del  Dio con noi, presenza reale. E’ un atto di fede grande, ma è lo stesso  atto di fede che Maria doveva compiere guardando il Bambino tra le sue  braccia; anche quello era un atto di fede, così come i pastori, così come  i Magi…questo adorare Dio nelle sembianze di un bambino, questo adorare  Dio nelle specie eucaristiche, per ognuno di noi. E’ grandioso che Gesù  abbia voluto rimanere in mezzo a noi con questa presenza reale: un atto  di fede da parte nostra e la realtà divina, dinanzi ai nostri occhi, da  parte sua.<span id="more-4341"></span><br />
Nella solennità che ci viene proposto di festeggiare, il Santo Natale,  si ha subito l’idea di un’antica promessa portata a compimento,  un’antica attesa, un’attesa di tanti secoli che deve stupirci  fortemente: il fatto che questa attesa, l’attesa dell’umanità intera, si  compia in una piccola casa, a Nazaret e si compia per mezzo di un’umile  fanciulla, sì piena di grazia, ma sconosciuta all’umanità. Quasi tutti  coloro che attendevano il Messia erano ignari dell’esistenza di questa  fanciulla: nessuno la conosceva, Dio sì, Dio la conosceva bene, Dio ci  conosce bene.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>SanPio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da ben quaranta secoli egli è atteso; con sospiri gli antichi Padri ne avevano invocata la sua venuta; i sacri scrittori chiaramente avevano profetato ed il luogo e l’epoca della sua nascita, eppure tutto è silenzio e sembra che nessuno sia a cognizione di questo grande avvenimento. Solo un po’ più tardi egli è visitato da pastori intenti a vigilare il gregge nei prati. Sono avvertiti da spiriti celesti dello strepitoso avvenimento, invitati a recarsi alla sua grotta.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gesù arriva in questo silenzio, arriva senza nessuna acclamazione. Il  Dio con  noi sceglie sempre queste situazioni minime per poi operare  grandi cose. L’Annunciazione avviene in quest’umile casa di Nazaret,  accolta da un’umile fanciulla. La nascita è ancora più nascosta, in una  grotta adibita a ricovero di animali, alla presenza dei soli Maria e  Giuseppe. Ma perché,  l’Eucaristia questa presenza divina  che permane  per secoli nella storia dell’umanità, come ha avuto inizio?  Familiarmente con i dodici e forse qualche donna che prestava servizio.  Ma perché, alla crocifissione quante persone pensate che ci fossero?  Qualche soldato, qualcuno del popolo, qualche donna e dei più intimi  solo Giovanni. E alla Resurrezione? Alle apparizioni? Sempre pochi. Gli  eventi più importanti della storia della salvezza sono relegati sempre  ad una intimità, a volte neppure ben compresa, eppure, dietro queste  situazioni, questi eventi salvifici, c’è la salvezza per tutta  l’umanità, per tutte le genti, di tutti i secoli, dal giorno della  creazione fino alla fine del mondo. Tutto parte dal concetto di un  piccolo seme e se volessimo continuare con queste analogie, anche  l’Eucaristia che è qui presente dinanzi ai nostri occhi; la semplicità e  la pochezza di pochi grammi di pane, la presenza di Dio in pochi grammi  di pane, posto nelle nostre mani. Che fede! Che Dio che abbiamo! Che  fede che ci dona ! Che amore!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>_______________________________________________________<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>O sapienza e potenza di Dio, ci sentiamo di dover esclamare – estasiati col tuo Apostolo – quanto sono incomprensibili i tuoi giudizi ed investigabili le tue vie! Povertà, umiltà, abiezione, disprezzo circondano il Verbo fatto carne; ma noi dall’oscurità in cui questo Verbo fatto carne è avvolto comprendiamo una cosa, udiamo una voce, intravediamo una sublime verità: tutto questo l’hai fatto per amore, e non c’inviti all’amore, non ci parli che di amore, non ci dai che prove d’amore.<br />
Dinanzi all’Eucaristia noi ci inginocchiamo, dinanzi all’Eucaristia ci   genuflettiamo, dinanzi all’Eucaristia apriamo i n ostri occhi per   adorare e contemplare, proprio come i primi testimoni del grande evento:   i pastori, i magi e allora anche noi, dinanzi al Dio con noi, abbiamo   l’obbligo di questi atteggiamenti che non sono poi un obbligo ma un   onore. Che privilegio! Anche noi possiamo prostrarci dinanzi a Lui. Che   privilegio, avere questa fede, in un mondo che non sa, che non   comprende, in un mondo anticristiano che pensa sia tempo perso.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>_______________________________________________________<br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oh! Prostriamoci innanzi al presepe, offriamogli tutto il nostro cuore e senza riserva, e promettiamogli di seguire gli insegnamenti che giungono a noi dalla grotta di Betlemme e che ci predicano esser tutto quaggiù vanità delle vanità, non altro che vanità.Questo celeste Bambino tutta mansuetudine e dolcezza vuole infondere nei nostri cuori col suo esempio queste sublimi virtù, affinché nel mondo dilaniato e sconvolto sorga un’era di pace e di amore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo è l’atteggiamento più corretto, dinanzi al presepe come segno, ma  anche dinanzi a Gesù Eucaristia, Dio vivo. Offriamogli tutto il nostro  cuore, senza riserva. Questa espressione ‘senza riserva’, possiamo  pronunciarla tante volte, ma in verità non riusciremo mai ad essere  pienamente coerenti con essa. Dovremmo seguire i suoi insegnamenti,  quelli che vengono dalla grotta. Quanto siamo preoccupati della nostra  casa? Essa dovrebbe essere un po’ più essenziale. Dovremmo avere qualche  preoccupazione in  meno e qualche occupazione in più per la sua reale  dimora in noi: il nostro cuore, il nostro corpo. A volte è un corpo non  veramente pronto ad accogliere Gesù, ma Gesù non ha problemi: se è nato  in una grotta, sa vivere anche nel nostro corpo, rendendolo uno stupore,  una meraviglia agli occhi di chi ha fede. Se in noi abita  il Signore,  il nostro corpo è divinizzato. Lasciamo perdere le apparenze, sono solo  vanità, vanità delle vanità. Quanto c’è da imparare da questo messaggio  della grotta! Quanto c’è da imparare da questo messaggio  dell’Eucaristia! Capiamo allora che spesso non siamo dei buoni allievi,  non siamo dei buoni discepoli, di conseguenza non siamo buoni apostoli.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>___________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Che strana questa umanità che attende e poi rifiuta, che desidera e poi  giudica, che vuole e poi respinge! Maria dice il suo sì, rischiando la  sua stessa vita; il mondo respinge Gesù , rischiando la sua salvezza.  Maria fa sì che la salvezza sia e il mondo non comprende. La difficoltà  di trovare un luogo per il parto sarà la difficoltà continua che Gesù  avrà per tutta la vita. Come non trovava posto per nascere, così ha  avuto difficoltà nel trovare cuori per essere accolto e ancora oggi si  sperimenta la stessa difficoltà: tanti cuori così induriti, tanti cuori  che deridono, tanti cuori che ignorano.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</p>
<p>Ecco, anima mia, i due sposi che respinti da tutti, perché non v’è posto né compassione per essi, senza riguardo allo stato di quella tenera Vergine nazarena che è prossimo a dare alla luce il Figlio di Dio, che con la sua grazia attira nel suo seno un Dio, il cuore della creatura non si commuove, e li respinge.</p>
<p></em> <em> ( Ep.IV, 865/869/867)</p>
<p></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217;Epistolario IV, II edizione anno 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Le riflessioni sono del nostro parroco don Emilio Lonzi</em></span></p>

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		<title>La vita è il tempo della misericordia &#8211; 22/11/&#8217;10</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 17:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[epistolario]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; La vita è il tempo della misericordia - San Pio scriveva: Una volta suonata la nostra ultima ora, cessati i battiti del nostro cuore, tutto sarà finito per noi, ed il tempo di meritare e quello pure di demeritare. Tali e quali la morte ci troverà, ci presenteremo a Cristo giudice. I nostri gridi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2012/01/la-vita-è-il-tempo-della-misericordia.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-4315" title="la vita è il tempo della misericordia" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2012/01/la-vita-è-il-tempo-della-misericordia-300x225.gif" alt="" width="300" height="225" /></a> &#8211; La vita è il tempo della misericordia -</p>
<p style="text-align: justify;"><em> San Pio scriveva:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Una volta suonata la nostra ultima ora, cessati i battiti del nostro cuore, tutto sarà finito per noi, ed il tempo di meritare e quello pure di demeritare. Tali e quali la morte ci troverà, ci presenteremo a Cristo giudice. I nostri gridi di supplica, le nostre lacrime, i nostri sospiri di pentimento, che ancora sulla terra ci avrebbero guadagnato il cuore di Dio, avrebbero potuto di noi fare con l’aiuto dei sacramenti, da peccatori dei santi, oggi più a nulla valgono, il tempo della misericordia è trascorso, ora incomincia il tempo della giustizia. </em><em>( Ep. IV, 1000 )<span id="more-4313"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando si parla di realtà ultime sembra sempre di ricevere minacce e  invece Gesù ci propone salvezza, Gesù non ci propone perdizione eterna,  Gesù ci propone salvezza. E’ importante capire che questo è il tempo  della conversione, questo è il tempo dell’amore, questo è il tempo che  Dio ci dona per prepararci all’eternità. In questo tempo abbiamo  l’occasione di guadagnare il cuore di Dio, in questo tempo non c’è da  perdere tempo. Questo è il tempo della misericordia, il tempo dell’amore  di Dio riversato nei nostri cuori. Dopo questo tempo, con parole un po’  dure, anche San Pio ci dice che inizia il tempo della giustizia. Eppure  il calice che ci è dato da bere è nel tempo della misericordia.  Cerchiamo di capire bene e approfittare di questo tempo affinché la  morte non ci colga distratti, impreparati, pigri.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>____________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Alla proposta di salvezza che Dio fa alla nostra vita Gesù accompagna la  gioia di partecipare della gloria eterna. C’è così tanto difficile  identificare la morte con la gioia, la morte con la salvezza, la morte  con la risurrezione eppure Gesù questo lo ha dimostrato duemila anni fa e  tanti nostri accessori, tante nostre realtà che ci circondano, ci  mettono un po’ in evidenza queste realtà ultime.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San </em><em>Pio scriveva:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Rallegriamoci, ché giorno verrà in cui canteremo al nostro dolcissimo amante, riposo dolcissimo di tutti i cuori innamorati delle sue bellezze, inni più lieti … ed intanto prepariamoci a questo gran giorno, e se vogliamo bene a Gesù, scuotiamoci una volta e lungi sia da noi tutto ciò che sa di mondo e riflettiamo bene che tutte le pene di questa vita non hanno , al dir di san Paolo, nulla di proporzione con la gran gloria che ci spetta.</em><em> ( Ep. II, 492 )</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Rallegriamoci” ci dice San Pio….la gioia di partecipare della gloria di  Dio, un gran giorno, se vogliamo bene a Gesù. Qualsiasi pena è ben poca  cosa di fronte all’eternità e questi sono dei punti in cui dobbiamo  tutti convertirci; guai a chi non ha un atteggiamento di conversione,  guai a chi si crede arrivato!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>___________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo il richiamo, dopo il passaggio alla cosiddetta miglior vita, che  spalanca l’eternità, il per sempre, la gloria.<br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>O anime sante, che libere d’ogni affanno, già vi state beando in cielo in quel torrente di sovrane dolcezze, oh quanto io invidio la vostra felicità ! Deh !, per pietà, poiché voi siete sì presso alla fontana di vita, poiché voi mi vedete morir di sete in questo basso mondo, siatemi propizie di un poco di codesta freschissima acqua. </em><em>( Ep.I,676)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono libere da ogni affanno, le anime che partecipano alla gloria di  Dio anime che si beano in cielo, di quel torrente di sovrane dolcezze: è  lo stesso amore che Gesù Eucaristia pone nella nostra vita, ma non  siamo capaci di prestare attenzione. Modelli di santità che si  moltiplicano nella storia, così vicini eppure così distanti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>___________________________________________________</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> La vita cristiana è in realtà un anelare al cielo, non certo come la  fine di un’esistenza, ma come la perfezione, il compimento. E’ sempre  difficile confrontarsi con la realtà dell’eternità, troppo più grandi di  noi, eppure queste sono le realtà che Gesù è venuto ad illuminare, sono  le realtà di cui Gesù si è occupato affinché venissero comprese.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La vocazione (di cristiano) richiede di aspirare di continuo alla patria dei beati, di considerarsi qual pellegrino in terra di esilio; la vocazione di cristiano, dico, richiede di non apporre il cuore nelle cose di questo basso mondo; tutta la cura, tutto lo studio del buon cristiano, che vive secondo la sua vocazione, è rivolto nel procacciarsi i bene eterni, egli si deve fermare tale giudizio delle cose di qua giù, da stimare ed apprezzare solo quelle che al conseguimento degli eterni beni l’aiutino, ed avere poi a vile tutte quelle che a tal fine non l’aiutino. </em><em>( Ep. II, 229 )</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dovremmo essere proprio capaci di capire ciò che ci aiuta e ciò che non  ci aiuta al conseguimento dei beni eterni. Riappropriamoci del concetto  che siamo in esilio e la vera patria è il cielo. Cosa ci aiuta e cosa  non ci aiuta ad orientarci verso le cose di Dio, verso l’eternità. Non  poniamo il cuore nelle cose di questo basso mondo, ma eleviamo il cuore  alle cose eterne, divine, gloriose.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217;Epistolario I, II, IV, II edizione anno 1073,1975,1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>

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		<title>Maria &#8211; 06/12/&#8217;11</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 07:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[maria]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Maria - In questo tempo di avvento abbiamo maggiori occasioni per riflettere sul Dio con noi. Il nostro pensiero è costantemente orientato al Dio che è venuto, al Dio che viene e al Dio che verrà. Dinanzi ai nostri occhi c’è il Dio che viene, il Dio che viene ogni giorno, ogni momento, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/12/avvento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4280" title="avvento" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/12/avvento.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a> &#8211; Maria -</p>
<p style="text-align: justify;"><em>In questo tempo di avvento abbiamo maggiori occasioni per riflettere sul  Dio con noi. Il nostro pensiero è costantemente orientato al Dio che è  venuto, al Dio che viene e al Dio che verrà. Dinanzi ai nostri occhi c’è  il Dio che viene, il Dio che viene ogni giorno, ogni momento, il Dio  con noi. In questo tempo di avvento ci sono delle figure, dei personaggi  che ci accompagnano in questo cammino. Abbiamo già letto di Giovanni  Battista e lo ritroveremo anche domenica prossima, ma proprio al centro  di questa settimana troviamo la figura più preziosa, colei che ha detto  il sì, colei per mezzo della quale Dio si è fatto uomo, Dio si è  incarnato: Maria, la mamma di Gesù, la nostra Mamma celeste, colei che  dice sì a Dio, colei che verrà dichiarata Madre nostra, con quella  specifica attenzione, quel compito specifico di accompagnarci, di  guidarci, ma anche di difenderci da quel male che spesso insidia e tenta  la nostra vita di fede, colei che con il calcagno schiaccia il capo a  chi vorrebbe distoglierci dalla verità  e dall’amore, colei che vince  colui che nel mondo sembrerebbe più forte: l’avversario, satana.<span id="more-4279"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La forza di satana, che mi combatte, è terribile, ma viva Iddio, poiché egli ha posto la causa della mia salute, l’esito della buona vittoria nelle mani della nostra celeste Madre. Protetto e guidato da una sì tenera Madre, rimarrò a combattere fino a quando Iddio vorrà, sicuro e pieno di confidenza in questa Madre di non soccombere giammai. </em><em>(Ep.I,576)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando si è con Maria, si conosce già l’esito della battaglia, non si  può essere perdenti, si è protetti e guidati. E anche se a volte questa  battaglia sembra allungarsi troppo, anche se sembrerebbe che il  cedimento sia prossimo, con  Maria si vince sempre. Se confidi in Maria,  se ti lasci guidare da Maria, non hai nulla da temere e San Pio  conosceva bene questa realtà divina, San Pio sapeva bene che quanto più  riusciva ad essere in comunione con Maria, tanto più le insidie della  tentazione, dell’avversario non avevano nessuna possibilità di giungere  ad un esito positivo. Con Maria satana non è solo un perdente ma è il  perdente, con Maria l’avversario è perdente sempre.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>l Dio che viene, il Dio con noi chiede ospitalità nella nostra vita,  nella nostra esistenza e noi veniamo definiti tempio dello Spirito  Santo, abitazione di Dio, tabernacolo dell’Eucaristia. Tutto ciò si  addice al nostro essere cristiani, figli di Dio, attenti alla sua  presenza, attenti a cogliere il suo invitarsi presso di noi.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il tuo cuore sia sempre il tempio della santissima Trinità. Gesù accresca nel tuo spirito gli ardori della sua carità e ti sorrida sempre, come a tutte le anime a sé dilette. Maria santissima ti sorrida in ogni evento della tua vita</em><em>.     (Ep.III,82)</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ una certezza che se il nostro cuore è il tempio della Santissima  Trinità, Gesù possa sorridere dinanzi a noi, come sorride a tutte le  anime a Lui dilette e Maria con Lui. Sorridere significa compiacersi,  condividere, essere sereni nei nostri confronti. Se Maria ci sorride,  significa che si compiace di noi, cioè le diamo piacere. L’Immacolata  Concezione ha trovato compiacimento agli occhi di Dio e quel sorriso di  Dio su di Lei ha fatto sì che potesse generare il Figlio suo Gesù, per  opera dello Spirito Santo. Facciamo sì che davvero Maria Santissima  possa sorridere in ogni evento della nostra vita e Gesù Eucaristia ci  sorrida e possa davvero compiacersi di noi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa Mamma celeste che ci è stata donata, ci aiuta anche  nell’esperienza della preghiera. Colei che ha saputo così bene ascoltare  e che ha saputo cosi bene corrispondere alla volontà di Dio, è per noi  davvero una maestra di preghiera, una maestra di vita spirituale, una  maestra di santità. Seppure nella semplicità delle cose di questo mondo,  le sue profondità non hanno mai trovato fine. E’ colei che è sempre  presente, è colei che insegna, è colei che non abbandona, è colei che  c’è.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Maria, madre di Gesù e madre nostra, che il Dio di beneficenza e di bontà ha voluto nell’ordine spirituale darci una sì tenera Madre che sempre veglia sulla nostra salute. Sì, mia buona figliuola, allargate sempre più il vostro cuore alla fiducia in questa amorosissima Madre, che il Dio della pietà ha voluto assegnarci una madre che ci servisse come mezzo di difesa contro i nemici della nostra salute. Coraggio dunque ed avanti sempre, chè ,se il nemico non dorme per perderci, questa Madre benedetta non ci lascia un istante</em><em>.    (P.Pio,Dolcissimo Iddio,117)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, è un gran dono di Dio. Il Dio di  beneficenza, il Dio che fa il bene ce l’ha donata, il Dio buono ci ha  donato Maria, affinché vegliasse sulla nostra salvezza, sulla salvezza  della nostra anima. “Bisogna spalancare il cuore e avere fiducia in  questa amorosissima Madre”, dice San Pio. Ella ci serve come mezzo di  difesa contro tutti i nemici della nostra salvezza, i nemici della fede.  A volte Maria ci difende da noi stessi, perché spesso siamo anche noi,  con i nostri ragionamenti, a mettere in difficoltà la nostra esperienza  di fede. Il nemico non dorme, affinché possiamo perderci, ma questa  madre benedetta non ci lascia un istante.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>___________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il fine ultimo della nostra preghiera è questo stare in Dio e Dio in  noi, è questa comunione, una comunione spirituale e una comunione reale.  Anche la comunione spirituale ha la sua realtà, la sua  verità,un’esperienza meno sensibile a livello umano, ma decisamente  autentica. San Pio va oltre il concetto di comunione.<br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gesù e Maria prendano assoluto possesso del vostro spirito e l’immergano tutto in quelle celesti voluttà. Le fiamme del puro e casto amore, qual fuoco consumatore, consumino in voi ogni sordidezza e vi facciano andar libera da ogni avarizia spirituale</em><em>.       (Ep.II,429)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lasciarsi possedere da Gesù e da Maria, per essere immersi in  quell’esperienza divina. Non si hanno parole per descrivere queste  realtà celesti, ma come fiamme che purificano, che ti bruciano di casto  amore, un fuoco che ti consuma in Dio e tu diventi Dio, un fuoco che ti  permette di essere completamente in Dio, come Dio. Questo fuoco consuma  ogni peccato, ogni sporcizia, ogni opacità, per andare liberi,  completamente liberi in Dio, liberi da ogni avarizia spirituale, perché  in Dio tutto è dono, non esiste l’avarizia come non esiste la superbia,  come non esiste l’orgoglio: esiste l’essere dono, dono totale, dono  completo, fino a dare totalmente sé stessi, fino a dare la vita, fino a  dare tutto, fino alla libertà più totale e più autentica.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217;Epistolario I,II,III,II edizione anno 1973,1975,1977 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span><br />
</em></p>

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		<title>Solo in Dio riposa la mia anima &#8211; 8/11/&#8217;11</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2011/11/solo-in-dio-riposa-la-mia-anima-81111/</link>
		<comments>http://www.evangelizzare.org/2011/11/solo-in-dio-riposa-la-mia-anima-81111/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 17:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Solo in Dio riposa la mia anima - Abbiamo tante volte riflettuto sull’anima, questa realtà così importante ma così poco considerata. Sembra quasi che la cultura moderna, anche in ambito di fede, l’abbia un po’ dimenticata, se ne parla poco. Meditando gli  scritti di San Pio, invece, la nostra anima costantemente viene riproposta alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/11/solo-in-dio-riposa-la-mia-anima.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4216" title="solo in dio riposa la mia anima" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/11/solo-in-dio-riposa-la-mia-anima-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a> &#8211; <em>Solo in Dio riposa la mia anima -</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo tante volte riflettuto sull’anima, questa realtà così importante  ma così poco considerata. Sembra quasi che la cultura moderna, anche in  ambito di fede, l’abbia un po’ dimenticata, se ne parla poco. Meditando  gli  scritti di San Pio, invece, la nostra anima costantemente viene  riproposta alla nostra attenzione, quasi fosse l’argomento più  importante e se San Pio insiste tanto nel considerare la propria anima,  lui che è un santo, significa che nella espressione della santità,  l’anima ha un posto dominante. Se i santi sono i nostri modelli di vita  cristiana, dobbiamo imparare da loro. E’ una grazia speciale quella di  poter, ogni settimana, adorare Gesù Eucaristia, guidati dagli scritti di  San Pio. Davanti a Gesù Eucaristia, lasciarsi ispirare pensieri divini,  alla luce dell’esperienza di questo santo, che ci è tanto caro, è come  se avessimo la possibilità di innamorarcene sempre di più. Ma questo  innamorarci della figura di San Pio deve significare imparare da lui,  affinché sia questo modello efficace di santità, che porti anche noi a  manifestare la santità che dal battesimo abbiamo ricevuto, così la  preghiera si trasforma in rendimento di grazie, ciò che Dio gradisce più  di ogni altra cosa. Dio gradisce la richiesta perché si ripone fiducia  in Lui, gradisce la lode, ma più di ogni altra cosa, gradisce il  rendimento di grazie: esso è l’espressione di chi manifesta la fede  nella pienezza del suo significato.<span id="more-4213"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>… Dovete sapere che la più grande miseria dell’anima non è già quella di sentirsi debole, ma quella ben sì di credersi forte, di fidarsi di se stessa, di presumere, di inorgoglirsi la fronte della sua debolezza. Oh! Se tutte le anime esperimentassero una sì santa debolezza, non vedremmo rinnovarsi migliaia di volte in ogni istante la caduta di tante anime! Non è giammai accaduto che un’anima che esperimenta in se stessa la debolezza e che ha ricorso a Dio per aiuto sia caduta. </em><em>(Ep. III, p.70)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dobbiamo  sempre fare attenzione a come parlano i santi: “ La più grande miseria  dell’anima è quella di credersi forte &#8220;. Che contraddizione! L’anima,  quando si sente ricca, allora è veramente povera; quando si sente forte è  veramente debole. Allora, quando l’anima si sente debole è veramente  forte, perché la forza dell’anima è solo in Dio e mai in se stessa. San  Pio ci dice che se le anime sperimentassero questa santa debolezza,  riuscirebbero a non cadere. E la luce dell’anima è data proprio dal  ricorso a Dio perché “&#8230; non si è mai dato &#8211; dice San Pio &#8211; che un’anima  che per debolezza sia ricorsa a Dio, sia poi caduta”. Proviamo a  chiederci quante volte siamo caduti perché pensavamo di essere forti e  quante volte, invece, nella più autentica debolezza, avendo fatto  ricorso a Dio, poi, di certo, caduti non siamo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>____________________________________________________________<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Continuando questo discorso di forza e debolezza dell’anima, San Pio scriveva ancora:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’anima invece allora soltanto rimane miseramente conquistata e vinta quando, fidando sulla sognata abbondanza delle sue forze, crede di potersi sostenere e reggere per sempre in faccia alle tentazioni; di qui avviene che la poverina,per la sua presunzione, allorquando si credeva di toccare il cielo, in un istante si trova precipitata sino alle porte dell’inferno. </em><em>(Ep. III, p.70)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Rilfessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo peccato di orgoglio, allora, non è solo un’esperienza umana della  nostra esistenza terrena, ma un’esperienza spirituale. La gravità  dell’orgoglio non è il quanto siamo dei presuntuosi o appariamo tali, ma  è un’esperienza ben più profonda che può causare la nostra rovina  spirituale. “ La vera miseria dell’anima &#8211; ci ripete San Pio &#8211; è quando  confida nelle proprie forze e pensa di potersi confrontare con qualsiasi  tentazione e proprio quanto più ha la pretesa di toccare da sola il  cielo, si trova precipitata fino alle porte dell’inferno”. L’immagine ci  indica la massima tragedia possibile, la massima sventura possibile,  quella di trovarsi dinanzi alle porte dell’inferno, perché l’anima non  può avere la pretesa di salire a Dio di forza propria, l’anima è  attirata da Dio, è la forza di Dio che guida l’anima, non la forza  propria. Che errore grande nella esistenza di tanti, di troppi! Pensano  di essere loro, con la propria forza, a decidere il bene o il male, a  decidere di salire al cielo. Quanta presunzione! E’ vero, tanta è  l’ignoranza, ma troppo orgoglio, troppa presunzione. Il peccato  originale costantemente insidia le nostre anime e allora San Pio,  umilmente in ginocchio, guarda Gesù, perché non accada mai che la nostra  anima abbia questa presunzione, ma, riconoscendone la fragilità,  possiamo fidarci solo di Lui, della sua forza, del suo amore potente e  come San Paolo riuscì a dire: ” Quando sono debole è allora che sono  forte ”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>___________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come spesso Gesù ci ha detto, anche san Pio ci invita a non temere, ci   invita a non intendere minacciose queste realtà, ci invita ad avere   l’atteggiamento giusto, quello umile e confidente, quello vero, in   quella verità che indica il nostro impegno, nell’essere coerenti,   autentici, a chiedere perdono perché a volte questo orgoglio ha il   sopravvento e a mostrare la verità, con quella debolezza che in Lui   diventa forza, con quella debolezza che in Lui si pare all’autentica   speranza, con quella debolezza che ci fa manifestare la realtà della   fede e dell’amore più autentico, in modo che ciò che il mondo vede in   negativo, agli occhi di Dio è più che positivo: possiamo dire che è   proprio strada di salvezza.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non temete … anzi maggiormente confidate nella divina misericordia, umiliatevi dinanzi alla pietà del nostro buon Dio e ringraziatelo di tutti i favori che vi vuol concedere e di tutti quelli che vi ha concessi sino al presente. Tanto richiede la nostra gratitudine e noi non potremmo giammai addimostrare questa nostra gratitudine degnamente a chi di tanti favori ci arrichì … continuate a pregare … a tutto questo vi animi il premio che vi aspetta e che non sarà lontano. </em><em>(Ep. III, p.71)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Confidare nella divina misericordia, non avere paura, ringraziare,  continuare a pregare, sembrano i tratti fondamentali del percorso che  porta fino al cielo, sono le tracce che seguiamo e che dobbiamo lasciare  dietro di noi, affinché anche altri possano percorrere strade simili e  lasciare tracce di questo tipo. Preghiamo perché ognuno riesca a  scegliere di seguire queste tracce, preghiamo Gesù Eucaristia per coloro  che hanno smarrito la strada, preghiamo per coloro che non trovano più  queste tracce e sono tanti, per i più svariati motivi, non solo di  orgoglio, di presunzione, ma anche di distrazione o travolti da torrenti  impetuosi che fanno smarrire la cosiddetta retta via. Presentiamo a  Gesù tutti questi (alcuni ci sono particolarmente cari), perché tutti  possano ritrovare questi atteggiamenti divini presenti in loro stessi e  manifestarli a Dio per riprendere la strada per un premio che, come dice  San Pio, ci aspetta e non sarà lontano.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>______________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In questa condizione di miseria e ricchezza, di potenza e debolezza,  dobbiamo riuscire a leggere le realtà della nostra anima, per  comprendere ciò che è ricchezza davvero, ciò che è forza davvero, ciò  che Dio ci chiede davvero, per essere proprio come Lui ci vuole e in Lui  trovare la forza, la ricchezza, in Lui solo trovare davvero la  salvezza.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le tue impotenze, t’immagini che ti cagionano del danno, giacché tu supponi e sembrati che queste impotenze t’impediscono d’entrare in te stessa, e di avvicinarti a Dio … Egli vuole, che la nostra miseria sia il trono della sua misericordia, e le tue impotenze la sede della sua onnipotenza. Dimmi, mia brava figliuola, dove mai Dio fece consistere la fortezza di Sansone? Non la ripose egli nei di lui capelli </em><em>(Giud 16,17)</em><em>, la più debole parte che fosse in lui? deh! che io non vegga più in un sì madornale errore una figliuola, la quale vuole servire il suo Dio secondo il suo divino beneplacito, e non secondo i propri gusti sensibili … no … le tue impotenze non ti hanno impedito e né t’impediscono di entrare in te stessa, ma bensì t’impediscono di lamentarti in te medesima. </em><em>(Ep. III, p.175)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Queste nostre impotenze e debolezze non dobbiamo più vederle come dati  negativi della nostra vita, soprattutto della nostra vita spirituale.  Sono davvero importanti queste espressioni: ” La nostra miseria sia il  trono della sua misericordia;le nostre impotenze, la sede della sua  onnipotenza ”: parola di santi. Il nostro eccomi, come eco dell’eccomi di  Maria. Lei che si sentiva miseria, ha trovato il massimo della  misericordia, lei che si sentiva davvero fragile e impotente, in Lei si è  manifestata l’onnipotenza di Dio. Allora è una verità! Cerchiamo anche  noi  allora di non cadere mai in questo errore. Dio non si serve dei  propri gusti sensibili. Le nostre fragilità diventano occasione affinché  Dio possa manifestarsi chiaramente, ma bisogna fidarsi di Lui,  affidarsi a Lui. Le nostre fragilità servono a non lasciarci  inorgoglire, ma a saper sempre più confidare in Lui, nel suo amore,  nella sua misericordia. Questo non è solo un ragionare, questo deve  diventare un vivere. Chissà quante volte San Pio avrà sperimentato la  sua debolezza, la sua miseria! In quella condizione ha fatto talmente  spazio a Dio che ha fatto sì che si manifestasse tutta la sua  onnipotenza, tutta la sua misericordia. Chissà quante esperienze di  dolore nel non saper amare, messo talmente a disposizione di Dio e  l’amore di Dio ha compiuto quelle meraviglie di cui non si fa altro che  raccontare, ovunque nel mondo. Chiediamo a Gesù Eucaristia di capire  fino in fondo questa realtà da santi, almeno in parte riuscire anche noi  a sperimentarle.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217;Epistolario III, II edizione anno 1977 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span><br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">

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		<item>
		<title>L&#8217;anima vuole essere posseduta da Dio &#8211; 23/09/&#8217;11</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2011/11/lanima-vuole-essere-posseduta-da-dio-230911/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 08:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.evangelizzare.org/?p=4195</guid>
		<description><![CDATA[&#8211; L&#8217;anima vuole essere posseduta da Dio - In questi giorni abbiamo riflettuto maggiormente sul concetto della morte secondo San Pio, quindi secondo la fede, secondo il messaggio della salvezza. Più volte abbiamo incontrato San Pio desideroso di morire, ma non come fuga dalle realtà terrene, ma come compimento dell’unione perfetta con Dio; era un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/11/lanima-vuole-essere-posseduta-da-dio.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4205" title="l'anima vuole essere posseduta da dio" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/11/lanima-vuole-essere-posseduta-da-dio-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a> &#8211; L&#8217;anima vuole essere posseduta da Dio -</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In questi giorni abbiamo riflettuto maggiormente sul concetto della  morte secondo San Pio, quindi secondo la fede, secondo il messaggio  della salvezza. Più volte abbiamo incontrato San Pio desideroso di  morire, ma non come fuga dalle realtà terrene, ma come compimento  dell’unione perfetta con Dio; era un suo continuo anelare ad essa.  Chissà quante volte ha desiderato il paradiso! Chissà quante volte lo ha  contemplato! E quindi in lui la nostalgia di questa realtà divina che  in qualche modo gli si era maggiormente manifestata, era di certo  fortissima; lo comprendiamo soprattutto da alcuni scritti.<span id="more-4195"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’Anima è smaniosissima di vedersi del tutto posseduta finalmente da questo gran Dio … ella vuole arrivare a vedere nella sua pienezza e nella sua perfezione questa figura, di cui ha visto come le prime linee, lo sbozzamento. Ella insomma vuole vedere il Verbo, il Figliuolo di Dio, che è lo splendore della gloria di Dio e la figura perfetta della sostanza di lui. (</em><em>Ep.I,p.472)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ difficile comprendere questa smania di sentirsi completamente  posseduto da Dio. E pensare che la parola ‘ posseduto’ viene usata nella  sua peggiore manifestazione, quando c’è il nemico, l’avversario che  tenta di possedere! E’ Gesù riceve il permesso di possedere tutto.  Ognuno di noi invoca questo possesso per appartenere pienamente a Dio e  quando ciò non avviene è perché in realtà non siamo ancora coscienti di  come dovremmo essere, di come dovremmo lasciarci prendere da Dio, un Dio  che vive in noi. In noi non vive il male, in noi vive il bene, vive  l’amore perfetto, in noi vive Dio e noi dovremmo essere una  manifestazione di questa vita di Dio in noi; come se noi possedessimo  Dio e in realtà è Lui che possiede noi; come se noi volessimo  manifestarlo e in realtà è Lui che si manifesta per mezzo nostro, quando  glie lo permettiamo. Ma San Pio voleva arrivare fortemente a vedere la  pienezza, la perfezione, qualcosa di cui aveva conosciuto le prime  linee, un abbozzo. Immaginiamo i primi tratti di un’opera d’arte e poi  l’opera completa: nelle prime quattro o cinque linee  non si capisce  quasi niente e per San Pio era già qualcosa che gli faceva desiderare  fortemente il tutto. L’anima di San Pio aveva questa esigenza grande di  vedere Gesù, di unirsi a Gesù, di unirsi a Dio, completamente. Non è il  vedere degli occhi, non è un incontro come tra amici: è qualcosa di  infinitamente differente. Questo incontro con Dio, questo splendore  della sua gloria, questo unirsi alla sostanza stessa di  Dio … Accorgiamoci dei termini che San Pio usa, rendiamoci conto che c’è  un’anima che parla, non una mente non un cuore, ma un’anima.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono esigenze dell’anima di San Pio di cui ha voluto renderci partecipi:   realtà di pensiero, esperienze dell’anima che di certo ci risultano   molto distanti dal nostro modo di pensare, dal nostro modo di essere e   magari ogni tanto ci ritroviamo in qualche tratto e in quel momento, di   certo, anche l’anima nostra esulta, anche l’anima nostra gioisce, anche   l’anima nostra, con le parole di Maria, magnifica il Signore.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’anima mia piena di riconoscenza verso Dio per le tante vittorie, che va enumerando in ogni istante della vita, non può non sciogliere inni di benedizione senza fine ad un Dio sì grande e sì liberale … o Dio, sovrano del mio cuore, o centro unico di ogni mia felicità, quanto dovrò io aspettare ancora, prima di godere svelatamente le vostre ineffabili bellezze? </em><em>(Ep. I, p.653/656)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>e ancora scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La notte ancora al chiudersi degli occhi vedo abbassarsi il velo ed aprirmisi dinanzi il paradiso; ed allietato da questa visione dinanzi il paradiso; ed allietato da questa visione dormo in un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e con una perfetta calma sulla fronte, aspettando che il mio piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e così sciogliere insieme le lodi mattutine al diletto dei nostri cuori. </em><em>(Ep.I,p.308)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa riconoscenza dell’anima era di certo il suo esultare, il suo  magnificare il Signore. E’ questo costante desiderio del cielo, come  realtà di ineffabili bellezze. E chissà quante volte avrà sognato il  paradiso! Di certo, immaginandolo, ma probabilmente il Signore gli avrà  fatto la grazia di farglielo pregustare come esperienza dell’anima; di  certo non una visione come un film, ma qualcosa di molto più vero,  un’esperienza dell’anima che lo aiutava di certo a portare quei dolori  per la salvezza delle anime, quei dolori grandi, strazianti, lancinanti  che a volte umanamente facevano rasentare la disperazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>__________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vogliamo, come San Pio ci indica, riconfermare la nostra fede nel  Santissimo nome di Gesù. Gesù (il termine significa ‘Dio salva, Dio ti  dona l’eternità, Dio ti rende partecipe della sua gloria’).<br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per la ubbidienza di Gesù volle il celeste Genitore che questo santissimo nome fosse confessato e creduto da tutte le creature: “ Ogni lingua – dice l’apostolo – confessi che Gesù Cristo è nella gloria di Dio Padre “… anche noi, se saremo imitatori di Gesù Cristo, sostenendo tutte le battaglie della vita, parteciperemo ai suoi trionfi. Sì, concludo con san Giovanni Crisostomo, crediamo pure fermamente, essere di tanta gloria il divin redentore adorno, ma viviamo ancora alla sua gloria, imitando i suoi esempi,seguendo i suoi voleri: altrimenti a nulla ci gioverebbe il nostro credere, se non vi corrispondesse il nostro operare. </em><em>(Ep. II, p.224)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Credere ed operare, essere nella gloria di Dio e manifestare con la vita  la gloria di Dio, in qualsiasi situazione, proprio come S. Pio è  risuscitato a testimonianza e, speriamo, sia riuscito anche ad  insegnarci.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217;Epistolario I, II, II edizione anno 1973, 1975 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span></em></p>
<p><em><br />
</em></p>

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		<title>L&#8217;anima cerca Dio, è il respiro di Dio &#8211; 22/09/&#8217;11</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2011/11/lanima-cerca-dio-e-il-respiro-di-dio-220911/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 16:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; L&#8217;anima cerca Dio, è il respiro di Dio - Scriveva San Pio: O cielo! … o vita! … quale affaccio (vista) mi ritiri?! … e non sai che senza di te, mi è priva la stessa mia esistenza, e vivere più non posso senza il morire?! (Ep. I, p. 1034) Oh che bel giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/11/lanima-è-il-respiro-di-dio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4175" title="l'anima è il respiro di dio" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/11/lanima-è-il-respiro-di-dio.jpg" alt="" width="270" height="187" /></a> &#8211; L&#8217;anima cerca Dio, è il respiro di Dio -</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;">Scriveva San Pio:</span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>O cielo! … o vita! … quale affaccio (vista) mi ritiri?! … e non sai che senza di te, mi è priva la stessa mia esistenza, e vivere più non posso senza il morire?! (Ep. I, p. 1034) </em><em>Oh che bel giorno è questo!, oh che vista magnifica è quello di chiudere gli occhi del corpo per aprire quelli dello spirito davanti allo Sposo divino! Come si sta bene! La morte me la sento netta, piena di elasticità, il cuore libero e largo come il mare.</em><em> (Ep. I, p.717)<span id="more-4173"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Capiamo bene che solo nell’unione con Dio si può arrivare a pronunciare  queste parole. Solo in Dio l’idea della morte dona questa pace, questa  serenità, addirittura fino a dire:”O che bel giorno..” Chissà quanto San  Pio ha attinto da San Francesco, che chiama la morte ‘sorella’ con  quell’affetto fraterno di cui era capace. Tutto va oltre il saper dire,  tutto va oltre la poesia: è il saper guardare oltre. San Pio incarna  talmente la parola di Dio da capire già perfettamente il concetto dello  sposo divino e dell’incontro con Lui. San Pio, parte di Chiesa, sposa  dello sposo che è Cristo. E quando la parte di Chiesa termina il suo  tempo, varca la soglia e si apre all’eternità, si ritrova in  quell’abbraccio straordinario con il suo sposo e il cuore si sente  libero e largo come il mare. Cerchiamo, nel silenzio, di cogliere la  profondità e la verità di questi pensieri.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>______________________________________________________________<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“In queste piaghe è tutto il gaudio mio”. Questo è ciò che con maggior  difficoltà riusciamo a comprendere. Penso che siamo un po’ tutti  incapaci di saperlo affermare davvero e che ognuno di noi porta piaghe  nella propria esistenza, ma chi le considera gaudio, gioia, amore? Chi  considera gioia quelle spine che tante volte trafiggono il cuore o anche  solo la mente? Quante volte definiamo situazioni dolorose: ‘mancanze di  grazia’, ‘disgrazie’, quando invece potrebbero essere tutte ‘occasioni  di grazia’. La stessa realtà della morte è l’occasione dell’infinita  grazia. Quant’è lontana da noi una vera e autentica mentalità di fede!  Quanto sono lontane da noi le realtà divine che i santi, invece, almeno  in parte, hanno fatto propria!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;">Scriveva San Pio:</span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dovunque mi aggiro trovo spine, che tutto mi penetrano. Una sola cosa mi resta da amica: la morte. La chiamo di giorno e la chiamo di notte a solo fine di riceverne un refrigerio a tante mie sventure. Fo male io forse in desiderar questo?Ditemelo francamente. Però vi prego, padre mio, che io nel non cercare la morte io non sono libero di me stesso. È un grido che viene spontaneo dalle labbra senza poterlo raffrenare, e questo vedo che mi fa male. Forse in fondo alla mia anima coverà una secreta speranza che dalla polvere spunterà il suo raggio luminoso. </em><em>(Ep. I, p. 767)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio arriva a dire che la vera libertà è saper chiedere la morte. Non  c’è  fuga dalla realtà o semplice cessazione del dolore, ma piena  partecipazione alla realtà di Dio. Quasi tutti i mistici vedono la morte  come l’esperienza più elevata, più alta dell’unione con Dio e la  desiderano non come una fuga dalla realtà o come un atto di  vigliaccheria, ma come compimento pieno di un’esperienza che si fa  sempre più esigente e guarda oltre e vive oltre. Addirittura evitare il  pensiero della morte gli faceva male perché doveva raffrenare qualcosa  che, come un impeto, gli veniva dal profondo e la conclusione è sempre un’esperienza che va oltre: è l’esperienza dell’anima. “Forse in fondo  la mia anima coverà una segreta speranza che dalla polvere spunterà il  suo raggio luminoso” ed è proprio così: dalla polvere il raggio  luminoso, dalla polvere il principio vitale. In quel soffio sulla  polvere Dio dona l’anima e al termine l’anima torna a Dio perché è il  suo respiro. La nostra anima è il respiro di Dio, il soffio di Dio: da  Dio viene, a Dio torna nella sua assoluta esclusività. L’anima cerca  Dio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>________________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Pregate, pregate!”. Era l’invito continuo, costante, perseverante di  San Pio verso tutti. Preghiamo! La preghiera è l’esperienza di ogni  anima, di ogni persona. E’ un’esigenza fortissima che tanti mettono a  tacere, ritrovandosi spesso vuoti, incapaci, inutili. “Pregate!”  significa:” State con Dio, godetevi Dio, nutritevi di Dio, vivete di  Dio ”. La preghiera permette a Dio di vivere in noi, per noi, con noi. La  preghiera ci dona consapevolezze inimmaginabili. Se non preghi non lo  saprai mai, non lo capirai mai; se non preghi non sai nemmeno cosa  desiderare, non sai cosa c’è da capire, non sai cosa c’è da sapere.  Prega!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong> </strong></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;">Scriveva San Pio:</span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pregate … incessantemente la divina pietà … pregate, dico, non perché ritirasse da me la sua mano che paternamente mi percuote, ma perché desse finalmente l’ultimo colpo. Non ne posso più della vita … mi vedo continuamente in pericolo di offendere il divino Sposo; mi vedo sempre circondato e penetrato da una fiamma divina che mi fa morire di mille morti al minuto secondo … La morte soltanto è il rimedio a lenire questa fiamma, la quale brucia e non consuma … dite a Gesù con confidenza filiale che rompa presto queste catene, che schiuda le porte di questo tenebroso carcere. Lui solo ne tiene le chiavi, lui solo sa il secreto per aprire. </em><em>(Ep. II, p. 237/238)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio si vedeva anche prossimo alla tentazione, perché quei dolori lo  tentavano addirittura nel poter offendere Dio, ma non tanto con  espressioni poco riguardose, quanto nella possibilità  di non dire:” Sia  fatta la tua volontà, voglio sceglierti ancora con amore” e certe volte  il dolore sembrava rendere impossibile questa manifestazione di amore e  questo gli dava dispiacere e allora vedeva la morte come il culmine, mai  per sfuggire alla realtà, ma per trovare compimento, proprio come  accadde a Gesù o come era già accaduto a  tanti martiri e mistici prima  di lui.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>_______________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Penso che il Signore infonda in ognuno di noi l’esigenza di una  straordinaria unione con Lui. E’ un’esigenza dell’anima, ma dopo  meditazioni e riflessioni, adorazioni, l’esigenza si fa più forte. Come  creature riconosciamo tanta miseria, ma come figli di Dio sperimentiamo  tante ricchezze. Il divino ci ha generato ed è presso di noi; la  preghiera ci permette di sperimentare e, speriamo per tutti, di  testimoniare.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;"> </span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;">Scriveva San Pio:</span></em><em><span style="text-decoration: underline;"> </span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Padre mio, chi è più misero di questa creatura? Ella sente il suo libero arbitrio, schiavo infelice della sua libertà, è strettamente legato alla catena dal timore e dall’amore di quel Dio che la creò. Ma non basta, ella vorrebbe sentirsi stretta a lui dal un altro amore, che non potrà realizzarsi in questo basso mondo; ella vorrebbe entrare presto in quell’eterno riposo per sempre vivere perduta in quell’oceano immenso di bontà, per conoscere solo ciò che egli ama e per godere onde è beato egli stesso. </em><em>(Ep. I, p. 682/683)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ascoltando queste parole, è come se si sperimentasse la sofferenza del limite di non riuscire a descrivere ciò che l’anima sperimenta. Sono già espressioni meravigliose, ma se ne sente tutto il limite, tutta la difficoltà. Quest’anima che vorrebbe sentirsi stretta a Lui da un altro amore che non potrà realizzarsi in questo basso mondo: ella vorrebbe entrare presto in quell’eterno riposo per sempre, vivere perduta in quell’oceano immenso di bontà, per conoscere solo ciò che egli ama e per godere beato egli stesso. Tutt’altra idea della morte! E’ l’idea  del paradiso, è l’idea dell’eternità, è l’idea del fine ultimo, è la speranza. Questo significa avere fede, questa è l’esperienza più autentica e più profonda dell’amore, questa è contemplazione, questo è San Pio, il più vero e autentico San Pio: un cuore che cammina sulla terra, ma che guarda e sperimenta il cielo e lo spera più di ogni altra cosa, non per fuggire dalla terra, ma per trovare pieno compimento a questa esperienza di amore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217; Epistolario I, II, II edizione anno 1973, 1975 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span><br />
</em></p>

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		<title>Dio ci ama &#8211; 21/09/&#8217;11</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2011/10/dio-ci-ama-210911/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 08:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Dio ci ama - Scriveva San Pio: Buio e spine sempre … qualche raggio di luce, qualche stilla di conforto … e poi … più fitte tenebre, spine ancora più amare. Una burrasca continua mi travolge, e se vi è qualche sosta passeggera e momentanea, che in sostanza non si prolunga quasi mai quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/10/P_Pio_Eucarestia-dio-ci-ama.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4156" title="P_Pio_Eucarestia - dio ci ama" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/10/P_Pio_Eucarestia-dio-ci-ama-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" /></a> &#8211; Dio ci ama -</p>
<p><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>Buio  e spine sempre … qualche raggio di luce, qualche stilla di conforto … e  poi … più fitte tenebre, spine ancora più amare. Una burrasca continua  mi travolge, e se vi è qualche sosta passeggera e momentanea, che in  sostanza non si prolunga quasi mai quando può impiegarsi nella recita di  una Ave Maria,</em><em> mi volgo intorno temendo e tremando con una domanda: che cosa mi avverrà di nuovo? Gesù così vuole e così sia; ma il fiat</em><em>,  non ostante la prontezza e la sottomissione della parte superiore della  volontà, che è sempre unita alla volontà di Dio, mi riesce assai  difficile a profferirlo ed occorre farmi dei grandi sforzi per non  vacillare. </em><em>( Ep. I, p.627)<span id="more-4154"></span></em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>Manca la  riflessione</em></em></p>
<p><em>___________________________________________________<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sappiamo bene quale rapporto col mondo e quale unità riusciva a sperimentare San Pio con il Figlio di Dio, il suo Signore: un’unità tutta straordinaria, un’autentica comunione di anime, a tal punto che quando San Pio scriveva ciò che nell’anima sperimentava, lo identificava in un autentico colloquio tra due persone, in un faccia a faccia. In questi colloqui San Pio riusciva a descrivere ciò che nell’anima riusciva a sperimentare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Scriveva San Pio:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>Mi è apparso nostro Signore, il quale così mi ha parlato: “ Figliuol  mio, non lasciare di scrivere quello che odi oggi dalla mia bocca,  perché tu non l’abbia a dimenticare. Io sono fedele, nessuna creatura si  perderà senza saperlo. Molto è diversa la luce dalle tenebre. L’anima a  cui io soglio parlare l’attiro sempre a me; invece le arti del demonio  tendono ad allontanarla da me. Io non ispiro mai all’anima timori che  l’allontanano da me; il demonio non mette mai nell’anima paure che la  muovano a ravvicinarsi a me. I timori che l’anima sente in certi momenti  della vita sull’eterna sua salute, se hanno me per autore si  riconoscono dalla pace e serenità, che lasciano nell’anima …”. </em><em>(Ep.I,p.382)</em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>Riflessione:</em></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cerchiamo di comprendere bene, proprio davanti a Gesù Eucaristia, quel Gesù crocifisso e risorto che ci si propone dinanzi agli occhi, che si è fatto nostro cibo. Proprio alla sua presenza e con la grazia dello Spirito Santo, cerchiamo di comprendere queste parole di San Pio, in questo dialogo dell’anima con Dio. “ Io non ispiro mai paure..”; capite cosa dice Dio? “ Io non ispiro mai paure, ma ispiro solo ciò che avvicina a me. Io do solo la pace e la serenità.” Ciò significa che Dio non manda mai un dolore, Dio non manda mai una malattia, ma Dio, quando vede che nella natura umana c’è un dolore, c’è una malattia, ci ispira sentimenti che ci avvicinano a Lui. Dio ci fa capire che in quei momenti siamo simili a Gesù che soffre per noi e ci dona la capacità di pensare che possiamo partecipare del dolore di Gesù. Dio non ha mandato i dolori a San Pio; Dio ha mandato a San Pio un amore tale che quei suoi dolori li ha considerati come partecipazione alla crocifissione di Gesù, fino a diventare così evidente nella sua carne, ma è solo un’esperienza di amore. Dio non ha fatto del male a San Pio, ma gli ha permesso il sommo bene, quello di orientare i dolori del cuore suo per tutte quelle anime che erano lontane da Dio e allora San Pio, nel suo cuore, nei suoi atroci dolori, riusciva a vivere nella pace e nella serenità che fanno pensare esclusivamente alla salvezza dell’anima e poiché San Pio era in questo amore così infinito, questa salvezza dell’anima non la orientava su di sé o sulle persone alle quali era molto affezionato, ma su tutti quelli che poteva, su tutti coloro che capiva essere lontani dal Padre suo. Ecco perché tanto dolore, ma ecco perché tanto amore e tanta pace e serenità nel profondo del suo cuore. Non dobbiamo mai dire che Dio ci manda una malattia, ma Dio ci aiuta a vivere la malattia perché è tutto orientato alla salvezza delle anime, come la sofferenza atroce di Gesù. Non è il Padre che ha crocifisso il Figlio, ma ha fatto capire al Figlio che in quella crocifissione avrebbe distrutto il male, il peccato, la morte. Questa è la fede e allora davanti a Gesù Eucaristia vogliamo capire bene questo: non stiamo adorando un corpo crocifisso e straziato in croce; noi stiamo adorando l’essenza autentica di Dio, il Dio con noi, che tanti sono riusciti ad imitare, fra cui San Pio che sentiamo così tanto vicino a noi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>_______________________________________________________<br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ogni minimo difetto che commetto, per l’anima è una spada di dolore che le trapassa il cuore … la vita mi sta divenendo un crudele martirio, e solo provo conforto nel rassegnarmi a vivere per amor di Gesù … l’anima in questo stato geme, perché le ore scorrono troppo lente per lei … ed è proprio in questi momenti che l’anima è portata a gridare: “ Oh vita che per me non sei più vita, ma tormento! Oh morte non so chi può temerti, mentre per te ci si apre la vita! … il pensiero della morte non mi atterrisce punto, eppure nel considerare che i più gran santi all’approssimarsi di questa tremarono, mi sento agghiacciare il sangue nelle vene, perché penso che non sia questo il colmo del mio acciecamento, giustamente permesso da Dio in pena delle mie innumerevoli infedeltà. Riconosco chiaramente di aver fatto nulla per la gloria di Dio, niente per la salute delle anime. </em><em>(Ep.I,p.384)</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Manca la riflessione</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><em>_______________________________________________________<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando saliva sull’altare, per lui era come andare in croce, era come  morire con Gesù e al termine risuscitava a quella vita nuova e dopo la  Messa riusciva a donare grazia su grazia ad ogni persona che incontrava,  ad ogni persona che riusciva ad osservarlo anche solo da lontano. C’è  tutto da imparare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scriveva San Pio:<br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ero all’altare per la celebrazione della santa Messa, quando mi è avvenuto ciò che sto per dire. Premetto che questa mattina sono asceso all’ara santa, non so come. Dolori fisici e pene interne facevano a gara a chi potesse martorizzare tutto il mio povero essere … Mi sentivo morire. Una tristezza mortale mi pervadeva tutto e tutto credevo che fosse finito per me: la vita del tempo e la vita eterna …  erasi giunto al colmo … nell’atto di consumare le sare Specie dell’Ostia Santa, una luce subitanea mi pervade tutto l’interno e vedo chiaramente la celeste Madre col Figlio bambino in braccia, che insieme mi dicono: “Quietati! Noi siamo con te, tu ci appartieni e noi siamo tuoi “. Ciò detto, non vidi più nulla. La calma, la serenità, i dolori tutti in un subito si dileguano</em><em>. </em><em>(Ep.IV, p.917)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa è l’esperienza dell’ uomo di fede, dell’ uomo di Dio che va verso  Dio proprio come Dio è andato sulla croce, con quei dolori interni ed  esterni, come li definisce lui, quei dolori dell’anima che ti straziano e  non sai spiegare e quei dolori esterni di cui tutti, spesso, facciamo  esperienza. Tutto sull’altare. E chi unisce a Dio la propria situazione,  chi segue Dio fin sulla croce, nel momento della sua risurrezione trova  anche lui risurrezione. E così, al momento della comunione eucaristica,  una luce immediata. Si spalanca il paradiso, si spalanca l’eternità, si  spalanca il bene, l’amore, si spalanca l’infinito di Dio e si trova la  pace, la quiete. “ Ciò detto, la calma, la serenità, i dolori tutti in un  subito si dileguano”. Di questo San Pio è maestro; a questa scuola  dobbiamo riuscire a stare, alunni di questa esperienza lui ci vuole.  Vuole che la nostra preghiera ci doni questa quiete, questa pace; vuole  che la celebrazione eucaristica sia il punto di arrivo e di partenza.  Ogni volta tutto arriva all’altare e tutto riparte dall’altare. Non  dovremmo mai dimenticare questi insegnamenti. Non sono cose da poco:  sono l’esperienza più autentica e profonda di un Dio che ama e che  manifesta il suo amore.</em></p>
<p><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217; Epistolario I, IV, II edizione a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><em>Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi</em></span></p>

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		<title>Maria, Mamma premurosa &#8211; 06/09/&#8217;11</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 14:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[maria]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Maria, Mamma premurosa - Ancora una volta ci affidiamo allo sguardo amorevole di Maria. Come costantemente accade, una madre non distoglie mai lo sguardo dai suoi figli e Maria, dal paradiso, non distoglie mai il suo sguardo amorevole verso di noi. Anche quando non è contraccambiata, anche quando è dimenticata, anche quando non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/10/mariamamma-premurosa.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-4137" title="maria,mamma premurosa" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/10/mariamamma-premurosa-199x300.png" alt="" width="179" height="270" /></a> &#8211; Maria, Mamma premurosa -</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ancora una volta ci affidiamo allo sguardo amorevole di Maria. Come  costantemente accade, una madre non distoglie mai lo sguardo dai suoi  figli e Maria, dal paradiso, non distoglie mai il suo sguardo amorevole  verso di noi. Anche quando non è contraccambiata, anche quando è  dimenticata, anche quando non è assolutamente considerata, lei continua  ad avere questo sguardo di amore.<span id="more-4133"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Madre mia, come mi sento confuso sì carico di colpe di fronte a te …  Abbi pietà di me; uno sguardo tuo materno mi rialzi, mi purifichi, mi elevi a Dio, elevandomi sul fango della terra, per assorgere a colui che mi creò, mi rigenerò nel santo Battesimo, ridonandomi quella bianca purissima stola dell’innocenza che il peccato d’origine aveva deturpato. Ch’io l’ami, o Madre mia. (Ep. IV, p.860)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo sguardo materno che ci invita a rialzarci, questo sguardo  materno che ci ridona fiducia, questo sguardo materno che aiuta a  distaccarci dal fango della terra &#8230; uno sguardo che ci allontana dal  peccato e quindi ci riavvicina a Dio. Quello sguardo materno che non  conobbe il peccato partecipa della nostra purificazione. Quel peccato  originale di cui lei rimase senza macchia, invita ognuno di noi ad  eliminare quella macchia, una macchia che costantemente ci si ripropone,  che il battesimo ha eliminato ma il mondo ci ripropone. Quello sguardo  che ci rende forti nel dire “ no” nel momento della tentazione, quello  sguardo amorevole di Maria non perdiamolo mai di vista. Quello sguardo  amorevole di Maria è lo stesso sguardo con il quale Lei guardava Gesù e  oggi guarda noi. Il nostro guardare Gesù è un minimo tentativo di  imitare il suo sguardo. Lei guarda noi per donarci Gesù; noi guardiamo  Gesù per nutrirci di Lui, per comprendere la sua vicinanza, il suo  amore. Il guardarsi di Gesù e di Maria di certo era paradiso. Il  guardare Gesù è lasciarsi guardare da Maria, è un po’ lasciarsi attirare  per poter partecipare anche noi, per quel po’ che si può,  del  paradiso.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>_______________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<div style="text-align: justify;"><em>Io ignoro la causa di ciò ed in silenzio adoro e bacio la mano di colui, che mi percuote, sapendo purtroppo che lui stesso è che da una parte mi affanna e dall’altra mi consola. Mi dispiace solo, padre mio, di non aver mezzi sufficienti da poter ringraziare la nostra Vergine Maria, ad intercessione della quale io non dubito affatto di aver ricevuto tanta forza dal Signore, nel sopportare con sincera rassegnazione le tante mortificazioni, alle quali sono andato soggetto di giorno in giorno.  (Ep.I, p.182) </em></div>
<div style="text-align: justify;"><em><br />
</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Questa presenza d’amore che è stata Maria sulla terra, è una presenza  d’amore che ha permesso all’amore di incarnarsi. Sono vette davvero  irraggiungibili le realtà divine scese sulla terra e così Maria  intercede per noi perché questo nostro corpo possa partecipare anch’esso  dell’amore di Dio, perché possa rimanere immune dal peccato. Maria ci  fa capire che è tutta grazia di Dio l’innocenza, la purezza, la  trasparenza dell’anima; è la grazia di Dio che viene accolta e che ci  rende simili a Lui. Maria ha dato la carne a Gesù, ma Gesù l’ha resa  divina.</em><em> </em></div>
<div style="text-align: justify;"><em>________________________________________________________</em></div>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ importante conoscere il rapporto tra la sofferenza di San Pio e la  presenza materna di Maria. Quanto le è stata di consolazione!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In certi istanti tale è il fuoco che qui dentro mi divora, che faccio tutti i miei sforzi per allontanarmi da loro, per andare in cerca di acqua ed acqua gelata per gittarmi dentro; ma ahimè!, padre mio, mi accorgo subito di essere io assai infelice, perché allora più che mai sento di non essere libero, le catene che gli occhi miei non vedono, le sento che mi tengono stretto stretto a Gesù ed alla sua diletta Madre; ed in questi istanti che esco il più delle volte in escandescenze; sento che il sangue mi affluisce al cuore e da questo alla testa, sono tentato di gridare loro in viso e chiamare crudele il Figlio e tiranna la Madre. Ma, oh mio Dio! Non sono padrone di me, mi accorgo che sono follie …riflettendo sulla mia vita … non la cambierei mai. Vorrei volare per invitare le creature tutte di amare Gesù, di amare Maria.  (Ep.I,357)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio tenta di descrivere le più atroci sofferenze , comunicandoci  il fatto di perdere addirittura la testa, il senno, in certi istanti,  per il dolore, come se non capisse più niente, addirittura al punto di  pensare Gesù crudele e tiranna la Madre. Quanto doveva essere forte  quella sofferenza da fargli perdere il senno e in questa sofferenza  quanto più grande la fede, quanto più grande l’amore con quest’altra  immagine davvero stupenda: “Vorrei saper volare per invitare le creature  tutte ad amare Gesù e ad amare Maria”. Sembrano dei contrasti  impossibili da coniugare e invece San Pio ci dimostra quanto è vicino il  dolore più forte all’amore più autentico. Pur perdendo il senno, in  certi istanti, per il dolore, è come se ritrovasse il senso più  autentico del suo esistere per invitare tutti ad amare Gesù, ad amare  Maria.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> __________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fin da piccoli abbiamo imparato a rivolgerci a Maria. Tra le primissime  preghiere, quelle parole dell’angelo sono diventate le nostre parole per  pregare.” Prega per noi peccatori”: forse quando ancora non avevamo  coscienza del peccato, già dicevamo queste parole, come a prepararci,  per non essere poi, arrivando al peccato, impreparati.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Madre mia purissima, l’anima mia poverissima, tutta ricolma di miserie e di peccati fa appello al tuo amore materno, affinchè nella tua bontà ti degni riversare su di me un poco almeno di quella grazia che si profuse in te, senza restrizione, ma abbondante, piena, dal cuore di Dio e da questa grazia accompagnato mi riesca servire ed amare meno imperfettamente quel Dio che occupò pienamente il tuo cuore e del tuo corpo ne fece il suo tempio fin dal primo istante del tuo immacolato concepimento. (Ep. IV, p.858)<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da queste parole capiamo quanto la piena di grazia viene invocata perché  ci doni un po’ della sua grazia, quando la Madre di Dio ci sia vicina  nel considerarci figli, quanto quel cuore immacolato possa comunicare  amore ai nostri cuori non sempre limpidi, quanto la perfezione di Maria  possa aiutarci nel nostro cammino di perfezione, quanto la sua luce  immacolata possa illuminare la nostra vita e renderla più luminosa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>T<span style="color: #800000;">ratto dall&#8217;Epistolario I, IV, II edizione anno 1973, 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.<br />
</em></span></p>

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		<title>Tu solo sei il bene &#8211; 29/03/&#8217;11</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2011/10/tu-solo-sei-il-bene-290311/</link>
		<comments>http://www.evangelizzare.org/2011/10/tu-solo-sei-il-bene-290311/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[bene]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Tu solo sei il bene - Questa esperienza dell’appartenere a Dio significa sentirsi parte di Lui, significa che Dio ci comunica se stesso: un po’ di Lui vive in noi e noi viviamo in Lui. L’evangelista Giovanni era molto consapevole di questa realtà e San Pio la conferma scrivendo: Tu sei interamente di Gesù, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/10/tu-solo-sei-il-bene1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4112" title="tu-solo-sei-il-bene1" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/10/tu-solo-sei-il-bene1-174x300.jpg" alt="" width="174" height="300" /></a> &#8211; Tu solo sei il bene -</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa esperienza dell’appartenere a Dio significa sentirsi parte di  Lui, significa che Dio ci comunica se stesso: un po’ di Lui vive in noi e  noi viviamo in Lui. L’evangelista Giovanni era molto consapevole di  questa realtà e San Pio la conferma scrivendo:<span id="more-4108"></span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tu sei interamente di Gesù, nessuna cosa dunque ti ritenga, per abbandonarti totalmente in balia della sua provvidenza. Rimani dunque, mia carissima figliuola, in tal modo fra le tenebre della passione. Dico fra questa tenebre, giacché ti lascia considerare la santissima Vergine e san Giovanni, i quali essendo ai piedi della croce tra le spaventevoli tenebre, non più ascoltavano nostro Signore, né lo vedevano, ed altro sentimento non avevano che quello del cordoglio, e della tristezza; quantunque fossero animati dalla fede, essa era anche nelle tenebre, giacché era necessario, che partecipassero dell’abbandono di nostro Signore. Deh! mia dilettissima figliuola, stimati felice di stare in sì dolce compagnia senza comprenderlo. ( Ep. III,176)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ proprio importante capire che anche nel momento delle tenebre, nel  momento del dolore, della prova, della difficoltà, c’è la fede e anche  se non si sperimenta chissà quale gioia, nemmeno spirituale, si è come  Maria e Giovanni ai piedi della croce, animati dalla fede anche nelle  tenebre. Era necessario che partecipassero dell’abbandono, come Gesù,  Gesù abbandonato in croce con quel grido: ”Dio mio, Dio mio, perché mi  hai abbandonato? ”. A quel grido ha fatto eco il dolore di Maria, il  dolore di Giovanni. A quel grido ha fatto eco il dolore del mondo, il  dolore di tutti i tempi, ma in quell’abbandono, in quell’abbandonarsi  all’amore del Padre, c’è la salvezza del mondo. Noi tutti arriviamo alla  soglia del dire con Gesù: ” Dio mio, Dio mio, perché mi hai  abbandonato? ”, ma non facciamo il passo successivo. In quell’essere  abbandonati ci dobbiamo abbandonare, partecipare dell’abbandono per  partecipare della salvezza, partecipare della morte per partecipare  della resurrezione. Sono realtà che ci elevano particolarmente a Gesù  Eucaristia; è Gesù che ha gridato l’abbandono, che si è abbandonato, che  ha sperimentato la morte ed è risorto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>__________________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nelle tenebre dell’abbandono, per la nostra fede, risplende comunque una  luce. Non viene eliminata la speranza e non si perde di vista la verità  dell’amore di Dio, perché questa è la tentazione, che nel momento  dell’oscurità si possa rischiare di non vedere più nulla, nemmeno  l’amore di Dio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le oscurità nel tuo spirito sono luce, anzi è lo stesso sole di giustizia che rifulge nella tua anima. Questa è la verità e tutta la verità. Il martirio che tu senti nello spirito è prodotto da Dio stesso, cioè da quella <strong>forza misteriosa </strong></em><em>che ti tiene sempre in dolce e doloroso deliquio. Se non fosse l’opera di Dio, potrebbe essere codesto deliquio dolce e doloroso e rassegnato nello stesso tempo? È l’amore che ferisce e sana, sana e ferisce. ( Ep. III,218)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le oscurità nello spirito sono luce soprattutto quando il nostro  spirito è alimentato dal suo amore e capiamo che si sta vivendo  l’abbandono, il passaggio fondamentale dall’io solo all’io in Dio e se  questo passaggio è spesso doloroso, sperimentiamo anche che è dolce: è  un amore che ferisce e risana, risana e ferisce. Il simbolo di questo  amore che risana e ferisce è quel cuore trafitto, è il Cuore di Gesù ed è  il Cuore di Maria. Hanno la stessa immagine: un cuore trafitto, uno da  una lancia, l’altro da una spada. Al cuore che ama è chiesto  l’abbandono, è chiesta la ferita ed è chiesta anche la santità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>__________________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel momento dell’oscurità ognuno di noi è portato a lamentarsi, a  lamentarsi con Dio, ma questo lamento può essere inteso come una  richiesta, come un’esigenza, quasi come una preghiera. Indica la  necessità di qualcosa che si vorrebbe avere.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scrive:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tu ti lamenti col Signore! C’è colpa? No! Sono i lamenti del figlio col padre, sono i sospiri dell’anima che cerca il suo bene. E siccome non vi è colpa nella ricerca di questo <strong>Bene, </strong></em><em>non vi è colpa neppure nel lamentarti che ne fai per avere questo Bene. L’anima non lo vede questo bene che è in sé, e perciò cerca, si lamenta, e sospira; ma il bene è in essa. Ed è questo bene che la muove alla ricerca ed è per questa ricerca che conserva questo stesso bene e questo stesso bene addiviene sempre più grande. L’anima cerca questo bene con gemiti, perché non ancora può possederlo nello stato perfetto. Questo bene sommo ha ferito il tuo cuore: e questa ferita è la ferita della carità divina. La ferita è spirituale, ma si riversa anche nel fisico: ecco perché tu senti, oltre lo strazio del divino Amore nell’anima, anche delle depressioni fisiche che più volte ti riducono quasi all’impotenza. (Ep. III, 218)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Chissà se queste parole possano davvero applicarsi alla nostra vita, se  il nostro lamentarci è davvero una ricerca del bene, la ricerca di  un’anima che ha l’esigenza di trovare il bene, tutto il bene e non  riesce a possederlo nello stato perfetto! Questa condizione è una  condizione che ferisce il cuore, che fa soffrire sia l’anima che il  corpo, ma dobbiamo saper comprendere bene quando la sofferenza fisica è  conseguenza di una forte esigenza dell’anima. Non so se per noi può  essere così. Certo è che per San Pio, arrivato a quelle vette di  consapevolezza, di comunione con Dio, di certo sarà stato così. Quelle  sue sofferenze fisiche corrispondevano davvero ad un’esigenza forte di  unione con Dio. Ma se fossimo anche noi consapevoli, ogni tanto, che  certi malesseri corrispondono anche ad un’esigenza dell’anima, ad  un’esigenza di Dio, si comprenderebbe anche la guarigione di ferite che  non vengono da cose umane ma da esperienze divine. Le ferite dell’anima  fanno più male delle ferite fisiche, le ferite dell’anima portano con sé  dolori indescrivibili: Gesù crocifisso, Maria sotto la croce e tante  altre esperienze mistiche come quelle di San Pio. Non pensiamo tanto ad  identificarci in loro, quanto ad imparare da loro, a capire da loro, per  essere nella luce anche quando si è nelle tenebre.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>____________________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tenete sempre davanti all’occhio della mente l’ubbidienza di Gesù nell’orto e sulla Croce: dessa fu con immenso contrasto e senza refrigerio, ma ubbidì fino a lamentarsi con gli apostoli e col Padre suo; e la sua ubbidienza fu eccellente, e tanto più bella quanto più amara… Il prototipo, l’esempio su cui bisogna rispecchiarsi e modellare la vita nostra si, è Gesù Cristo. Ma Gesù ha scelto per suo vessillo la croce e perciò egli vuole che tutti i suoi seguaci devono battere la via del Calvario,portando la croce per poi spirarvi distesi su di lei. Solo per questa strada si perviene a salvezza. ( Ep. III, 242/243)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Guardando Gesù nell’orto degli ulivi e guardandolo crocifisso, possiamo  facilmente scoprire le nostre disobbedienze. Il nostro vessillo è la  capacità di fuggire dalle tenebre, di fuggire dalla croce, mentre Gesù  l’ha scelta con amore. Noi fuggiamo dalle vie del Calvario, mentre Gesù  per amore ha scelto la via del Calvario. Noi tentiamo di fuggire da ogni  tipo di croce; Gesù ha scelto di essere crocifisso. Qualunque sia la  nostra disobbedienza, la nostra fuga, inesorabilmente ci ritroviamo  sulla via del Calvario, ci ritroviamo a portare un croce e ogni tanto ci  ritroviamo anche crocifissi. In quel momento dobbiamo sapere amare  quella situazione, dobbiamo saperla riscegliere anche se fino a qualche  minuto prima l’avevamo disobbedita, l’avevamo fuggita. Bisogna  riscegliere Dio ogni giorno, ogni momento e riscegliere anche quelle  strade che in qualche modo la vita ci riserva e che non avremmo mai  voluto percorrere. Come Gesù, per amore, bisogna ridecidere, in una  parola convertirsi. Per queste strade arriva la salvezza, per queste  strade saremo veramente in Dio: Dio in noi e noi in Lui.</em></p>
<p><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217;Epistolario III, II edizione anno 1977 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio </span><span style="color: #800000;">Lonzi.</span></p>

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		<title>Rassegnati nel Signore &#8211; 26/07/&#8217;11</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2011/09/rassegnati-nel-signore-260711-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 06:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[rassegnazione]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.evangelizzare.org/?p=4012</guid>
		<description><![CDATA[- Rassegnati nel Signore - Spesso stare davanti a Gesù Eucaristia è un’esperienza di pace, di pace intima e profonda, quella pace che non si riesce a spiegare con le parole, quella pace che solo Dio sa donare, anche quando i nostri cuori sono in pena .“ Venite a me che siete affaticati e oppressi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/09/rassegnati-nel-signore.jpg"><img class="size-medium wp-image-4013   alignleft" title="rassegnati nel signore" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/09/rassegnati-nel-signore-253x300.jpg" alt="" width="253" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>- Rassegnati nel Signore -</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Spesso stare davanti a Gesù  Eucaristia è un’esperienza di pace, di pace  intima e profonda, quella  pace che non si riesce a spiegare con le  parole, quella pace che solo  Dio sa donare, anche quando i nostri cuori  sono in pena .“ Venite a me  che siete affaticati e oppressi ed io vi  ristorerò ”, dice Gesù. Vedete  come la mano di Dio si apre verso di noi e  ci invita a stringerla per  lasciarci poi portare con sé. Questo dà  pace. <span id="more-4012"></span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>… Vivete in pace con istesso,  sapendo che il vostro avvenire è disposto da Dio con ammirabile bontà  pel vostro bene: a voi no rimane che rassegnarvi a ciò che Dio vorrà  disporre di voi e benedire quella mano che alcune volte sembra  respingervi, ma che in realtà la mano di questo sì tenerissimo Padre non  respinge mai, sibbene chiama, abbraccia, carezza e se tal volta  percuote, ricordiamoci che questa è sempre la mano di un padre. </em><em>( Ep. IV, p.198)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’  proprio bello pensare a questa mano di Dio che chiama, che abbraccia,   che accarezza, che non respinge mai e apparentemente a volte percuote,  ma è sempre amore, amore ardente, amore purissimo. Mentre guardiamo   Gesù Eucaristia, pensiamo che la stessa Eucaristia è questa mano del   Padre tesa sulla terra, che si è manifestata in Gesù.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>______________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Queste  braccia tese di Dio verso di noi, questa mano tesa, questo Gesù  in  mezzo a noi che ci congiunge al Padre, è un’autentica esperienza   d’amore. E’ l’amore che può essere notato anche tra di noi, ma le nostre   esperienze d’amore dovrebbero essere il riflesso del suo amore,   nell’amore coniugale, nell’amore filiale, nell’amore genitoriale,   nell’amore fraterno.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il desiderio di amare, <strong>in divino</strong>,  è amore. E se è amore, come l’è in realtà, che l’ha messa nei nostri  cuori questa brama di amare il Signore? Siamo noi forse sufficienti a  formare un sol desiderio santo senza la grazia? Certo che no. Questo ce  lo insegna la fede. Se in un’anima non ci fosse altro che la brama di  amare il suo Dio, già c’è tutto, c’è Dio stesso, perché Dio non è dove  non c’è il desiderio del suo amore. (Ep.III,p.555)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’  proprio bello pensare che in ogni desiderio di amore c’è la presenza   di Dio. Forse noi siamo più abituati a dire che in ogni atto di amore   c’è la presenza di Dio, ma anche in ogni desiderio di amore c’è questa   presenza di Dio: e’ un segno della sua grazia, è un segno della sua   presenza, un segno di un cammino. Questo ce lo insegna la fede. Se in   un’anima ci fosse solo la bramosia dell’amore di Dio, ci sarebbe già   tutto: questo dice la fede, quella fede di cui spesso si è alla ricerca,   quella fede che si è trovata o che qualcuno non è ancora riuscito a   trovare, quella fede che molti rifiutano, perché apparentemente non dà   nulla.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>_____________________________________________________________</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Questa  esperienza del suo amore, questa meravigliosa  esperienza, possiamo  dire che può determinare la qualità della nostra  vita. Certo, il mondo  difficilmente comprende tutto questo. Per il mondo  la qualità della  vita è data dal denaro, dai posti più importanti, dal  prestigio. Gesù  ci ha fatto capire che la qualità della vita è proprio  l’esperienza  dell’amore. L’esperienza dell’amore è ciò che di bello può  riservarci  questa nostra vita. Questi anni che passano, questo tempo è  come se  fosse un susseguirsi di occasioni per poter amare.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Siate … tutte rassegnate  nelle mani di nostro Signore, donandogli il rimanente degli anni vostri e  supplicatelo sempre ad impiegarli a servirsene in quella sorte di vita  che a lui piacerà; … e vedrete che Dio vi aiuterà, e che farete assai,  così nell’eleggere che nell’eseguire. </em><em>( Ep.III,p.569)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel  linguaggio antico la rassegnazione non è l’arrendersi perché non ci  si  può fare niente, ma è il consegnarsi nelle mani di Dio, l’offrirsi,  il  porsi. E’, in realtà, il dono di sé. San Pio ci invita a donare i   nostri animi, cioè a donare il nostro tempo che passa, affinché Lui   possa impiegarlo e servirsene come più gli piacerà. Quest’esperienza  ci  renderà consapevoli dell’aiuto di Dio. Si diventa capaci di   discernere, di scegliere e di fare. Rendiamoci conto che per effetto   dell’amore nella nostra vita, veniamo elevati a dignità superiore.   Manifestiamo più il divino che l’umano! Tutto ciò che il battesimo ha   posto in  noi, può essere messo chiaramente in evidenza, può essere   manifestato  nel consegnarsi, nel donarsi, nel riporre in Lui la nostra   fiducia, perché anche questo è amore, è amore grande. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>____________________________________________________________<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>… Poniamo i nostri cuori in  Dio solo, per non più riprenderli. Egli è la nostra pace, la nostra  consolazione e la nostra gloria; e facciamo ogni sforzo per unirci  maggiormente a questo dolcissimo Salvatore, affinché possiamo produrre  buoni frutti per la vita eterna. Non dobbiamo stimarci forse felici di  poter innestare i nostri ceppi su quello del Salvatore, il quale è  innestato sulla divinità? Poiché questa essenza sovrana è la radice  dell’albero, del quale siamo rami e le nostre buone opere ne sono i  frutti … non cessiamo di riporre i nostri cuori in Dio; lasciamolo  dunque agire a suo piacimento. </em><em>(Ep. III, p.702)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quest&#8217;ultimo  scritto don Emilio lo ha voluto solo leggere con attenzione  perché non  aveva bisogno di commento, ma di silenzio e  meditazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217;Epistolario III, IV, II edizione anno 1977, 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi. </em></span></p>

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		<item>
		<title>Porsi alla presenza di Dio nell&#8217;orazione -09/08/&#8217;11</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2011/08/porsi-alla-presenza-di-dio-nellorazione-90811/</link>
		<comments>http://www.evangelizzare.org/2011/08/porsi-alla-presenza-di-dio-nellorazione-90811/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 16:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Porsi alla presenza di Dio nell&#8217;orazione - San Pio scriveva: … La prima (ragione)per rendere a Dio l’onore e l’ossequio che gli dobbiamo, e ciò può farsi senza che egli parli a noi né noi a lui, perché quest’obbligo si adempie riconoscendo che egli è il nostro Dio e noi suoi vili creature, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/08/porsi-alla-presenza-di-Dio-nellorazione.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3827" title="porsi alla presenza di Dio nell'orazione" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/08/porsi-alla-presenza-di-Dio-nellorazione.jpg" alt="" width="300" height="389" /></a> &#8211; Porsi alla presenza di Dio nell&#8217;orazione -</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>… La prima (ragione)per rendere a Dio l’onore e l’ossequio che gli dobbiamo, e ciò può farsi senza che egli parli a noi né noi a lui, perché quest’obbligo si adempie riconoscendo che egli è il nostro Dio e noi suoi vili creature, che stiamo prostrate col nostro spirito avanti (al) di lui cospetto e senza che lui ci parli … se puoi parlare al Signore, parlagli, lodalo, pregalo, ascoltalo; se non puoi parlare per essere rozza, non ti dispiacere. </em><em>(Ep.III,p.981)<span id="more-3819"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">E’  proprio vero: a volte il tempo della preghiera è un tempo senza  parole. Le parole spesso sovrabbondano, fin troppo numerose. Davanti a  Dio possiamo anche non usare parole, ma possiamo far sì che questo tempo  sia un cuore a cuore, in cui non c’è bisogno di dire, ma solo di vivere e  allora, senza parole, proviamo a contemplare il mistero della sua  presenza e a goderne pienamente, per la preziosità di ciò che esso  significa.</p>
<p style="text-align: justify;">_________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La seconda ragione per la quale uno si pone alla presenza di Dio nell’orazione è per parlargli e sentire la sua voce per mezzo delle sue ispirazioni ed illuminazioni interne, ed ordinariamente questo si fa con un grandissimo gusto, perché è una grazia segnalata per noi il parlare ad un Signore così grande, il quale, quando risponde, spande sopra di noi mille balsami ed unguenti preziosi che recano una grande soavità all’anima, ascoltando i suoi comandi. </em><em>(Ep.III,p.982)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’  proprio importante capire che nella preghiera di orazione, di  meditazione, oserei dire di contemplazione del mistero della presenza di  Dio , c’è un ascoltare. Come si ascolta il Dio che parla? Padre Pio  parla di “ ispirazioni, ed illuminazioni interne ”. E questo si fa con un  grandissimo gusto. Ci sono dei pensieri, ci sono delle idee, ci sono  delle cose che vengono in mente in questi momenti: sono le sue  ispirazioni. Gesù è illuminazione. E quanto più queste ispirazioni ci  danno gusto, tanto più capiamo che vengono da Dio. Che grande grazia,  che opportunità straordinaria entra nella nostra ordinarietà, nella  nostra quotidianità! San Pio paragona questa esperienza ad un balsamo,  ad unguenti preziosi che arrecano grande soavità all’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">__________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quanti cortigiani ci sono che vengono e vanno cento volte alla presenza del re non per parlargli o per ascoltarlo, ma semplicemente per essere veduti da lui e con quella assiduità farsi conoscere per suoi veri servi? Questo modo di stare alla presenza di Dio solamente per protestare con la nostra volontà di riconoscerci per suoi servi, è santissimo, eccellentissimo, purissimo e di grandissima perfezione. Egli parlerà con te, farà cento passeggiate in tua compagnia per i viali del suo giardino d’orazione, e quando ciò non avvenisse mai, il che sia detto per impossibile perché a questo Padre sì tenero non gli reggerà il cuore di vedere la sua creatura <strong>in perpetua fluttuazione</strong>, contentati, perché l’obbligo nostro è di seguirlo, considerando che onore e grazia troppo grande (è) per noi che egli ci tolleri alla sua presenza. </em><em>(Ep. III,982/983)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>manca la riflessione</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>_________________________________________________________<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando dunque tu ti troverai appresso Dio nell’orazione, considera la sua verità, parlagli, se puoi, e se non puoi, fermati lì, fatti vedere, e non ti pigliare altro fastidio… </em><em>(Ep.III,p.983) </em><em>umiliati sempre ed amorosamente avanti a Dio ed agli uomini, perché Iddio parla a chi veramente tiene il suo cuore umile dinanzi a lui e l’arricchisce dei suoi doni. </em><em>(Ep.III,p.980)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta San Pio insiste sul dire o non dire, sul  parlare e tacere, ma insiste anche sull’atteggiamento dell’umiltà ,  sempre ed amorosamente davanti a Dio e agli uomini, perché Dio parla  veramente a chi tiene il suo cuore umile. E’ nell’umiltà che ci si  arricchisce dei doni di Dio. Non è di facile comprensione tutto questo,  ma è questo il suo messaggio. Gesù , nel momento del suo sacrificio  supremo, ha mostrato totalmente l’umiltà, con quel silenzio, con  quell’accettazione e allora ci invita a fare lo stesso. I santi hanno  ben compreso questa dimensione dell’umiltà  e la loro santità si è  sempre manifestata soprattutto in questa dimensione di essere umili ed è  proprio vero che quanto maggiormente umili si è , tanto maggiormente si  è grandi davanti a Dio. I santi li definiamo giganti della fede, ma più  sono stati giganti e più hanno manifestato umiltà, nascondimento.  Poniamoci a questa scuola di preghiera, iniziando proprio con  l’atteggiamento dell’ umiltà , dove capiamo  che tutto è dono e sono ben  pochi i nostri meriti.  E’ Dio che ci eleva, è Dio che ci santifica, è  Dio che ci insegna a pregare e spesso è Lui che prega in noi e quando  noi preghiamo non facciamo altro che dare voce alla sua presenza presso  di noi, una presenza orante, che ci divinizza addirittura.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217;Epistolario III, II edizione anno 1977 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.<br />
</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><em> </em></p>

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		<title>Amare il Signore &#8211; 05/07/&#8217;10</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 07:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Amare il Signore - Il rapporto con Dio, che da Dio stesso viene proposto ad ogni anima, è un autentico rapporto d’amore e probabilmente tanti non riescono a fare questa esperienza d’amore e quindi non riescono a fare esperienza di Lui, ma nel cuore di ognuno c’è questa esigenza  di amare e soprattutto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/08/amare-il-signore.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3810" title="amare il signore" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/08/amare-il-signore.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a> &#8211; Amare il Signore -</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto con Dio, che da Dio stesso viene proposto ad ogni anima, è un  autentico rapporto d’amore e probabilmente tanti non riescono a fare  questa esperienza d’amore e quindi non riescono a fare esperienza di  Lui, ma nel cuore di ognuno c’è questa esigenza  di amare e soprattutto  di essere amati. Nel momento in cui ci si sente amati, si comprende  l’amore. Tante volte, purtroppo, sono esperienze false, illusorie, che  deludono e lasciano l’anima ignorante d’amore e quindi ignorante di Dio.<span id="more-3796"></span></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Che cosa è mai quel desiderio ardente che tu stessa senti di volere amare Dio? Chi ti ha messo nel cuore questa brama di amare il Signore? O figliuola, se in un’anima non ci fosse altro che la brama di amare il suo Dio, già c’è tutto, c’è Dio stesso, perché Dio non è dove non c’è il desiderio del suo amore &#8230; Iddio può tutto rigettare in una creatura concepita in peccato e che ne porta l’impronta indelebile ereditata da Adamo; ma non può assolutamente (rigettare) il desiderio sincero di amarlo.</em><em>(Ep.III,721)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ chiaro allora che nel nostro cuore questa brama di amare il Signore, è  il Signore stesso che ce l’ha posta. E questa consapevolezza è la  condizione privilegiata per questo rapporto d’amore con Dio, per questo  rapporto autentico. Se poi questo rapporto viene falsato con surrogati  d’amore, si dovrebbe avere la capacità di capire che si è sbagliato  perchè si è scelto qualcosa, qualcuno che non è Dio e quindi si rimane  nel vuoto, nella sterilità o addirittura nel disgusto.Vogliamo essere  allora tutti testimoni di questa relazione divina più autentica. La  nostra gioia di vivere dica a tutti che quella brama di amore ce l’ha  posta Dio e con Dio riesce ad essere soddisfatta in pienezza. Compiere  la volontà di Dio per portare a compimento i progetti d’amore di Dio.  Gesù Eucaristia ne è la più chiara manifestazione. Il tempo  dell’adorazione è una delle occasioni privilegiate perché questa brama  d’amore di Dio possa essere soddisfatta. In questo rapporto autentico e  profondo la nostra vita spirituale trova soddisfazione, trova sazietà,  trova pace.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Sperimentare l’amore di Dio significa anche rimanere sempre attirati da  Lui. L’amore di Dio ci conquista e una volta che ci ha conquistati, non  possiamo fare altro che vivere per Lui, impegnarci per Lui, testimoniare  questo grande amore perché il mondo veda, perché il mondo creda.   Tentazioni e avversità si moltiplicano giorno per giorno, ma noi  sappiamo a chi ricorrere, sappiamo qual è la sorgente della forza  necessaria per combattere le avversità di questo mondo e ritrovarci a  dire che Dio è amore.</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ah, quanto buono è Gesù! Tu sii a lui grata e renditi sempre più degna dei suoi divini carismi. Lavora senza mai stancarti in mezzo ai figliuoli degli uomini per renderli tutti degni della figliolanza divina. Non temere la rabbia di satana che freme perché ti vede affaticarti per la causa di Dio… Tu sii sempre docile, essendo questo il distintivo del Salvatore. </em><em>( Ep. III,1062)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">La parola di Dio sottolinea spesso che dall’amore di Dio arrivano a noi  carismi, doni e la nostra vita dovrebbe essere un rendersi conto dei  carismi ricevuti e man mano essere sempre più degni di questi doni di  Dio. Questo esserne degni si manifesta innanzi tutto con la gratitudine,  il dire &#8220;grazie&#8221; ed è bello pensare che dire &#8220;grazie&#8221; significa dire  Eucaristia perchè l’Eucaristia è il rendimento di grazie a Dio per  eccellenza. E’ dall’Eucaristia, da questo rendimento di grazie che viene  manifestata la nostra gratitudine, che possiamo renderci sempre più  conto dei doni ricevuti e quindi attingere quella forza necessaria per  lavorare sempre senza mai stancarci. Con quale finalità? San Pio ci  dice: ”Per rendere tutti degni della filiazione divina”, questo essere  tutti figli di Dio. Quanti ignorano questa meravigliosa realtà! Quanti  la rifiutano! Quanti le sono indifferenti! Ancora oggi c’è bisogno di  chi la annuncia, di chi la testimonia. La modalità: l’essere docili,  docili all’azione di Dio, all’azione dello Spirito Santo, docili nei  momenti più difficili di avversione. Non temere la rabbia di Satana, non  temere l’arroganza di chi è avverso alle cose di Dio, di chi è  contrario, di chi è nemico. Non temere, perché la causa di Dio è più  forte, perché la causa di Dio ha vinto e noi siamo stati resi partecipi  di questa vittoria. Più volte Gesù lo ha detto: ”Non abbiate paura”.  Abbiamo le armi per combattere il male; sono armi che si coniugano con  umiltà, docilità, pazienza, tolleranza; virtù un po’ in declino, che  hanno bisogno di aumentare la quotazione, perché possano tornare ad  essere accattivanti per la buona battaglia della fede, raggiungere il  tempo ed essere incoronati anche noi nella gloria.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Elevandoci in questo rapporto di amore con Dio, capiamo bene che i sensi  passano in secondo piano. C’è l’anima che comprende e allora non sono  gli occhi, non sono le orecchie, non è nemmeno il cuore: l’anima è altro.  La vita spirituale tocca profondità che di certo non riusciamo ad  avvertire. E’ indescrivibile questo rapporto con Dio che tocca le  profondità del nostro essere, ma è un’esperienza vera, reale. Proprio a  questo proposito</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dunque se l’anima vuole unirsi a Dio in questa vita per grazia ed amore deve necessariamente privarsi di tutto ciò che per gli occhi può entrare, che può percepire coll’orecchio, fabbricarsi con l’immaginazione, comprendere col cuore. Inoltre l’anima non può distintamente in questa vita percepire se non ciò che cade sotto genere e sotto specie; ma Iddio non cade sotto nessuna specie né sotto nessun genere.</em><em>( Ep. IV,937)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quante volte abbiamo sentito l’esigenza di vedere, di toccare, di  sentire e sembra quasi che in questa maniera si possa avere  soddisfazione, come se la fede divenisse più credibile. Gesù ci dice,  per mezzo di tanti santi come San Pio, che tutto ciò non è vero, anzi,  proprio quando perdiamo di vista l’esigenza del sentire, del vedere, del  toccare, è allora che la presenza di Dio è più viva, è più vera e  diventa esperienza dell’anima. Qui non c’entra l’immaginazione e nemmeno  una comprensione intellettiva: è un’esperienza che va al di là, diventa  appunto indescrivibile. Possiamo arrivare solamente a dire: ”So che c’è,  so che è così; come? Non lo so”. E questo diventa il rendimento di  grazie a Dio, questa è la relazione più profonda, più autentica; ciò che  non si sa spiegare, ma che la vita stessa può manifestare, perché  questa esperienza così profonda può generare quella vita differente,  quella conversione più autentica, quella autentica realtà dove conta più  il cielo che la terra. Questa esperienza del rapporto con Dio è  un’esperienza divina. La brama di un amore è la condizione; l’esigenza, è  possedere questo amore, significa possedere Dio. Detto così sembrerebbe  quasi un delirio, ma Dio è il Dio con noi, è il Dio che si dona, è il Dio  oggetto d’amore che si dona per essere amore e trasformarci in amore.  Questa è la sua volontà, questa è la sua azione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tu sai bene che l’amore perfetto si acquisterà quando si possederà l’oggetto di quest’amore, che è Dio stesso; ma Dio non si possederà tutto e perfettamente, se non nella patria e non già nell’esilio. Quindi non essendo dato all’anima il totale possesso di Dio nell’esilio, nemmeno l’amore può possedersi con amore consumato, finché quest’anima peregrinerà su questa terra. Dunque se questa è la nostra condizione, perché tante ansie affannose e sconforti inutili? Brama e brama sempre, ma sia fatto con maggior confidenza e senza timore alcuno. </em><em>( Ep. III,721/722)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questa mancanza del totale possesso dell’oggetto dell’amore non sa per noi mai di soddisfazione, ma tensione continua alla perfezione. La nostra esistenza dovrebbe essere un tendere continuamente alla patria, per superare il tempo dell’esilio; la provvisorietà dell’esilio, la definitività della patria. Lì, nella definitività, saremo del tutto suoi, sarà del tutto nostro. E’ lì il compimento e allora peregriniamo su questa terra, mirando al compimento e quando si mira al compimento, qualsiasi difficoltà lungo il cammino può essere affrontata e felicemente superata. San Pio si chiede come mai, se questa è la meta, tante ansie affannose e sconforti inutili? Dov’è la fede? Dov’è quell’esperienza dell’anima che supera il sensibile, quando la sensibilità ci coinvolge ancora troppo. Brama, brama sempre, sempre con maggior confidenza; ovvero con fiducia, con gli atteggiamenti che sono propri dell’esperienza dell’anima più che di realtà sensibile. Quando si entra nell’insensibile si entra nell’essenza di Dio, quella più autentica. Il cuore scoppia di gioia; in fondo non sai il perché o forse lo sai benissimo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217;Epistolario III, IV, II edizione anno 1977, 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi</span></p>

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		<title>Vivi in Dio &#8211; 01/02/2011</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2011/05/vivi-in-dio-01022011/</link>
		<comments>http://www.evangelizzare.org/2011/05/vivi-in-dio-01022011/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 10:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>
		<category><![CDATA[virtù]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Vivi in Dio - E’ bello vedere come Gesù è subito sottoposto alla legge, alle regole; Maria e Giuseppe fedeli alle regole. Il dono grande di Gesù è di averci proposto regole nuove, regole che hanno il gusto e il sapore della carità, regole che donano la pace, regole che vengono compiute quando le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/05/vivi-in-dio.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3641" title="vivi in dio" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/05/vivi-in-dio-1024x686.jpg" alt="" width="430" height="288" /></a> &#8211; Vivi in Dio -</p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ bello vedere come Gesù è subito sottoposto alla legge, alle regole; Maria e Giuseppe fedeli alle regole. Il dono grande di Gesù è di averci proposto regole nuove, regole che hanno il gusto e il sapore della carità, regole che donano la pace, regole che vengono compiute quando le virtù nostre vengono esercitate, come la pazienza. E allora queste leggi nuove o, meglio ancora, questa legge nuova dell’amore, domina tutto il creato, un creato che spesso, però, fa resistenza e allora umilmente questa legge dell’amore cerca di permeare. Come l’acqua che, trovando microscopiche fessure, immediatamente le attraversa, così è l’amore di Dio: ovunque trova quel minimo spiraglio, entra e compie le sue meraviglie.<span id="more-3353"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vivi tranquilla, per carità, e non temere la divina operazione. Vivi tutta in Dio e per l’amore che ti porta, soffri pazientemente te stessa in tutte le tue miserie. Rammentati che l’essere buoni servi di Dio non importa essere consolati, sempre in dolcezza, sempre senz’avversione, né ripugnanza al bene; perché se ciò fosse vero, né santa Caterina da Siena, né santa Teresa, né san Paolo avrebbero servito bene il Signore. L’essere buoni servi di Dio importa invece di essere caritatevoli verso il prossimo, avere nella parte superiore dello spirito una inviolabile risoluzione di eseguire la volontà di Dio, avere una profonda umiltà e semplicità per confidarsi in Dio e rivelarsi tante volte, quante si fanno delle cadute, soffrir se stessi nelle proprie abiezioni e cadute, e sopportare gli altri tranquillamente nelle loro imperfezioni. (Ep.III,924) </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In questi passi San Pio ci invita alla tranquillità, alla serenità, perché la tranquillità è segno di pace interiore. Essa si oppone a quella fretta che spesso ci fa perdere il gusto della vita. Questa tranquillità è un dono che Dio fa al cuore di ognuno di noi: a noi la capacità di accoglierlo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">___________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Conviene pure, prima di ogni altra cosa, procurare di vivere tranquilli nello spirito, non perché la tranquillità sia madre del contento cristiano, ma perché è figlia dell’amore di Dio, e della rassegnazione della nostra volontà; le occasioni di praticarla sono quotidiane, poiché non ci mancano mai delle contraddizioni, e quando niuno ce le cagiona ce le formiamo da noi stessi. Mettiti spesso alla presenza di Dio ed offri a lui tutte le tue azioni, nonché tutte le sofferenze. Non sono contrario che nelle sofferenze tu ti astenga dal lagnarti, ma desidererei, che lo facesti col Signore, con uno spirito filiale, come lo farebbe un tenero fanciullo con sua madre, e purchè si faccia amorosamente, non è mal fatto di lagnarsi, di essere sollevati. Fallo pure con amore e con rassegnazione tra le braccia della volontà divina. (Ep.III,920)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Mettiti spesso alla presenza di Dio e offri a Lui tutte le tue azioni”. Ci siamo: siamo proprio alla presenza di Dio, gli parliamo, gli offriamo, gli doniamo di noi anche quegli aspetti non conformi alla sua volontà. A questa presenza, confidenzialmente, possiamo comunicare ogni cosa. La volontà di Dio siamo capaci di comprenderla? Siamo capaci di riconoscerla? Siamo capaci di viverla? Gesù stesso mette avanti la volontà del Padre, sempre. In questo tempo di adorazione, lasciamoci conquistare il cuore, il nostro cuore. Cosa risiede nel nostro cuore? Cosa è attaccato al nostro cuore tanto da appesantirlo e da non permettere ad esso di elevarsi in alto e di sperimentare Dio con il suo amore? </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">San Pio scriveva:</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Rammentati che il tuo stato è simile a quello di un fanciullo, il quale ha un tutore che lo priva dell’amministrazione dei suoi beni, di modo che, sebbene egli ne sia il padrone vero, nulla amministra, e sembragli non possedere altro, che la propria vita, come dice san Paolo: “ Essendo padrone del tutto, egli non è in ciò dissimile dal servo”. Quindi il tuo stato attuale non è altro che una vera insensibilità, la quale ti priva del godimento di ciò che fai nel servizio di Dio… vivi dunque, figliuol mio, secondo lo spirito; fa’ quanto la fede, la speranza e la carità, la ragione e l’ubbidienza ti suggeriscono e non temere di nulla. Soffino pure le tempeste; ma rammentati che quanto più rigido sarà l’inverno, tanto più bella è la primavera. (Ep.IV,445) </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La nostra vita è un mistero; è con essa che entriamo nel mistero di Dio. Di mistero in mistero. La fede, la speranza, la carità e, San Pio aggiunge, anche la ragione e l’ubbidienza, ti suggeriscono di non temere mai nulla, di godere di Dio, di vivere secondo lo spirito; questo alimenta la fede e al termine del cammino si vedrà Dio faccia a faccia, così come Egli è. E’ vero, ci sono tanti momenti difficili; è vero che a questo mistero che è la vita appartiene anche il mistero del dolore, come daltronde il mistero dell’amore. Quanti misteri! E quante volte il nostro atteggiamento ci ha permesso di entrare in questi misteri. Quante volte, invece, non ci siamo riusciti! Quanto silenzio occorrerebbe per sensibilizzarci all’ascolto di Dio! Ogni minimo rumore, ogni gesto, ogni fruscio addirittura, spesso ci distraggono. Anche in questo occorre allenarsi un po’.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">___________________________________________________________________________</span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La tranquillità, la serenità, la calma, sembrano diventare impossibili, per qualcuno addirittura sconosciute, eppure sono un dono di Dio e ci rendono simili a Lui. Il nostro Dio è un Dio calmo, tranquillo, sereno, è un Dio che ha il tempo che vuole e se fossimo capaci  di entrare davvero nella volontà di Dio,  ci accorgeremmo anche noi di avere il tempo che serve, il tempo che occorre: non  ce ne serve di più, non andrebbe bene di meno.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vivi calma; io non cesserò mai di pregare il nostro buon Dio, acciocchè a lui piaccia compiere in te la sua santa opera, cioè il buon desiderio e disegno di arrivare alla perfezione della vita cristiana; desiderio il quale tu devi amare e nutrire teneramente nel tuo cuore, come un’opera dello Spirito Santo ed una scintilla del suo fuoco divino. (Ep.IV,664)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non dovremmo mai perdere di vista la meta, in questo mondo: arrivare alla perfezione della vita cristiana. “Per questo devi amare e nutrire teneramente il tuo cuore”, un cuore che è opera dello Spirito Santo, che è scintilla del suo fuoco divino; termini che sembrano fin troppo poetici, ma che sono reali, concreti. Questa calma, questa pace, questa serenità sono solo in Dio, perché solo in Dio riposa l’anima nostra, e quindi solo Lui può, nella misura in cui glie lo permettiamo. Sembra quasi che glie lo dobbiamo concedere, pensate! Dobbiamo concedere a Dio di perfezionarci, dobbiamo concedere a Dio di operare nel nostro cuore, perchè se il nostro cuore è chiuso, Dio non spacca, Dio bussa. Impariamo da chi ci ha preceduti nel cammino della santità, impariamo da chi ha scritto di santità, impariamo da chi ha vissuto e testimoniato questa pace, questa tranquillità che sembra impossibile possa appartenere anche a noi, eppure questa sera ci è stato ridetto. Questo Dio ci propone e questo dobbiamo saper accogliere, per nutrire il nostro cuore, per rendere esso un’opera sua, una sua meraviglia, qualcosa di divino, messo nel mondo, che narri di Lui.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217; Epistolario III, IV, II edizione anno 1977, 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span></em></p>

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		<title>Quaresima</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 13:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[gesù]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Quaresima - Compatire cioè commuoversi su Gesù che patisce è cosa buona, ma imitare la sua pazienza è cosa migliore. A questo si arriva non con tentativi affannosi ma con dolce abbandono. Dagli scritti di Padre Pio: Guardati dalla tristezza e dalle inquietudini, perché non vi è cosa che maggiormente t’impedisca di camminare alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.santafelicita.it/public/liturgia/album/sacre/TQ01Bd-gesu.jpg" alt="" width="287" height="360" /> &#8211; Quaresima -</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Compatire cioè commuoversi su Gesù che patisce è cosa buona, ma imitare la sua pazienza è cosa migliore. A questo si arriva non con tentativi affannosi ma con dolce abbandono.<span id="more-3495"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Guardati dalla tristezza e dalle inquietudini, perché non vi è cosa che maggiormente t’impedisca di camminare alla perfezione. Poni, figliuol mio, dolcemente il tuo cuore nelle piaghe di nostro Signore, ma non a forza di braccia. Abbi una gran confidenza nella sua misericordia e bontà, ch’egli non ti abbandonerà mai, ma non lasciare per questo di abbracciare bene la sua santa croce. </em><em>(Ep.IV,423)<img title="Continua..." src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">_________________________________________________________________________</span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Padre Pio non si è fermato ai piedi del Crocifisso ma si è lasciato inchiodare con lui. Non guardare disperato la fossa dei tuoi peccati versando sterile pianto ma abbracciati a Gesù e confida nel suo amore.<br />
</em></p>
<p>Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gesù glorificato è bello; ma a me sembrami che lo sia maggiormente crocifisso. Deh! Dunque, figliuol mio, ama più di star sulla croce che a pie’ di essa, ama più agonizzare con Gesù nell’orto, che compassionarlo perché più ti rassomigli al divin Prototipo. In quale circostanza puoi tu fare atti d’invariabile unione del tuo cuore, del tuo spirito alla santa volontà di Dio, della mortificazione dell’io, e dell’amore della tua crocifissione, se non negli aspri e rigorosi assalti che ti vengono mossi dai nemici?&#8230; Non ti ho sovente inculcato lo spogliamento di tutto ciò che non è Dio, per rivestirti del nostro Signore crocifisso?&#8230; purché il tuo cuore gli vorrà sempre essere fedele, egli non ti aggraverà più di quello, che non puoi, e sopporterà con te il fardello allorché osserverà, che di buon grado incurvi le tue spalle. </em><em>(Ep.IV,421)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">_________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Quando già lo ami sei felice e perciò cercalo allora non fuori di te ma dentro di te. Quando lo ami il tuo cuore è suo ed egli lì si riposa.</span><br />
</span></em></p>
<p>Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ti affanni, mia buona figliuola, a cercare il sommo bene, ma in verità è dentro di te e ti tiene distesa sulla nuda croce, alitando forza per sostenere il martirio insostenibile e amore per amare amaramente l’Amore. Quindi il timore di averlo perduto o disgustato senza avvedertene è tanto vano, quanto egli è vicino e stretto a te. Vana parimenti è l’ansia dell’avvenire, giacché il presente è una crocifissione dell’amore. E dico “amore”, perché non si tratta che ciò che soffri sia giustizia punitiva, ovvero giustizia preventiva. </em><em>(Ep.III,651)</em></p>
<p><span style="color: #800000;">________________________________________________________________________<br />
</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><em>Nel Getsemani, come nel deserto, al culmine della prova, il Padre manda un Angelo a &#8220;confortare&#8221; Gesù, il Giusto che obbedisce fino alla &#8221; morte&#8221;.</em></span><br />
</span></p>
<p>Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Entrato che fu Gesù nell’orto del Getsemani ed allontanatosi dai suoi discepoli per fare orazione al Padre dopo la prima e la seconda ora di orazione lo stesso angiolo, secondo l’opinione dei santi padri, che tanti secoli innanzi era apparso a Giacobbe, appare pure a Gesù Cristo nell’orto. Questo messaggio celeste annuncia al redentore che la severità della divina giustizia attraversava i disegni della sua giusta misericordia per i figli degli uomini … che permettere che i meriti suoi passassero sopra i peccatori e che le ignominie di questi si riunissero sul capo del Santo dei Santi, su di lui …E questo fu il conforto che l’angelo gli arrecò. A questo annunzio dell’angelo ecco che Gesù rinvigorisce il suo amore per noi… e fu tale l’agonia e la lotta che il redentore sostenne colla giustizia di Dio, che in seguito cominciò a sudare sangue da tutto il benedetto suo corpo. </em><em> (Ep.II,484)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217; Epistolario II, III, IV, II edizione anno 1975,1977,1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">I pensieri introduttivi sono di Padre Guglielmo Alimonti Cap.</span><br />
</em></p>

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		<title>Dio è tutto &#8211; 15/03/&#8217;11</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 16:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Dio è tutto- Pregare, adorare, significa di certo corrispondere alla volontà di Dio, che cerchiamo di comprendere, di seguire. Questa volontà di Dio, infinite volte nominata, ma sempre con tanta difficoltà ricercata, accolta, vissuta….Tante volte ogni giorno diciamo:”Sia fatta la tua volontà”, ma poi la nostra vita non corrisponde a queste parole. Troppe volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/04/dio-è-tutto.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-3520" title="dio è tutto" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/04/dio-è-tutto.gif" alt="" width="201" height="300" /></a> &#8211; Dio è tutto-</p>
<p style="text-align: justify;">Pregare, adorare, significa di certo corrispondere alla volontà di Dio, che cerchiamo di comprendere, di seguire. Questa volontà di Dio, infinite volte nominata, ma sempre con tanta difficoltà ricercata, accolta, vissuta….Tante volte ogni giorno diciamo:”Sia fatta la tua volontà”, ma poi la nostra vita non corrisponde a queste parole. Troppe volte noi compiamo la nostra volontà e poco ci preoccupiamo se corrisponde alla volontà di Dio.<span id="more-3517"></span></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ecco, padre, le condizioni con le quali dobbiamo darci a Dio: che da qui in avanti egli faccia la sua volontà su di noi e che distrugga la nostra a suo piacere. Oh quanto sono felici coloro che Dio maneggia a seconda dei suoi voleri, e che esercita, o con la tribolazione o con la consolazione. I veri servi di Dio hanno sempre più stimato l’avversità, come più conforme alla strada che percorse il nostro Capo, il quale operò la nostra salute a mezzo della Croce e degli obbrobri. (Ep.IV,106)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questa riflessione sembra davvero ideale per il nostro tempo di Quaresima. Occorre certo la santità per chiedere a Dio di distruggere a suo piacere la nostra volontà, affinché si compia la sua.Occorre davvero fede per provare felicità anche nei momenti di tribolazione, se li viviamo come sua volontà, ma effettivamente Gesù ha compiuto la volontà del Padre per mezzo della croce e di ogni altra sofferenza. Non era la sua volontà, ma poi l’ha fatta coincidere con quella del Padre per la nostra salvezza. Diventa allora particolarmente impegnativo dire ancora:”Sia fatta la tua volontà”, perché significa:”Sia distrutta la mia, sono pronto a tutto, accetto ogni avversità, mi rendo conforme al tuo cammino di sofferenza e tutto nella felicità intima di compiere il tuo volere, o Padre”. Compiere la volontà di Dio dovrebbe diventare il nostro desiderio principale, ogni giorno, ogni momento, avendo la consapevolezza che la sua volontà è la nostra gioia, la nostra realizzazione piena, la nostra salvezza, anche quando questa volontà non è compresa, anche quando ci sembra assurda, anche quando ci sembra contraddittoria, ma l’idea dominante è: piacere a Dio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">_____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vivete, o figliuoli, finché piace a Dio, in questa valle di miserie con una totale sommissione alla sua santa volontà. Vivete tranquilli, fate riposare i vostri cuori dolcemente nella volontà di Dio. O Dio! Di quanto noi siamo debitori a questa vostra divina ed amabile bontà, che ci avete fatto desiderare con tanto ardore di vivere o morire nella vostra dilezione… speriamo ancora, che il nostro dolcissimo Salvatore, che ci dà la volontà di ciò desiderare, ci dia ancora la grazia di eseguirlo sino al termine del nostro pellegrinaggio. (Ep.IV,372)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Riposare nella volontà di Dio. Chiediamo al Signore di desiderare questa volontà di Dio e poi la capacità di compierla, sino alla fine; ogni giorno, ogni ora vissuta secondo la sua volontà, di attimo in attimo, con l’attenzione che genera comunione con Lui, nella consapevolezza continua della sua presenza in noi, fino all’ultimo giorno. E’ così che possiamo continuare a ripeterci:”Sia fatta, sia fatta”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">_____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">L’impegno nel compiere la volontà di Dio ha come risultato la qualità del nostro pellegrinaggio sulla terra, un pellegrinaggio nel quale si anticipano le realtà del cielo, ma tutto sa di limitato, tutto sa di provvisorietà perché tutto è rimandato al di là di ciò che si vede, al di là di ciò che si sente, al di là di ciò che si tocca. Questa esperienza umana la consideriamo un preludio all’eternità, un’eternità che inizia dal giorno del nostro concepimento e poi un susseguirsi di eventi, giorni, mesi, anni, fino al momento in cui si parte per il Paradiso e si lascia tutto per un’autentica vita nuova, novità assoluta.</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cammina dunque, figliuol mio, con semplicità, e non fare tante riflessioni o dispute: per te in questo mondo non c’è altro che Dio, e tu di tutto il resto non ti devi curare se non quando Dio lo vuole da te. E se Dio lo vuole, io ti prego a non avere tanti riguardi e rispetti; fissa il tuo sguardo in lui solo ed in te stesso, e non vedrai né Dio, senza bontà, né te stesso senza miseria, e sempre la di lui bontà favorevole e propizia alle tue miserie oggetto della sua bontà e misericordia. Non rimirare dunque altro che questo, ma con occhio fisso, fermo e stabile; tutto il rimanente guardalo come di passaggio. (Ep.IV,417)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Camminare con semplicità e dare il primato a Dio e curarsi delle cose quando Dio lo vuole. Fissare lo sguardo in Dio e conoscere meglio la nostra realtà che senza di Lui è davvero misera. Guardare Dio e guardare noi stessi come attenzione principale; tutto il resto guardarlo come di passaggio. E’ proprio così: Dio, noi stessi; il resto è tutto di passaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">__________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">In questo cammino, per fede, sappiamo bene qual è la meta: non dobbiamo mai perderla di vista. Di giorno in giorno, di volontà di Dio in volontà di Dio cerchiamo di avanzare in questo cammino di salvezza per raggiungere la meta.</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Rallegriamoci, ché il giorno verrà in cui canteremo al nostro dolcissimo amante, riposo dolcissimo di tutti i cuori innamorati delle sue bellezze, inni più lieti. Rallegriamoci, vi dico, ché il giorno verrà, ed io lo spero, in cui il nostro cuore non sarà straziato dal rimorso crudele di non amare abbastanza il dolce Signore. Ed intanto prepariamoci a questo gran giorno, e se vogliamo bene a Gesù, scuotiamoci una volta e lungi sia da noi tutto ciò che sa di mondo e riflettiamo bene che tutte le pene di questa vita non hanno, al dir di san Paolo, nulla di proporzione con la gran gloria che ci spetta. (Ep.II,492)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">E allora il cammino sia rallegrato dal compiersi della volontà di Dio, rallegrato dalla meta e rallegrato dal giorno in cui l’incontro con Dio sarà gloria e, come ricorda San Pio, nulla è paragonabile a questa gloria. Qualsiasi sofferenza, qualsiasi patimento, qualsiasi dolore è ben poco nei confronti della gloria di cui saremo resi partecipi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217; Epistolario II, IV, II edizione anno 1975, 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi </span></p>

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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 15:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
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		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[- Il Cristiano deve essere presenza d&#8217;amore col prossimo - San  Pio scriveva: Sappi poi, o figliuola, che la carità ha tre parti: l’amor di Dio, l’affetto a sé stesso e la dilezione del prossimo; e le mie povere istruzioni ti mettono per la strada di praticar tutto questo. Gitta spesso fra il giorno tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/04/il-cristiano-doppia-immagine-di-dio-Copia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3504" title="il cristiano doppia immagine di dio - Copia" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/04/il-cristiano-doppia-immagine-di-dio-Copia.jpg" alt="" width="322" height="212" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">- Il Cristiano deve essere presenza d&#8217;amore col prossimo -</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>San  Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sappi poi, o figliuola, che la carità ha tre parti: l’amor di Dio, l’affetto a sé stesso e la dilezione del prossimo; e le mie povere istruzioni ti mettono per la strada di praticar tutto questo. Gitta spesso fra il giorno tutto il tuo cuore, il tuo spirito ed il tuo pensiero in Dio con una grande confidenza e digli con il profeta reale: “Signore, io sono tua, salvami”. Non ti trattenere molto a considerare qual sorta di orazione Iddio ti dia, ma segui semplicemente ed umilmente la sua grazia nell’affetto che devi avere per te stessa.</em> <em>(Ep.III,736)<span id="more-3502"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Queste tre parti dell’amore di Dio devono appartenerci. Quando arriva l’amore di Dio si risponde amando Dio, amando se stessi, amando il prossimo. Amare se stessi significa cercare la salvezza; amare se stessi significa abbandonarsi in  Dio; amare se stessi significa godere della sua grazia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">_____________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’amore di Dio, l’amore per gli altri, essere presenza d’amore, sembra quasi di dover imitare Gesù Eucaristia, sembra di voler essere un suo riflesso nel mondo. Misurandoci con la perfezione, dovrebbe aumentare la nostra umiltà. E’ difficile ma ci consolano le parole dell’Angelo a Maria:” Nulla è impossibile a Dio”. Così come Gesù si è incarnato ed è arrivato sulla terra per la sua missione di salvezza, ognuno di noi deve essere consapevole di avere una missione in questo mondo. Non è importante riuscire a comprenderla in pienezza, ciò che conta è che ogni giorno ci impegniamo a dire:” Signore, voglio fare la tua volontà ”. I frutti della nostra missione li deve conoscere solo Dio, non noi stessi, per non inorgoglirci e nemmeno le persone che ci circondano. Che tutti possiamo rendere grazie a Dio per quanto ci dona, per quanto, per mezzo nostro, riesce ancora ad operare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tieni bene aperti gli occhi, senza soverchiamente stancarti, sopra le cattive inclinazioni per sradicarle. Non ti spaventare mai di vederti miserabile e ripiena di cattivi umori, pensa al tuo cuore con un gran desiderio di perfezionarlo. Abbi una cura indefessa di dolcemente e caritativamente raddrizzarlo quando egli inciamperà. Sopra tutto affaticati quando puoi per fortificare la parte superiore dell’anima, non trattenendoti nei sentimenti e consolazioni, ma nelle risoluzioni,propositi ed aspirazioni, che la fede, la guida e la ragione ti spireranno…</em><em>(Ep.III,736)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nell’esperienza della fede possiamo trovare risoluzioni, propositi, aspirazioni. San Pio dice che è inutile spaventarci nel vedere le nostre miserie. Quante volte non manifestiamo la gloria di Dio, eppure lo siamo! Siamo davvero un nulla,  siamo quel poco di cenere, quel poco di polvere che però Dio ha voluto vivificare con quel soffio vitale. E’ bello pensare che il nostro respiro è l’anima di Dio, che ha donato a noi la vita e che al termine di questa esistenza terrena essa torna a Dio. Quest’ultimo respiro non è altro che l’alito iniziale che torna a Lui, come se fosse il mezzo di trasporto dell’anima nostra. In quell’ultimo respiro l’anima sale a Dio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">______________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sii buona col prossimo, e non usare gl’impeti di collera; proferisci nelle occorrenze molto spesso queste parole del Maestro.” Io li amo questi prossimi, Padre eterno, poiché tu li ami” </em><em>(Gv.14,21;16,27) </em><em>e tu me li hai dati per fratelli, e vuoi che come tu li ami, così io li ami … E non t’impressionare degli scatti d’impazienza che sei solita commettere perché in questi non ci sarà colpa se non quando procedono da volontà riflessa, cioè avvertentemente senza violentarsi per calmarsi. </em><em>(Ep.III,736)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi sembra davvero un consiglio prezioso; quando non riusciamo ad amare il nostro prossimo, basta ripeterci le parole del Vangelo:” Io li amo, questi prossimi ”. Quando non ci riusciamo col cuore cominciamo a farlo con le labbra, con la mente, nel nome del Vangelo. “ Io li amo questi prossimi, Padre Eterno, poiché Tu li ami. Voglio riuscire ad amarli perché Tu li ami ”. Non è mai semplice entrare nel mistero dell’amore di Dio, dell’amore perfetto, dell’amore universale, dell’amore infinito, dell’amore eterno, ma questa è la nostra sorgente, Lui è il nostro modello. All’amore di Dio dobbiamo attingere e lì dove è più difficile amare, bisogna mettere amore. Nel mondo dilaniato dalla violenza Gesù è venuto ad abitare, Gesù è venuto a mettere amore. Nelle situazioni più avverse Gesù è sempre stato una presenza d’amore. Nei luoghi della violenza e dell’ ingiustizia Gesù è stato presenza d’amore. Nei luoghi dell’ipocrisia e della malvagità Gesù è stato presenza d’amore e chiede a noi di fare lo stesso: in questo mondo essere presenza d’amore, nei luoghi del male essere presenza d’amore, nei luoghi delle invidie e delle gelosie essere presenza d’amore. Ovunque ci troviamo dobbiamo essere questa presenza d’amore e nella difficoltà ripetere le parole:” Io li amo questi prossimi, Padre Eterno, perché Tu li ami ”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">___________________________________________________________________________</span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ogni esperienza di preghiera non può che essere un’esperienza d’amore, perché è un’esperienza di Dio, è un’esperienza con Dio e, lo sappiamo bene, Dio è  amore. Dio è amore perfetto, Dio è amore infinito, Dio è carità. Per carità s’intende quell’amore totale che ci coinvolge tutti e che vorrebbe tutti trasformarci in Lui, tanto è vero che dal giorno del Battesimo la riceviamo come dono, insieme alla fede e alla speranza: le cosiddette virtù teologali, cioè di Dio.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La prima virtù di cui ha bisogno l’anima che tende alla perfezione è la carità. In tutte la cose naturali il primo moto di esse, la prima inclinazione, il primo impeto è quello di tendere, è quello di andare al centro: è dessa una legge fisica; lo stesso parimenti avviene nelle cose soprannaturali: il primo moto del nostro cuore è quello di andare a Dio, che altro non è se non amare il suo proprio e vero bene. A buona ragione la carità vien detta dalla scrittura vincolo di perfezione. </em><em>(Col.3,14) </em><em>La carità ha per sorelle germane il gaudio e la pace. Il gaudio nasce dal godimento di possedere ciò che si ama. Ora dal momento che l’anima conosce Dio, è spinta naturalmente ad amarlo; se l’anima segue questo suo impulso naturale, che viene eccitato dallo Spirito Santo, ella già ama il supremo Bene. Eccovi che quest’anima fortunata è già in possesso della bella virtù della carità … non è questo un parto della mia mente, è la scrittura che ce lo dice: “ Chi sta nella carità, egli vive in Dio e Dio vive in lui”</em><em>(Gv.4,16). </em><em>Che cosa vuol dirci questo passo scritturale “ Chi sta nella carità, egli vive in Dio e Dio vive in lui?” Non denota forse che come l’anima votata a Dio, mediante la carità, ella è tutta di Dio, così Dio per comunicazione è tutto dell’anima ? </em><em>(Ep.II,201)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’anima è tutta di Dio e Dio è tutto dell’anima. Vincolo di perfezione. Sperimentandola si riceve gioia, si riceve pace.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217; Epistolario II, III, II edizione anno 1975, 1977 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi</span><br />
</em></p>

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		<title>Quaresima, periodo penitenziale</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 18:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[penitenza]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Quaresima, periodo penitenziale - In questo tempo di Quaresima ci viene riproposta un’esperienza di preghiera più profonda, più coerente, più autentica, un periodo che consideriamo penitenziale, in cui lo spirito possa dominare sulla materia. La figura divina, protagonista di questo tempo, lo sappiamo bene, è Gesù Crocifisso. Dinanzi a Gesù Eucaristia, che non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/04/quaresima-periodo-penitenziale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3474" title="quaresima periodo penitenziale" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/04/quaresima-periodo-penitenziale.jpg" alt="" width="264" height="320" /></a> &#8211; Quaresima, periodo penitenziale -</p>
<p style="text-align: justify;">In questo tempo di Quaresima ci viene riproposta un’esperienza di preghiera più profonda, più coerente, più autentica, un periodo che consideriamo penitenziale, in cui lo spirito possa dominare sulla materia. La figura divina, protagonista di questo tempo, lo sappiamo bene, è Gesù Crocifisso. Dinanzi a Gesù Eucaristia, che non è altro che Gesù glorioso, intravediamo le tracce di una Passione, di una morte, le tracce di un’infinita sofferenza. Sono le tracce della conseguenza del male, sono tracce di quel Crocifisso che ha dimostrato l’amore di Dio al mondo intero, il Crocifisso che ancora oggi sembra non trovare posa, non trovare pace, perseguitato ancora, dopo duemila anni. Capiamo allora che quel Cristo Crocifisso è un Crocifisso di tutti i tempi, è un perseguitato di sempre e sempre, quindi, continua a dire amore, sempre continua a dire pace, sempre continua a dire offerta di sé, testimonianza autentica.<span id="more-3472"></span></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non temere Dio, perché non vuol farti alcun male. Rappresenta alla tua immaginazione Gesù crocifisso, tra le tue braccia e sul tuo petto, e di’ cento volte, baciando il suo costato:“Quest’è la mia speranza, la sorgente della mia felicità; quest’è il cuore dell’anima mia; mai nulla mi separerà dal suo amore; io lo posseggo e non lo lascerò, finché non mi mette nel luogo di sicurezza”. Digli spesso:“Che cosa posso io avere sulla terra o che posso pretendere nel cielo, se non voi, o mio Gesù? Voi siete il Dio del mio cuore e l’eredità che io desidero eternamente”. (Ep.III,502)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Come spesso accade nell’esperienza della fede, ci sono forti contrasti. Il Crocifisso, umanamente, è l’immagine della peggior condanna, del rifiutato e invece, nella fede, è il segno dell’amore grande di Dio, è un abbraccio per il mondo che soffre, è l’abbraccio per ogni cuore umano, è un luogo di rifugio, è un luogo di sicurezza, è il luogo della salvezza. Nel cuore di ognuno di noi dovrebbe esserci Gesù Crocifisso, di modo che potremmo essere capaci di capire che in ognuno di noi c’è l’esperienza della salvezza, dell’amore di Dio, della vittoria sul peccato e sulla morte; questa è la nostra speranza, questa è la sorgente della felicità, questo è il cuore dell’anima nostra e nessuno potrà mai separarci da questo amore. Con il Crocifisso nel cuore, probabilmente anche la preghiera sorge spontanea, anche la preghiera diventa profonda esperienza di comunione con Lui; la preghiera diventa unione autentica con Dio, come spesso non riesce ad accadere. E allora la Quaresima ci viene proposta come un tempo di scuola di preghiera.</p>
<p><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p>San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La maniera ordinaria della mia orazione è questa. Non appena mi pongo a pregare, subito sento che l’anima incomincia a raccogliersi in una pace e tranquillità da non potersi esprimere colle parole. I sensi restano sospesi, ad eccezione dell’udito, il quale alcune volte non viene sospeso; però ordinariamente questo senso non mi dà fastidio, e debbo confessare che anche se a me intorno si facesse del grandissimo rumore, non per questo riesce a molestarmi menomamente. Da qui capirete che poche sono le volte che riesco a discorrere coll’intelletto. (Ep.I,420)</em></p>
<p>Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">L’esperienza della pace e della tranquillità, ponendoci in preghiera, di certo tante volte l’abbiamo fatta. Occorre del tempo. All’inizio sembra che tutti i pensieri, tutte le preoccupazioni, tutte le distrazioni sopraggiungano. Poi, man  mano si diradano e riusciamo a concentrarci sempre di più; è in questa concentrazione che incontriamo Dio. Tra i tanti contrasti che emergono tra la dimensione della fede e quella della vita quotidiana, uno è quello di pensare che è importante agire. Abbiamo sempre tante cose da fare e l’ansietà tante volte ci domina e non ci permette la serenità che Dio vorrebbe vedere nei nostri cuori. Gesù ci ha salvato, invece, nella più totale immobilità. Era inchiodato sulla croce a salvare il mondo. La preghiera stessa non è compresa dal mondo, perché la preghiera è uno stare fermi, è uno stare con Lui e anche se pregassimo muovendoci, si tratta sempre di una situazione di calma, di pace. Questi due atteggiamenti, di stare dinanzi a Lui ossequiosi, senza dire o ascoltare, ma prostrati con lo spirito davanti a Lui, rendendoci semplicemente conto di chi siamo e di chi abbiamo dinanzi e in questa realtà, in questo contesto ascoltare e rispondere, comprendere ciò che ci ispira, ciò che ci dona Dio e ancora una volta capiamo la difficoltà di trovare le parole per spiegare quest’esperienza. San Pio dice che Dio spande sopra di noi mille balsami ed unguenti preziosi che recano una grande soavità all’anima, quasi l’impossibilità di spiegare ciò che il cuore e l’anima dovrebbero riuscire a percepire.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">______________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro con Dio è sempre un incontro d’amore. L’immagine che viene spesso manifestata è quella nuziale, dello sposo con la sua sposa. Dio è lo sposo, il suo popolo è la sposa; Dio è lo sposo e ogni anima è sua sposa, in un patto nuziale che diventa modello di ogni rapporto perfetto nell’amore.</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Iddio vuole sposarsi coll’anima in fede e l’anima che deve celebrare questo celeste connubio in fede pura deve camminare, la quale soltanto è mezzo adatto ed unico per quest’unione d’amore. L’anima, dico, per assorgere alla divina contemplazione, deve essere purificata di tutte le imperfezioni non solo attuali, che si ottiene con purga sensitiva, ma sibbene da tutte le imperfezioni abituali, che sono certe affezioni, certe abitudini imperfette che la purga del senso non è riuscita di estirpare e che rimangono nell’anima come allo stato di radice; e che si ottiene con la purga dello spirito, colla quale Iddio con una luce altissima penetri tutta l’anima, intimamente la trafigga e tutta la rinnovi. (Ep.I,441)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Più volte mi è capitato di dirvi che quando i mistici descrivono il rapporto con Dio, sembra che dicano cose incomprensibili e occorre un’attenta lettura per intuire il significato di ciò che dicono. Il viverlo,poi, chissà se ci sarà mai dato. Questa nuzialità di Dio con l’anima richiede un’anima priva di imperfezioni e San Pio ci parla di imperfezioni attuali e di imperfezioni abituali, cioè non è solo il momento in cui tu purifichi te stesso , ma è l’habitus, lo stile che fai assumere alla tua anima che deve essere purificato, altrimenti non puoi contemplare Dio e non puoi vivere questa comunione così come Lui te la propone e allora subito viene da chiedersi:”Ma come è possibile?”. Ancora una volta capiamo che non è nelle possibilità umane vivere questo rapporto intimassimo con Lui. Le parole che San Pio usa e che penso non siano di così facile comprensione nel significato più autentico:”Dio con una luce altissima penetri tutta l’anima, intimamente la trafigga e tutta la rinnovi”. Non saprei spiegare questa esperienza: è un’esperienza da vivere.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">_____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">In questo cammino di unione e di comunione con Dio. In questo lasciarsi attirare da Lui, in questa esperienza profonda d’amore, ognuno di noi è invitato a camminare. Gesù stesso, incarnandosi, è venuto a camminare sulle strade di questo mondo, verso la meta che lo avrebbe ricondotto al Padre. Camminare in qualche maniera non è solo un andamento fisico ma è anche un’esigenza dell’anima: camminare verso il Signore, andare verso di Lui, rendendosi conto che è Lui, in realtà, che ci viene incontro e noi facciamo solo dei minimi passi rispetto alla distanza che Lui riesce a colmare.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questo cammino San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vogliamo camminare bene? Ebbene applichiamoci a battere la strada che è più vicina a noi. Imprimiti bene nella mente ciò che sto per dire: noi desideriamo alcune volte di essere buoni angeli, e trascuriamo di essere buoni uomini. La nostra imperfezione ci deve accompagnare fino sul feretro, noi non possiamo giungervi senza terra; non conviene addormentarvici né voltarvici, giacché siamo dei piccoli pulcini, senza le ali però. Noi moriamo poco a poco alla vita fisica, ed è questa una legge ordinaria tenuta dalla provvidenza; ed alla stessa maniera bisogna far morire anche le nostre imperfezioni di giorno in giorno; o felici imperfezioni, potremmo esclamare, che ci fanno conoscere la nostra grande miseria, ci esercitano nella umiltà, al disprezzo di noi stessi, alla pazienza e diligenza; nonostante le quali Dio osserva la preparazione del nostro cuore, la quale è perfetta. (Ep.III,683)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questa riflessione sembra dare seguito a ciò che è celebrato il mercoledì delle ceneri, dove questa realtà umana ci viene posta come un nulla , un po’ di polvere. Quello noi siamo umanamente: un po’ di polvere che con quel soffio vitale, diventa manifestazione della vita di Dio; il nostro corpo, come dice San Pio, colmo delle nostre imperfezioni che non potranno mai abbandonarci, che ci seguiranno fino alla tomba. Ma come questo corpo muore progressivamente, poco a poco alla vita fisica, ecco che San Pio ci invita a riflettere come anche le imperfezioni devono morire di giorno in giorno e questa realtà di andare incontro alla morte, lui la definisce una legge ordinaria tenuta dalla Provvidenza: la morte è Provvidenza. C’è proprio da riflettere, c’è proprio da cambiare idea, c’è proprio da cambiare mentalità. La morte è sempre stata una disgrazia, la morte viene vista sempre come una punizione; quando si muore bisogna sempre accusare qualcuno e se non c’è nessuno con il quale ce la possiamo prendere, ce la prendiamo con Dio. San Pio invece dice che essa è una manifestazione della Provvidenza, perché con noi muore il peccato e l’anima è totalmente libera di ricongiungersi a Dio. Con questi pensieri di considerazione corretta del nostro corpo, delle nostre imperfezioni, della Provvidenza per noi, San Pio ci dice che Dio osserva la preparazione del nostro cuore, la quale, in questa condizione, è perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217;Epistolario I, III, II edizione anno 1973, 1975 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span></p>
<p style="text-align: justify;">

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		<item>
		<title>San Paolo &#8211; San Pio &#8211; 25/01/&#8217;11</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2011/02/3287/</link>
		<comments>http://www.evangelizzare.org/2011/02/3287/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 10:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[san paolo]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; San Paolo e San Pio &#8211; San Pio scriveva: Gesù è di tutti, ma lo è a più ragione per i peccatori. Egli stesso ce lo dice: Non sono venuto per i giusti ma per i peccatori (Mt 9,13;Mc 2,17); non sono i sani che abbisognano del medico, ma gl’infermi(Mc 2,17;Lc 5,31); il Figliuol [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/02/san-paolo2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3299" title="san paolo2" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/02/san-paolo2.jpg" alt="" width="169" height="299" /></a> &#8211; San Paolo e San Pio &#8211; <a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/02/san-pio-san-paolo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3294" title="san pio san paolo" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/02/san-pio-san-paolo.jpg" alt="" width="171" height="294" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gesù è di tutti, ma lo è a più ragione per i peccatori. Egli stesso ce lo dice: Non sono venuto per i giusti ma per i peccatori </em><em>(Mt 9,13;Mc 2,17)</em><em>; non sono i sani che abbisognano del medico, ma gl’infermi(</em><em>Mc 2,17;Lc 5,31)</em><em>; il Figliuol dell’uomo è venuto per salvare ciò che era perduto</em><em>(Mt 18,11; Lc 24,32)</em><em>; in cielo si farà più festa per la conversione di un peccatore, che per la perseveranza di novantanove giusti</em><em>( Lc 15,4)</em><em>. </em><em>( Ep.IV,626)<span id="more-3287"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Citazioni che conosciamo molto bene, ma che confermano questa attenzione e questo amore particolare di Dio per i peccatori, per i malati, per i perduti. Certo, ognuno di noi può rientrare in queste categorie negative e si sforza ogni giorno di uscirne fuori, perseverando nella preghiera, nella richiesta di conversione, ma a quel punto bisogna pregare anche per gli altri, perché tutti possano prendere coscienza della propria condizione di peccato e saper accogliere questo amore divino, saper accogliere questa presenza di Gesù che trasforma, che perdona, che salva, che divinizza. Il mondo rimane immerso nelle tenebre fino a quando ognuno non sceglierà la luce, per lasciarci illuminare da Dio. Il mondo sarà nella luce quando tutti ci lasceremo illuminare, altrimenti ci saranno troppe parti buie, ma anche un solo angolo buio non sarà volontà di Dio portata a compimento. Impegnamoci allora noi ad essere riflesso di questa luce, affinché tutti possano accogliere la luce e scegliere la luce, scegliere la conversione, scegliere Dio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">__________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La figura di San Paolo, nella storia, è stata sempre ammirata, contemplata, presa a modello. Tanta santità è stata da lui  suscitata, trasmessa. Tanti santi si sono nutriti di questo modello, di questa figura e anche San Pio lo presenta come modello del vero cristiano. Tutti conosciamo la storia della sua conversione, ma dal momento del cambiamento c’è un crescendo di consapevolezza; prima un tempo di preparazione e poi annuncio continuo, perseverante, sfidando qualsiasi pericolo.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mia guida, nel presentarvi qui il modello del vero cristiano, sarà il mio tanto diletto apostolo san Paolo; i suoi detti, pieni tutti di celeste rugiada, fanno uscire l’anima fuori di se stessa. Non posso leggere le sue epistole senza sentire come una fragranza che si spande per tutta l’anima, fragranza che si fa sentire persino nella più alta punta dello spirito. </em><em>( Ep.II,228) </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gli scritti di San Paolo stanno alla base di tutta la dottrina cristiana, ma sono anche passi da contemplare. San Pio dice che fanno uscire l’anima fuori da se stessa, cioè ti fanno toccare Dio, ti fanno fare l’esperienza di Dio. L’anima si nutre di questi scritti, l’anima avverte la verità che trasmettono. San Paolo più volte dice di aver contemplato Dio e questi scritti vengono definiti “ fragranza che si espande per tutta l’aria ”. La fragranza è più di un profumo, ti fa andare oltre; è come se San Pio ci proponesse di fare questa esperienza e noi, davanti a Gesù Eucaristia, possiamo sperimentare questa fragranza che ci viene donata come conseguenza dell’ascolto delle parole di Paolo, riferiteci da San Pio, che certamente tanto di lui si era nutrito.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">__________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Paolo ci viene presentato come modello del vero cristiano, come modello di colui che comprende quotidianamente la chiamata ricevuta, la dignità che gli è stata donata; un cristiano che appartiene più al cielo che alla terra, un cristiano che ogni giorno cerca di contemplare Dio e di donarlo al mondo, perché nel mondo sia presente Dio con il suo amore, ma sappiamo, purtroppo, che tanti cristiani dimenticano di essere tali, tanti cristiani perdono di vista l’obiettivo fondamentale dell’esistenza.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva :</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il cristiano dimentico della propria vocazione, il cristiano solo di nome, il cristiano insomma mondano giudica le cose ben diversamente: tutto all’opposto di quello che suole giudicarle il cristiano degno di tal nome, che vive secondo lo spirito di Gesù Cristo. Quegli le giudica a seconda che le tornano utile alla sua vanità, alle sue passioni; questi invece le giudica in relazione sempre degli eterni beni.(Ep.II,229/230)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ proprio così: un cristiano che dimentica la propria vocazione, un cristiano che lo è solo di nome, è un mondano, cioè appartiene più al mondo che al cielo, anzi, dimentica il cielo, dimentica Dio e quindi vive in funzione della sua vanità, cioè in funzione del nulla. Il cristiano, invece, degno di tale nome, vive secondo lo spirito di Gesù Cristo e vive in funzione dei beni eterni. San Paolo fu dimentico del suo passato, non del suo presente; volle dimenticare quel passato di violento persecutore e divenire fedele, perseverante annunciatore. Cominciò a ragionare in relazione ai beni eterni. Chiediamo al Signore questa capacità di ragionare, di giudicare in relazione agli eterni beni e allora tutto avrà un altro significato, tutto avrà un altro valore; ciò che sembrava povero diventa ricchezza e ciò che sembrava ricchezza, diventa vanità. E’ così che si cresce, è così che ci si converte, è così che si porta a compimento la volontà salvifica di Dio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">___________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Paolo, modello del vero cristiano, è anche maestro per il vero cristiano. Tutti i suoi insegnamenti, la sua predicazione, la sua stessa vita …  Arriverà a dire: ” Fatevi miei imitatori come io lo sono di Cristo ”, ma non certo per presunzione, ma per la convinzione che aveva di aver scelto Dio come ideale unico della sua vita, con tutto se stesso. San Paolo è come se avesse detto: “ Cerco di imitare Dio, di seguirlo a più non posso, con tutte le mie capacità, con tutto me stesso: mente, cuore, forza, coscienza ” e questo insegnamento è così magistralmente sintetizzato da San Pio:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La vita tracciata dall’apostolo al cristiano è di spogliarsi dei vizi dell’uomo vecchio, ossia dell’uomo terreno, e di vestirsi delle virtù insegnate da Gesù Cristo … Lo stesso santo apostolo esperimentò assai duramente in sé stesso la ribellione dei sensi e delle passioni per cui egli emise questo lamento: “ Io stesso colla mente servo di Dio e colla carne servo alla legge del peccato “</em><em>(Rom.7,25)… </em><em>Come avesse voluto dire: io stesso sono con la mente servo alla legge di Dio, ma con la carne sono soggetto alla legge del peccato … Noi dunque cristiani siamo doppiamente immagine di Dio, per natura cioè, in quanto siamo dotati d’intelletto, di memoria e di volontà; e per grazia, in quanto che santificati nel battesimo, lascia impressa nell’anima nostra la bellissima immagine di Dio. Sì … la grazia santificante imprime talmente l’immagine di Dio in noi, che diventiamo quasi anche noi un Dio per partecipazione. </em><em> ( Ep.II,231/233)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Spogliarsi dei vizi dell’uomo vecchio, dell’uomo terreno e vestirsi dell’uomo nuovo, cioè di Gesù Cristo è come un duro combattimento; stare sempre all’erta, sempre pronto ad indossare vesti di luce e a vincere con Gesù Cristo ogni tenebra. L’intenzione, l’intelletto è sempre rivolto a Dio, la mente sempre rivolta a Dio. E’ nella carne che si comprende il limite, la fragilità, il peccato, ma è importante pensare che noi cristiani siamo doppiamente immagine di Dio, per natura e per grazia: per natura perché siamo dotati di intelletto, di memoria, di volontà, di sentimenti alti e poi per grazia. Quante volte ci siamo ripetuti che siamo santificati nel battesimo e che il battesimo lascia a noi impressa l’immagine di Dio, ci rigenera a suoi figli, ci riempie di grazia, diventiamo quasi anche noi  un  Dio, per partecipazione, partecipiamo della stessa realtà di Dio. Dio ci rende partecipi della sua realtà divina; insomma, non ci manca nulla per essere il riflesso del Gesù che adoriamo, del Gesù che contempliamo con i nostri occhi, nel mistero dell’Eucaristia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217;Epistolario II, IV, II edizione anno 1975,1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le Riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span></em></p>

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		<title>Dio nostra Sorgente -18/01/2011</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2011/01/dio-nostra-sorgente-18012011/</link>
		<comments>http://www.evangelizzare.org/2011/01/dio-nostra-sorgente-18012011/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 11:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Dio nostra Sorgente - La nostra natura umana, chissà perché, naturalmente non tende all’unità, ma alla separazione. Le differenze non riescono ad essere viste come motivo di comunione maggiore, di ricchezza reciproca ma, al contrario, le differenze generano continue divisioni e non è questa la volontà di Dio. Pregando per l’unità della Chiesa, pregando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/01/dio-nostra-sorgente1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3209" title="dio nostra sorgente" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2011/01/dio-nostra-sorgente1.jpg" alt="" width="383" height="288" /></a> &#8211; Dio nostra Sorgente -</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra natura umana, chissà perché, naturalmente non tende all’unità, ma alla separazione. Le differenze non riescono ad essere viste come motivo di comunione maggiore, di ricchezza reciproca ma, al contrario, le differenze generano continue divisioni e non è questa la volontà di Dio. Pregando per l’unità della Chiesa, pregando per l’unità dei cristiani, occorre quell’atteggiamento di umiltà: non avere la pretesa ma avere l’amore, l’accoglienza, il rispetto, partire dall’idea che tutti sono in buona fede e che nel cuore accolgano l’amore del Signore, e che tutti soffriamo quando qualcuno si allontana dalla fede, quando qualcuno si allontana dalla propria Chiesa. Un dolore grande: è come se una mamma perdesse il proprio figlio e continuasse poi a cercarlo, con la speranza che un giorno torni a casa.<span id="more-3207"></span></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non vi nascondo … le strettezze che prova il mio cuore nel vedere tante anime che vanno apostatando da Gesù e quello che più mi fa agghiacciare il sangue intorno al cuore si è che molte di tali anime si allontanano da Dio, fonte di acqua viva, pel solo motivo che si trovano esse digiune della parola divina. Le messi sono molte, gli operai sono pochi. Chi dunque raccoglierà le messi nel campo della chiesa, che sono ormai tutte imminenti alla maturità? Andranno esse disperse sul suolo per la paucità degli operai?&#8230; Preghiamo per la causa della santa Chiesa,, nostra tenerissima madre; consacriamo e santifichiamoci tutto a Dio e totalmente a questo fine, ed intanto aspettiamo aspettando. </em><em>( Ep. I,466)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Preghiamo per la nostra Chiesa, preghiamo affinché essa manifesti l’amore materno per i suoi figli. Preghiamo perché, appartenendo ad essa, si riesca ad attingere quest’acqua pura, si faccia l’esperienza della grazia e si desideri sempre più appartenerle, senza allontanarsi mai da essa.  Eppure in tanti si allontanano, troppi. Preghiamo perché ognuno riscopra l’esigenza di tornare alla sorgente, di tornare all’acqua limpida, all’acqua pura, senza illudersi alle fonti inquinate del mondo che illudono ma poi lasciano la vita senza senso, alla ricerca sfrenata di emozioni che poi portano un po’ alla deriva.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Fin dal giorno del battesimo, per la maggior parte di noi nella più totale inconsapevolezza, è iniziata la nostra appartenenza alla Chiesa. Siamo divenuti parte di questo corpo mistico di cui Cristo è il capo e noi siamo le membra. E ciò che tiene unita la Chiesa è l’amore di Dio, riversato nel cuore di ognuno di  noi; esso è ciò è che ci tiene legati a lui, è ciò che ci permette di essere attirati. L’amore per Gesù dovrebbe coincidere con l’amore per la Chiesa e l’amore che Gesù manifesta è lo stesso che la Chiesa manifesta. Tante volte sembra non essere così, ma è la nostra responsabilità; siamo noi chiamati a manifestare l’amore di Dio, siamo noi come famiglia, tenuta insieme dal suo amore, un amore che dovrebbe aiutarci a superare i limiti umani, le resistenze. Ognuno di noi dovrebbe lasciarsi divinizzare da Dio e nel divinizzarsi, manifestarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo l’amore di nostro Signore, ti raccomando, o figliuola, quello della Chiesa sua sposa, di questa cara e dolce colomba, la quale solo può fare le uova, e far nascere i colombini e le colombine allo Sposo. Ringrazia Dio cento volte il giorno d’essere figliuola della Chiesa, ad esempio di tanti santi nostri fratelli che ci precedettero nel felice passaggio. Abbi gran compassione a tutti i pastori, predicatori e guidatori di anime, e vedi come sono sparsi sopra tutta la faccia della terra, perché non vi è al mondo provincia, dove non ve ne siano molti. </em><em>( Ep. III,707)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ bello pensare che in ogni parte del mondo vi siano pastori, predicatori, guide d’anime, ovunque, anche lì dove la fede è quasi sconosciuta, lì dove la parola di Dio stenta ad arrivare per mille motivi, lì dove è combattuta, lì dove i cristiani sono perseguitati e uccisi, lì dove costantemente vengono torturati, eppure anche lì ci sono fedeli che annunciano, in ogni parte del mondo. Sembra quasi che lì dove c’è maggiore persecuzione, la fede è più esemplare. Ringraziamo davvero il Signore di essere figli di Dio, figli di questa Chiesa, ringraziamo il Signore di questo privilegio, preghiamo perché tutti possano goderne, grazie all’impegno per la comunione, grazie all’impegno per l’unità. Preghiamo tanto per essere in comunione con tutti coloro che pregano, perché in ogni momento della giornata possano essere presentate al Signore le nostre intenzioni, perché questa comunione di preghiera possa generare qualcosa di nuovo. Preghiamo perché questa volontà di Dio si compia, preghiamo perché il cuore dell’uomo si converta.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________ </span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pregate per i perfidi, pregate per i tiepidi, pregate per i fervorosi ancora, ma specialmente pregate pel sommo Pontefice, per tutti i bisogni spirituali e temporali della santa Chiesa, nostra tenerissima madre; ed una preghiera speciale per tutti coloro che lavorano per la salute delle anime e per la gloria di Dio colle missioni fra tanta gente infedele ed incredula… Pregate, pregate per tutti. </em><em>( Ep. II,70/71)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Conosciamo tante persone senza fede, o almeno che ci appaiono tali: preghiamo per loro. Conosciamo tante persone superficiali: preghiamo per loro, ma preghiamo anche per coloro che hanno una grande fede. Come ci raccomanda San Pio, ma come la Chiesa ci invita a fare ogni giorno, preghiamo per il nostro Papa, preghiamo per i nostri vescovi, per i sacerdoti, preghiamo per tutti i figli di Dio. Preghiamo per chi è in cammino per diventare figlio di Dio, preghiamo per tutti coloro che hanno rinnegato la fede; preghiamo per chi cerca di dare un senso alla propria vita; preghiamo per chi pensa di averla realizzata senza Dio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gesù e Maria siano sempre nel vostro cuore e vi facciano sempre più crescere nella bella virtù della carità che è vincolo della perfezione cristiana … Finisca una volta per sempre la apostasia di tante anime dall’ovile di Gesù Cristo. Venga presto il regno di Dio; santifichi questo piissimo Padre la sua Chiesa; faccia piovere abbondantemente la sua misericordia sopra quelle anime che non ancora l’hanno fin qui conosciuto … Illumini questo sì tenerissimo Padre le intelligenze di tutti gli uomini … Allontani … questo Padre tre volte santo dalla sua Chiesa ogni scissura che esiste ed impedisca che altre ne potessero nascere, affinché vi sia un solo ovile ed un solo Pastore … Non dimenticate mai di pregare per tutti gli esposti bisogni, e così, senza essere né un apostolo né un sacerdote e né un missionario, ne conseguirete intanto quella corona che il Padre celeste preparò <strong>ab aeterno </strong>a costoro. </em><em>( Ep. III,61/62)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ un’autentica preghiera per l’unità, è una preghiera universale. Non bisogna essere apostoli, sacerdoti, missionari, ma pregare per questa intenzione ci fa conseguire la corona che il Padre celeste da sempre ha preparato per chi dona la propria vita alla Chiesa, all’unità, alla comunione, alla realizzazione del suo progetto di amore: “ Che tutti siano uno, Padre, come io e te siamo uno ”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217; Epistolario I, II, III, II edizione anno 1973, 1974, 1977 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span></p>
<p style="text-align: justify;">

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		<title>Natale festa di tenerezza &#8211; 29/12/&#8217;09</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2010/12/natale-festa-di-tenerezza-291209/</link>
		<comments>http://www.evangelizzare.org/2010/12/natale-festa-di-tenerezza-291209/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 21:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Natale festa di tenerezza - San Pio scriveva: Tutte le feste della Chiesa sono belle &#8230; La Pasqua, sì è la glorificazione &#8230;  ma il Natale ha una tenerezza, una dolcezza infantile che mi prende tutto il cuore. Riflessione: E’ così: il Natale ha questa tenerezza, questa dolcezza infantile che prende tutto il cuore. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> <a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/12/bambino-gesu.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-3089" title="bambino-gesu" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/12/bambino-gesu.gif" alt="" width="354" height="249" /></a> &#8211; Natale festa di tenerezza -</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutte le feste della Chiesa sono belle &#8230; La Pasqua, sì è la glorificazione &#8230;  ma il Natale ha una tenerezza, una dolcezza infantile che mi prende tutto il cuore.<span id="more-3087"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ così: il Natale ha questa tenerezza, questa dolcezza infantile che prende tutto il cuore. Gesù ha portato a compimento tutta la sua missione, ma è bello ogni tanto ripensare a come tutto ebbe inizio. C’è una chiara nostalgia di certi momenti, ma di quella nostalgia andremo a ritrovare le radici profonde; di quella nostalgia andiamo come se si andasse alla sorgente, lì dove l’acqua inizia a venir fuori nella sua massima purezza. Certo, poi, diventa sempre più importante perché poi disseta, irriga, addirittura a volte permette la navigazione, ma è bello avere sempre nostalgia di una sorgente e ogni tanto col cuore tornare a visitarla e riconsiderare quell’essenza di purezza; è così che possiamo immaginare Gesù Bambino, come una sorgente, come una delle parti migliori della storia, che poi, logicamente, sarà una sequenza di eventi. Chiediamo allo Spirito Santo di insegnarci questo modo di tornare alla sorgente; chiediamo allo Spirito Santo la capacità di comprendere nuovamente il Dio che si fa bambino, perché grazie alla sua efficace azione, a causa di questa grazia di Dio che lo Spirito Santo dona, possiamo essere maggiormente consapevoli di questo mistero di Dio che si fa bambino e con noi questa storia, ancora una volta, ricomincia. Gesù è la luce che illumina le tenebre. Fa quasi eco questa espressione con la prima parola della creazione:”Sia la luce: e la luce fu”. Nulla fu creato prima della luce. Quel primato della luce continua a riflettersi nella nostra esperienza di fede. E come nella creazione c’è il primato della luce, nella ri-creazione, nella storia della redenzione torna il primato della luce: Gesù nostra luce. La caratteristica fondamentale di questa esperienza è data da tutto ciò che ha a che fare con la luce: una nuova stella era sorta nel cielo e la stella è luce, una luce che guida i magi che con la loro sapienza cercavano di dare un senso a questa stella che si muoveva.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Gesù Bambino sia la stella che ti guida lungo il deserto della vita presente.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Di luce in luce. La luce di quella notte continuerà ad illuminare il mondo, chiederà ad ognuno di noi, in qualche modo, di partecipare di questa luce, affinché nel consumarsi di ciò che lasciamo bruciare, abbiamo consapevolezza di illuminare il mondo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In questo giorno così bello non mancherò da parte mia di innalzare fervidi voti al divin Infante, affinché faccia discendere sopra di voi e di tutta la famiglia le più elette sue benedizioni in questa vita e vi dia il santo Paradiso nell&#8217; altra.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi piace pensare che il giorno del Natale non si esaurisce nelle 24 ore ma dura 8 giorni; 8 giorni per contenere il mistero dell’incarnazione, come 8 giorni per contenere il mistero della redenzione. Questo giorno tutto speciale, un giorno da vivere ora per ora, momento per momento, un giorno in cui godere di ogni grazia e benedizione dal cielo, un giorno in cui il Dio dal più alto dei cieli ci raggiunge sulla terra e viene a convivere con noi; addirittura ad abitare presso di noi. Nella sua presenza una benedizione, la benedizione che ci trasforma, la benedizione che aumenta la fede, la speranza, la carità. Accogliamo Gesù nella nostra vita.Venire in chiesa in questi giorni è un po’ come raggiungere Betlemme; veniamo per incontrare il bambino, veniamo per adorarlo. Questo deve essere il nostro pensiero: venire in chiesa per adorarlo e uscire fuori dalla chiesa per adorarlo. I pastori si fermarono e adorarono Gesù Bambino, i magi, prostrati, lo adorarono. Nell’adorazione c’è tutta una partecipazione; l’adorazione non è un concetto, non è una spiegazione; è un modo di vivere.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva: </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sebbene ho pregato sempre con tutto il fervore del mio spirito la pietà divina per il vostro benessere spirituale più che temporale, in questi giorni mi riprometto di svotare tutto il mio spirito dinanzi al divin Pargolo per voi, affinchè vi riempia tutto del suo divino spirito.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo spirito di amore, questo spirito divino &#8230; Lasciamoci conquistare da questo mistero del Natale, lasciamoci conquistare da Gesù Eucaristia, lasciamoci conquistare da questa sua presenza, lasciamoci conquistare arrendendoci al suo amore. Troppe volte poniamo resistenza, troppe volte evitiamo, troppe volte ci allontaniamo, andiamo nella direzione opposta. In questo tempo di silenzio, guardando Gesù Eucaristia, rendiamoci conto se il nostro cuore è davvero aperto all’accoglienza di Gesù, se la nostra vita è davvero a braccia aperte per accogliere e abbracciare questo mistero di amore, di modo che, poi, ogni scelta successiva sarà semplicemente conseguenza di questo meraviglioso, straordinario incontro con Dio e con il suo amore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Scritti tratti dall&#8217; Epistolario di San Pio da Pietrelcina<br />
</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi</span></em></p>

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		<title>Maria, maestra eccellente &#8211; 30/11/&#8217;10</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 08:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[avvento]]></category>
		<category><![CDATA[maria]]></category>
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		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Maria, maestra eccellente - Siamo appena entrati in questo tempo di Avvento, muoviamo i primi passi in questo tempo forte e protagonista di questo tempo è Maria, la madre di Gesù. E’ Lei che ci guida nel tempo di Avvento, è Lei che ci insegna come si accoglie Gesù, è Lei che ci insegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/12/maria-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2985" title="maria 1" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/12/maria-1.jpg" alt="" width="218" height="231" /></a> &#8211; Maria, maestra eccellente -</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo appena entrati in questo tempo di Avvento, muoviamo i primi passi in questo tempo forte e protagonista di questo tempo è Maria, la madre di Gesù. E’ Lei che ci guida nel tempo di Avvento, è Lei che ci insegna come si accoglie Gesù, è Lei che ci insegna come si porta Gesù, è Lei che ci insegna come si segue Gesù. E’ davvero una maestra eccellente e allora la vogliamo vedere protagonista in questo tempo di attesa, in questo tempo di preparazione, perché come noi siamo qui in ginocchio dinanzi a Gesù Eucaristia, tante volte anche Lei è stata davanti a Gesù suo figlio e lo ha contemplato, lo ha adorato con infinito amore. Abbiamo questi stessi atteggiamenti di Maria, abbiamo queste stesse occasioni: occasioni da non perdere, occasioni da valorizzare. San Pio, sappiamo bene, quanta capacità ha avuto di venerare Maria e di insegnare, di trasmettere questa preziosa venerazione; aveva nel suo cuore consapevolezze difficili da comprendere. Noi ci mettiamo spesso alla scuola dei suoi scritti, ma non possiamo comprenderne in pienezza il significato. Sono convinto che i santi soffrono molto a scrivere certe cose, perché si accorgono che non rendono quello che stanno sperimentando, ma ci provano per lasciare traccia di esperienze di amore autentiche e profonde. Le parole scritte da noi hanno sempre dei limiti, ma intanto le ascoltiamo per entrare meglio in questo mistero di amore, così come San Pio l’ha vissuto, così come ha tentato di trasmettercelo.<span id="more-2984"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Amore increato, Spirito di luce e verità, fatti strada nella mia povera mente e fammi penetrare, per quanto possibile a povera creatura come me, in quell’abisso di grazia, di purezza e di santità, per attingere sempre nuovo amore verso quel Dio che  <strong><span style="text-decoration: underline;">ab eterno</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> </span>concepiva nella sua mente divina questo capolavoro insuperabile da qualsiasi altra opera creatrice che uscita fosse dalle sue mani: l’Immacolata!&#8230;    (Ep.IV,857) </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio chiede a Dio di riuscire ad entrare nell’abisso di grazia, di purezza e di santità. E perché voleva entrare nella grazia, nella purezza e nella santità? Per attingere sempre nuovo amore verso Dio. Ecco i santi: i santi cercano occasioni per attingere sempre nuovo amore verso Dio. Noi dobbiamo capire bene queste realtà, perché dobbiamo fare lo stesso. Noi diciamo di amare Dio, ma come lo dimostriamo? Come la nostra quotidianità dice amore? Come la nostra quotidianità dice fede? Iddio ha detto amore all’uomo, anche donandoci l’Immacolata Concezione, donandoci una creatura così perfetta, ma anche così umana; così giovane, ma anche così sapiente. Immacolata, priva di macchia, priva di peccato. Ci viene donata come madre, una mamma preziosa, capace di accogliere e consolare i suoi figli; da parte nostra la maturità spirituale di sperimentare la madre e di lasciarci andare tra le sue braccia amorevoli. Il tempo della preghiera dinanzi a Lei è il tempo che le diamo affinché Lei possa amarci, consolarci, rassicurarci, guidarci. Se non c’è tempo che dedichiamo a Lei, Lei non avrà la possibilità di compiere ciò che vorrebbe per noi. Rinnoviamo il nostro rendimento di grazie a Dio per questa mamma e impegniamoci a donarle del tempo, affinché Lei possa compiere ciò per cui ci è stata donata.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo prezioso rapporto con Maria, questo rapporto filiale, intimo e profondo sia costantemente presente nei nostri pensieri, nei nostri atteggiamenti. Non stacchiamo mai il pensiero da una relazione filiale con Maria. Ella ci è stata donata per essere una presenza assidua, continua, un po’ come tutte le realtà del cielo, ma questa, tra le realtà del cielo, è una delle più belle, delle più preziose.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em>San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbi pietà di me; uno sguardo tuo materno mi rialzi, mi purifichi, mi elevi a Dio, elevandomi sul fango della terra,per assorgere a colui che mi creò, mi rigenerò nel santo Battesimo, ridonandomi quella bianca purissima stola dell’innocenza che il peccato d’origine aveva deturpato. Ch’io l’ami, o Madre mia. Profondi in me quell’amore che ardeva nel tuo cuore per lui…quando si degnerà di venire in me nella santa comunione.      (Ep.IV,860) </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra condizione è sempre miserevole, manchevole. La nostra realtà, dinanzi allo splendore di Maria, è davvero opaca, a volte anche buia. Di fronte allo sfolgorare della sua lealtà, noi scompariamo, eppure Lei, con quello sguardo, vince ogni negatività nostra. Lei riflette la luce di Dio e quindi può far diventare luce ognuno di noi. Lei è così vicina a Dio che può avvicinare a Dio ognuno di noi. La nostra condizione è lontananza, buio, peccato, ma Lei può far sì che torni la luce, la grazia. Come intercede Maria non intercede nessuno. E’ per questo, di certo, che San Pio ricorreva spesso a Lei, sempre a Lei ed è per questo che chiede a Maria di avere nel cuore quell’amore come il suo, soprattutto nel momento in cui Gesù si sarebbe degnato di entrare in lui nell’Eucaristia. Questi i pensieri di San Pio quando faceva la comunione. A volte anche noi ci ritroviamo un po’ distratti nel momento così importante dell’incontro con Dio; anche noi dovremmo implorare la capacità di amare Colui che si degna di venire a noi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’infinito amore nell’immensità della sua forza ha conquistato finalmente la durezza dell’anima mia, e mi veggo annullato e ridotto all’impotenza… come farò a portare l’infinito nel mio piccolo cuore?&#8230; l’anima mia si va stemperando di dolore e di amore, di amarezza e di dolcezza nello stesso tempo. Come farò a reggere a sì immensa operazione dell’altissimo? Lo posseggo in me ed è motivo di esultanza che mi porta irresistibilmente a dire colla vergine santissima: “ Il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore”.             (Ep.I,1112)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Manca la riflessione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">___________________________________________________________________________</span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">In questo tempo di Avvento rinnoviamo questo impegno di riporre fiducia in Maria, madre di Gesù. Poniamo in Lei la nostra fiducia, affinché possa essere realizzato questo progetto di Dio, di madre sua e madre nostra, di guida per ognuno di noi, di modello per la capacità di accogliere Gesù. Se vogliamo che il Natale sia davvero santo, affidiamoci a Lei che, unica, può guidarci santamente al Santo Natale. Tanto nel mondo concorrerà a dire che è Natale, ma sappiamo bene che il mondo ha dimenticato cos’è il Natale. Permettiamo a Maria di ricordarcelo ogni giorno, perché il nostro cuore ogni giorno torni a dire il suo sì a Dio, il suo sì al Natale, il suo sì al Dio con noi.</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Madre mia purissima, l’anima mia poverissima, tutta ricolma di miserie e peccati, fa appello al tuo cuore materno, affinchè nella tua bontà ti degni riversare su di me un poco almeno di quella grazia che si profuse in te, senza restrizione, ma abbondante, piena, dal cuore di Dio. E da questa tua grazia accompagnato, mi riesca servire ed amare meno imperfettamente quel Dio che occupò pienamente il tuo cuore e del tuo corpo ne fece il suo tempio fin dal primo istante del tuo immacolato concepimento&#8230; anche noi rigenerati nel s.Battesimo corrispondiamo alla grazia della nostra vocazione ad imitazione dell’Immacolata nostra Madre, applicandoci incessantemente nella cognizione di Dio per sempre meglio conoscerlo, servirlo ed amarlo.   ( Ep. IV, 859) </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ la grazia di Dio che chiediamo e la chiediamo per intercessione di Maria, la piena di grazia; oggi potremmo dire: l’esperta della grazia di Dio. Chi più di Lei ha sperimentato l’efficacia della grazia di Dio? Chi più di Lei può capire la nostra povertà? Chi più di Lei può capire la nostra miseria? Chi più di Lei può aprire il cuore e farci comprendere questa sua esperienza di amore? E lo sguardo di Maria continuerà a seguirci in questo tempo più che mai. Che il nostro sguardo sia costantemente rivolto al suo. In questo tempo di Avvento possiamo camminare insieme verso il Natale, ripercorrendo anche i suoi passi con Lei, quei passi delle difficoltà, dell’incertezza, del rifiuto, dell’apparente opposizione alla venuta di Gesù. Per un mondo che ha sempre più bisogno di Dio e fugge da Lui, sia Maria ad insegnarci come incontrare Dio. Quel Dio da cui il mondo vuole fuggire, Maria lo ripropone, lo ripropone ancora, lo ripropone sempre. E’ la sua chiamata quella di proporre e riproporre la presenza di Dio nel mondo; è la sua missione, dinanzi alla quale non è mai venuta meno e dal Paradiso continua, senza indugio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217; Epistolario I, IV, II edizione anno 1973, 1984 a cura di Melchiorrre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span></p>
<p><em><br />
</em></p>

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		<title>Dio innamorato di noi &#8211; 23/11/&#8217;10</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2010/11/dio-innamorato-di-noi-231110/</link>
		<comments>http://www.evangelizzare.org/2010/11/dio-innamorato-di-noi-231110/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 09:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[eternità]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Dio innamorato di noi - Quasi al termine di questo mese, nel quale costantemente abbiamo orientato la preghiera verso i nostri cari defunti, vogliamo riflettere profondamente sul valore della nostra immortalità, sul valore della nostra anima, la nostra anima immortale. Possiamo paragonarla a quella scintilla di vita, a quell’alito divino che ha fatto sì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/11/Dio-innamorato-di-noi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2943" title="Dio innamorato di noi" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/11/Dio-innamorato-di-noi.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a> &#8211; Dio innamorato di noi -</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quasi al termine di questo mese, nel quale costantemente abbiamo orientato la preghiera verso i nostri cari defunti, vogliamo riflettere profondamente sul valore della nostra immortalità, sul valore della nostra anima, la nostra anima immortale. Possiamo paragonarla a quella scintilla di vita, a quell’alito divino che ha fatto sì che il primo uomo fosse e, come il primo, ognuno di noi. Una scintilla divina che è vita, che è vita vera, che è già vita eterna; una eternità meno considerata, una realtà sempre meno compresa. Chiediamo allo Spirito Santo di sapere cogliere queste verità divine, chiediamo allo Spirito Santo di saper comprendere l’immortalità, chiediamo allo Spirito Santo di saper considerare in modo opportuno la nostra anima, quindi la nostra esistenza con le caratteristiche dell’eternità. Abbiamo chiesto allo Spirito Santo di insegnarci le cose divine e l’anima è di Dio. L’invisibile spesso appartiene a Dio, un invisibile che la nostra esistenza rende visibile; siamo noi l’immagine del Dio invisibile e siamo noi la visualizzazione della nostra anima. E’ la nostra responsabilità: i figli di Dio immortali. Il nostro apparire sia allora manifestare realtà divine e nient’altro, altrimenti si cadrebbe in contraddizione. L’immagine di Dio svanirebbe e la realtà dell’anima ne avrebbe discapito.<span id="more-2942"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>… per fare bella comparsa, non si finirebbe mai, anzi tutte le nostre cure sarebbero rivolte a migliorare ed a rendere sempre più bello il nostro corpo. L’anima forse sarebbe stata meno curata, l’avremmo avuta come entità trascurabile. Ebbene, se la provvidenza ha allontanato da noi il motivo di trascurare l’anima per poter attendere a migliorare il nostro corpo, fu però infinita sapienza di Dio l’averci messo in nostre mani tutti i mezzi per poter rendere bella la nostra anima, anche dopo che la rendemmo deforme colla colpa. Basta che l’anima voglia cooperare alla divina grazia, che la sua bellezza può raggiungere a tale splendore, a tale formosità, a tale leggiadria da poter attirare in se stessa, per amore e per stupore, non tanto gli occhi degli angioli ma quelli istessi di Dio, secondo che ce ne dà testimonianza la stessa sacra scrittura: “ Il re, cioè Iddio, si è innamorato del tuo decoro “</em><em>(Sal.44,12)</em><em>.</em><em>(Ep.II,227)</em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>Riflessione:</em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sembra la descrizione per eliminare la concorrenza tra l’apparire e l’essere, ma far trionfare un apparire divino, una Provvidenza che interviene per farci comprendere che l’anima, con la grazia di Dio riassume la condizione originale. Stupore agli occhi, tanto stupore che la Bibbia stessa dice che Dio si è innamorato del suo decoro. Splendore, formosità, leggiadria… Proviamo a pensare a quanto Dio può essere innamorato di noi, osservando la nostra anima.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa realtà soprannaturale, che conquista la nostra natura e le pone in comunione speciale con Dio. Più volte Dio interviene nella nostra vita, interviene all’istante del concepimento, interviene nel momento del battesimo e poi è presenza costante con esperienze costantemente meravigliose,come la celebrazione dei sacramenti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em> </em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>Il cristiano nel battesimo risorge in Gesù, viene sollevato ad una vita soprannaturale, acquista la bella speranza di sedere glorioso sopra trono celeste. Quale dignità! La sua vocazione richiede di aspirare di continuo alla patria dei beati, di considerarsi qual pellegrino in terra di esilio; la vocazione di cristiano, dico, richiede di non apporre il cuore nelle cose di questo basso mondo; tutta la cura, tutto lo studio cristiano, che vive secondo la sua vocazione, è rivolto nel procacciarsi i beni eterni. </em><em>(Ep. II, 229)</em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>Riflessione:</em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lo sappiamo che nel battesimo si risorge in Cristo, lo sappiamo che ci viene donata la soprannaturalità, lo sappiamo di che dignità siamo rivestiti e sappiamo anche di dover aspirare di continuo alla patria dei beati. Lo sappiamo che dobbiamo considerarci pellegrini in terra d’esilio, verso la meta che è il Paradiso. Sappiamo questo e sappiamo tante, tante altre cose, una più importante dell’altra. Chiediamo a Gesù di far sì che ognuna di queste realtà sia costantemente considerata, non venga dimenticata o messa da parte, non si riduca all’interesse, per questa realtà che hanno il sapore dell’eterno. Il mondo a volte tende a nascondere, tende a privare, tende a falsificare. Rimaniamo nella verità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">___________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em> </em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sulla considerazione del cristiano battezzato San Pio scrive ancora:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>Il cristiano adunque, morto e risuscitato con Gesù pel battesimo, deve sforzarsi di sempre rinnovarsi e perfezionarsi nel contemplare le verità eterne ed i voleri di Dio; devesi insomma di continuo sforzare di ritrarre in sé la somiglianza di quel Signore che lo creò. A tanto ci obbliga la perfezione cristiana, a tanto c’incita l’apostolo con quella sapientissima espressione: “ Vestendo l’uomo nuovo, che sempre si rinnovella per la cognizione delle verità, secondo l’immagine di colui che lo creò“</em><em>( Col.3,9).</em><em>ma qual’è quest’uomo nuovo di cui tiene qui la parola l’apostolo? Questi è l’uomo santificato pel battesimo, che secondo i principi della santificazione deve vivere “ nella giustizia e nella vera santità ”</em><em>(Lc.1,75). ( Ep. II,233)</em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>Riflessione:</em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il solo pensare che siamo tutti morti e risorti in Cristo con il battesimo, ci avvicina logicamente al concetto della perfezione. E il vestito dell’ uomo nuovo non è semplicemente un abito, ma è un habitus, cioè uno stile di vita, un modo di fare, un modo di essere: è, coerentemente, ciò che viene mostrato. A tanto ci obbliga la perfezione cristiana, a questo siamo incitati, questo è l’uomo santificato nel battesimo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Signore ci ha proprio elevato in alto. Creandoci  a sua immagine e somiglianza e donandoci, poi, la novità di vita, ha investito su di noi e alcuni di noi sono davvero l’immagine di Dio nel mondo. Alcuni di noi sono davvero la manifestazione costante e perseverante del suo amore. Ognuno di noi può essere questa manifestazione d’amore, ognuno di noi può far riconoscere in sé i tratti del Creatore. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>San Pio scriveva:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em> </em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em> </em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em>Vi prego caldamente di non perdere il tempo nel pensiero del passato. Se questo fu bene impiegato, diamone gloria a Dio; se male, detestiamolo e confidiamo nella bontà del Padre celeste. Anzi vi esorto a mettere il vostro cuore nella tranquillità al consolante pensiero che la vostra vita, per quella parte non bene spesa, è stata ormai al nostro dolcissimo Iddio già perdonata.(Ep.IV,193/194) </em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Vi esorto a mettere il vostro cuore nella tranquillità”. Non siamo mai tranquilli; c’è sempre qualcosa che ci angoscia. Cosa significa mettere il nostro cuore nella tranquillità? Significa fare l’esperienza dell’amore di Dio e del suo perdono e dare gloria a Dio con la nostra vita. Le realtà del cielo sono più vicine di quanto non possiamo immaginare, anzi, ci hanno già raggiunto, come Gesù Eucaristia: Egli è il Dio che ci ha raggiunti, non si è solo avvicinato, ci ha proprio raggiunti e viene in noi. Non ne siamo degni, ma è un dono del suo amore, un dono grande, un dono eterno, come eterni siamo noi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217; Epistolario II, IV, II edizione anno 1975, 1984  a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le meditazioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.<br />
</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">

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		<title>Esaltazione della Croce &#8211; 14/09/&#8217;10</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2010/11/esaltazione-della-croce-140910/</link>
		<comments>http://www.evangelizzare.org/2010/11/esaltazione-della-croce-140910/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 09:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[croce]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Esaltazione della Croce - Ogni volta che abbiamo cercato una luce, un conforto, una risposta. Come può un morto essere segno di vita? Come può una condanna essere segno di amore ? Eppure Gesù crocifisso è tutto questo; è il segno supremo dell’amore di Dio che si è donato per noi, per la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/11/esaltazione-della-croce.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2919" title="esaltazione della croce" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/11/esaltazione-della-croce.jpg" alt="" width="208" height="357" /></a> &#8211; Esaltazione della Croce -</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta che abbiamo cercato una luce, un conforto, una risposta. Come può un morto essere segno di vita? Come può una condanna essere segno di amore ? Eppure Gesù crocifisso è tutto questo; è il segno supremo dell’amore di Dio che si è donato per noi, per la nostra salvezza. E’ la sorgente della luce, è la risposta al dolore e alla morte. Sì, il crocifisso è la risposta al grido di dolore  a Dio dall’umanità sofferente. “Ecco mio figlio”, ci dice Dio. Ad ogni dolore Dio ci risponde: ”Ecco mio figlio”, per farci capire come a quel dolore del figlio suo possiamo unire il nostro, dobbiamo unire il nostro, affinché abbia un senso, un significato, una finalità.<span id="more-2917"></span></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;">“Quanto è dolce, padre, il nome croce! ; qui, appié della croce di Gesù, le anime si rivestono di luce e si infiammano di amore; qui mettono le ali per elevarsi ai voli più eccelsi. Sia dessa croce anche per noi sempre il letto del nostro riposo, la scuola di perfezione, l’amata nostra eredità. A tal fine badiamo di non separare la croce dall’amore a Gesù: altrimenti quella senza di questo diverrebbe un peso insopportabile alla nostra debolezza.” (Ep. I, 601-602)</p>
<p style="text-align: justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">Solo un uomo perfetto nella croce, contemplativo della croce può definire dolce questa esperienza. Per noi portare la croce significa solo portare un peso insopportabile, motivo di lamentela e di ribellione, mentre San Pio ci dice che le anime si rivestono di luce e si infiammano di amore e da quel crocifisso, inchiodato, immobile, arrivano le ali per elevarsi ai voli più eccelsi. Capiamo sempre più perché Gesù è il mediatore, capiamo sempre più come Gesù ha fatto proprie tutte le realtà umane e le ha elevate fino al Padre. Tante realtà umane da Gesù sono state elevate fino al divino; ecco di che ali si parla. Gesù e la croce, sicuramente inseparabili; una realtà illumina l’altra, la croce fa capire la dimensione dell’amore di Gesù. Gesù ci fa capire la modalità per dimostrare amore. L’una senza l’altra non avrebbe significato. Gesù sarebbe stato un uomo eccezionale, la croce da sola, solo disperazione. Gesù uomo sulla croce ha dimostrato di essere Dio, ci ha fatto anche capire come l’uomo può amare da Dio.<span style="color: #800000;"> </span> Secondo le parole di San Pio la croce è una scuola di perfezione, una scuola che non comprendiamo, sicuramente, ma nella quale spesso ci ritroviamo ed è lì la nostra conversione, nell’atteggiamento di fronte ad essa, un atteggiamento che dovrebbe essere di amore, un atteggiamento che dovrebbe essere di pace, un atteggiamento che indichi la riconciliazione, perché Gesù ha riconciliato a sé il mondo per mezzo della croce. Addirittura San Pio la definisce “ amata nostra eredità”. L’eredità è solitamente un bene prezioso con il quale poi possiamo fare degli investimenti. La croce allora è un’eredità preziosa per l’investimento della nostra salvezza. Continuando su questa modalità di riflettere che può sembrarci anche molto lontana, ma sono le verità che i santi riescono a comunicarci, quelle che devono formare ed interessare il nostro cammino di fede.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;">“Ricordati ed imprimiti bene nella mente che il Calvario è il monte dei santi; ma ricordati ancora che dopo salito il Calvario, piantatavi la croce e spirata su dessa, si ascenderà immediatamente ad un altro monte che si denomina Tabor, la Gerusalemme celeste. Ricordati che il patire è breve, ma la ricompensa è eterna.” (Ep. III, 246-247)</p>
<p style="text-align: justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">Il calvario è il monte dei santi. Qualcuno potrebbe pensare: ” allora non mi appartiene! ” e invece la santità è una proposta per tutti. Si sale il calvario, si pianta la croce, si muore su di essa e immediatamente ci si trova sul Tabor, nell’esperienza della trasfigurazione, nell’esperienza del paradiso. Tanti lontani dalla pratica religiosa, considerano davvero stoltezza, sciocchezza, ingenuità questo modo di ragionare, questo modo di riflettere che è invece santità, perfezione, divinità. Come si può, nel mondo d’oggi, parlare in questi termini? Solo con la vita, solo con la testimonianza e quanto più verremo presi in giro, tanto più stiamo portando la croce.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;">“Sì, io amo la croce, la croce sola; l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù. Oramai Gesù vede benissimo che tutta la mia vita, tutto il mio cuore è votato tutto a lui ed alle sue pene.” (Ep. I, 335)</p>
<p style="text-align: justify;">Riflessioni:</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo cammino spirituale, San Pio era arrivato a donarsi completamente a Gesù. Egli aveva compreso bene il significato del prendere su di sé tutti i dolori del mondo, da parte di Gesù. Gesù ha fatto sua questa realtà di male e di peccato per distruggerla e allora San Pio partecipa di questo: far proprie le sofferenze altrui. Sappiamo bene, dopo l’incontro con Padre Pio, quanto benessere spirituale. Egli aveva preso su di sé tutto il negativo, rilasciando tutta la grazia di Dio, in positivo. Qualche volta capita anche a noi: ascoltare con amore qualcuno, sottrarre ad esso tutto il negativo e comunicare il positivo. Questa non è altro che la grazia di Dio. Gesù l’ha fatto a tal punto da svuotarsi totalmente di sé, fino a morire, fino a donare la vita. Ha esaurito le riserve e si è trovato morto e il Padre lo ha risuscitato. Ecco come si può comprendere l’amore per la croce; ecco come si può intravedere qualcosa di questa realtà meravigliosa che San Pio riusciva a vivere. Dalla croce si vuole scappare, dalla croce vogliamo sempre liberarci; nessuno, o quasi nessuno, la vuole abbracciare, amare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;">“…figliuol mio, ama più di stare sulla croce che a pie’ di essa, ama più di agonizzare con Gesù nell’orto, che compassionarlo perché più ti assomigli al divin Prototipo. In quale circostanza puoi tu fare atti d’invariabile unione del tuo cuore, del tuo spirito alla santa volontà di Dio, della mortificazione dell’io, e dell’amore della tua crocifissione, se non negli aspri e rigorosi assalti che ti vengono mossi dai nostri nemici? Ma, mio carissimo figliuolo, non ti ho io sovente inculcato lo spogliamento di tutto ciò che non è Dio, per rivestirti del nostro Signore crocifisso? Orsù, Dio è quello che permette che il tuo cuore sia nell’aridità e nel buio; ciò non è dunque un rigore, ma una dolcezza. Non ti scoraggiare nella via che stai percorrendo, perché il tutto è di gradimento a Dio: purchè il tuo cuore gli vorrà sempre essere fedele, egli non ti aggraverà più di quello che non puoi e sopporterà con te il fardello allorché osserverà che di buon grado incurvi le tue spalle.” (Ep. IV, 493)</p>
<p style="text-align: justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">Questa partecipazione alle sofferenze di Cristo di cui anche San Paolo è stato maestro, è una caratteristica di molti santi. Addirittura San Pio arriva a dire: ” Ama di stare di più sulla croce che ai suoi piedi; ama più di agonizzare con Gesù che di compassionarlo, per assomigliare maggiormente a Lui ”. Quando pensiamo di assomigliare a Gesù, pensiamo sempre all’attimo della sua gloria e non della sua passione e morte, dove maggiormente ha dimostrato amore. Così, in maniera analoga, quando pensiamo a Maria, la pensiamo sempre regina gloriosa nel cielo e spesso mettiamo da parte l’Addolorata. Il Figlio e la Madre nella situazione del dolore per la salvezza del mondo. E mentre quasi tutti erano fuggiti, loro erano lì, soli, quasi a ritrovare un’intimità tutta straordinaria: Gesù, sua madre, un apostolo, qualche donna, una nuova intimità, come quando si condivide un dolore forte e si crea un legame che dopo tale esperienza nessuno riesce a sciogliere. Il legame generato dalla condivisione di un dolore è più forte di un legame generato dalla condivisione di una gioia. Nei nostri momenti di dolore Gesù è sempre presente, non va via; Maria è sempre presente, non va via, dobbiamo ricordarcelo. In quei momenti il legame che viene generato si rafforza, se non fosse bastato il legame di grazia di cui tutti siamo già stati resi partecipi. Rivestiamoci di Gesù crocifisso e della capacità di spogliarci di tutto. Non cediamo allo scoraggiamento nelle difficoltà della vita. Quanto più si guarda a Gesù crocifisso, tanto più si ha la forza, il coraggio, la capacità di guardare oltre. Quanto più sei disposto a che le tue spalle si incurvino sotto il peso di un giogo, sotto il peso di un legno, quanto più sei disposto a portarlo fino alla meta, tanto più assomigli a Gesù, tanto più manifesti un amore soprannaturale, tanto più puoi dire che c’è un’altra vita, che in qualche modo stai già comprendendo. E’ tutto un po’ assurdo questo modo di riflettere sul dolore e sull’amore, ma è assurdo agli occhi del mondo; agli occhi del mondo è stoltezza e scandalo, mentre agli occhi di Dio è sapienza, saggezza, salvezza. Ragionare in questi termini significa convertirsi, significa vivere la propria santità, significa compiere in pienezza la volontà di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217; Epistolario I, III, IV, II edizione anno 1973, 1977, 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span></p>

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		<title>Invocare sempre la misericordia di Gesù &#8211; 22/09/&#8217;10 &#8211; Veglia per il transito di San Pio -</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 09:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[misericordia]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Invocare sempre la misericordia di Gesù - San Pio scriveva: Viva sempre la misericordia di Gesù … e se a Gesù dispiace sommamente l’offesa che gli viene fatta da ogni fedele, molto più gli dispiace l’offesa fattagli da un sacerdote. Glielo dico a Gesù che non voglio fare più peccati … Considerando l’amore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/11/invocare-la-misericordia-di-gesù.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2890" title="invocare la misericordia di gesù" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/11/invocare-la-misericordia-di-gesù.jpg" alt="" width="200" height="252" /></a> &#8211; Invocare sempre la misericordia di Gesù -</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:<br />
Viva sempre la misericordia di Gesù … e se a Gesù dispiace sommamente l’offesa che gli viene fatta da ogni fedele, molto più gli dispiace l’offesa fattagli da un sacerdote. Glielo dico a Gesù che non voglio fare più peccati … Considerando l’amore di Gesù da una parte e la mia ingratitudine dall’altra vorrei, padre mio, dire a Gesù che se io non gli posso corrispondere nell’amore lasci pure di amarmi: solo in questo modo sembrami esser meno colpevole. Ma se Gesù non mi ama, che ne sarà di me! Io non amare Gesù e Gesù non amare più me! Questa è una cosa troppo spaventevole per me e perciò mi fa pregare sempre Gesù, che prosegua pure ad amarmi e ci pensa lui a me, se non mi riesce di amarlo quanto merita. ( Ep.I,236)<span id="more-2887"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra assurdo che San Pio ragioni in questi termini, ma se San Pio, così esemplare in amore e in misericordia, si poneva questi problemi, cosa dovremmo fare noi? Lui pensava di non amare abbastanza Gesù e di questo ne soffriva ed era consapevole di non meritare tutto l’amore che invece Gesù nutriva per lui. Pensiamo alle volte in cui ci mettiamo in pretesa con Dio; pensiamo all’umiltà di San Pio che tra l’altro, quando pregava, pregava sempre per i peccatori; quell’amore che solo Dio sa dare, doveva arrivare ai più bisognosi e sappiamo, per mezzo suo, quante anime ha conquistato all’amore di Dio. San Pio, che probabilmente era così esperto dell’amore infinito di Dio, capiva di non essere degno di essere amato da Lui. Preghiamo anche noi, come San Pio, che Gesù pensi a noi, perché non riusciamo proprio ad amarlo quanto merita.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">_____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Quanta sintonia tra santi, quanti punti in comune, soprattutto nell’esperienza e nella consapevolezza che Dio è amore. San Pio si esprime vari secoli dopo, in un contesto totalmente differente, uno stile di vita totalmente diverso, eppure esprime la stessa esperienza, un’esperienza che anche noi vorremmo fare, una consapevolezza dell’amore di Dio che ognuno di noi vorrebbe avere. Ma ciò cosa comporta? Comporta il donare la vita, offrire la vita, vivere in funzione di Dio, realmente, non con un pensiero, un proposito, qualche gesto, ma un portare a compimento della volontà di Dio nella propria vocazione ricevuta, uno sperimentare tutto il divino che è in noi e quindi manifestarlo, innanzitutto a noi stessi e poi automaticamente, agli altri. Questo significa prendere sul serio il Vangelo, viverlo.</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:<br />
Oh! In quanta confusione si trova l’anima mia nel considerare che chi sa quante volte ho chiuso la porta del mio cuore alle divine ispirazioni … Quante volte ho rifiutato colui che bussava al mio cuore, per regnarvi qual sovrano d’amore, dando adito alle più vili passioni! Quale confusione anima mia! O Gesù, sempre ricco di misericordia, perdonami! ( Ep.IV,868)</p>
<p style="text-align: justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">Chiudere le porte del cuore significa non accogliere quelle divine ispirazioni che tante volte arrivano anche alla consapevolezza della mente, ma per tanti motivi ignoriamo, mentre per altre cose c’è sempre tempo e quando poi ci accorgiamo di avere emarginato Dio, siamo in confusione. Non so di che confusione poteva parlare San Pio, ma la nostra la conosciamo bene. C’è bisogno di rimettere un po’ di ordine per superare la confusione, per riappropriarci dell’esperienza della misericordia, del perdono.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">_____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni tanto San Pio vede la sua vita come un viaggio e vede come un viaggio anche la partenza da questo mondo. Ci sono vari modi per viaggiare, ci sono varie indicazioni da seguire, vari mezzi da usare. Quali indicazioni scegliamo?</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:<br />
Te supplico, o mio buon Dio, perché sii la mia vita,la mia barca ed il mio porto. Tu mi hai fatto salire sulla croce del Figlio tuo ed io mi sforzo di adattarmici alla miglior maniera … Avrò la forza, senza mai stancarmi, di ascendere alla celeste visione del mio Salvatore?&#8230; Chi rafforzerà i miei passi? Chi se non tu, che sei il bastone della mia debolezza? Miserere di me, o Dio, miserere di me! … la tua fede illumini ancora una volta il mio intelletto, la tua carità mi riscaldi questo cuore infranto dal dolore di offenderti … ( Ep.I,837/838)</p>
<p style="text-align: justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio vede la croce come un mezzo per salire fino a Dio e si chiede se riuscirà, senza stancarsi, ad ascendere fino alla visione del Salvatore. Quale disponibilità abbiamo noi dei mezzi di salvezza che il Signore ci propone? Quale situazione, quale perseveranza, quale tenacia, quale coerenza, quale meta? Perché tante volte anche la meta non è chiara, non solo per i dubbi di fede, ma per tentazioni, dinanzi alle quali siamo cedevoli. Il cuore di san Pio era infranto dal dolore di offendere Gesù e il nostro cuore? La Parola stessa dice:” Non si inorgoglisca il tuo cuore”. Il cuore di san Pio è rimasto nella più perfetta umiltà. Ed il nostro?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">_____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Gesù ha subito la punizione per le nostre iniquità, sul suo stesso corpo e sulla croce riparò ogni ingiuria. Questo significa soffrire per amore e amare per salvare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:<br />
Poniamo i nostri cuori in Dio solo, per non più riprenderli. Egli è la nostra pace, la nostra consolazione e la nostra gloria; e facciamo ogni sforzo per unirci maggiormente a questo dolcissimo Salvatore, affinché possiamo produrre buoni frutti per la vita eterna. Non dobbiamo stimarci forse felici di poter innestare i nostri ceppi su quello del Salvatore, il quale è innestato sulla divinità? Poiché questa essenza sovrana è la radice dell’albero, del quale siamo i rami e le nostre buone opere ne sono i frutti … coraggio; non cessiamo di riporre i nostri cuori in Dio; lasciamolo dunque agire a suo piacimento.     ( Ep.III,702)</p>
<p style="text-align: justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">Riponendo i nostri cuori in Dio, è proprio come se ci innestassimo in Lui. E’ la stessa linfa vitale che circola in Lui e in noi. Gesù diceva che Lui è la vite e noi siamo i tralci; è la stessa immagine e  le nostre buone opere sono i frutti. Queste sono le meraviglie di Dio, questa è l’esperienza di Dio e nell’esperienza del porre i nostri cuori nel suo cuore, c’è sempre quella dimensione di amore che passa per la sofferenza, per la croce. Non è una casualità il cuore trafitto di Gesù, non è una casualità che Lui abbia usato il sangue nell’ultima cena e il sangue è uscito dal suo cuore, versato per noi e per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217; Epistolario I, III, IV, II edizione anno 1973, 1977, 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro parroco don Emilio Lonzi.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">

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		<title>Immolarsi nel corpo e nell&#8217;anima &#8211; 21/09/&#8217;10 &#8211; Vigilia del transito di San Pio -</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 10:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[immolazione]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[– Immolarsi nel corpo e nell’anima – Fratelli e sorelle, proprio in atteggiamento di preghiera, vogliamo prepararci a fare memoria della partenza per il Paradiso di San Pio, un evento che al cuore dell’uomo appare triste, doloroso, ma che alle anime, invece, fa fare l’esperienza della gioia più elevata, tanto è vero che San Pio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/11/elevarsi-nel-corpo-e-nellanima.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2875" title="elevarsi nel corpo e nell'anima" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/11/elevarsi-nel-corpo-e-nellanima.jpg" alt="" width="359" height="289" /></a> – Immolarsi nel corpo e nell’anima –</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fratelli e sorelle, proprio in atteggiamento di preghiera, vogliamo prepararci a fare memoria della partenza per il Paradiso di San Pio, un evento che al cuore dell’uomo appare triste, doloroso, ma che alle anime, invece, fa fare l’esperienza della gioia più elevata, tanto è vero che San Pio lo riconosciamo nella festa della sua partenza in cielo e non più nel dolore di un’assenza, ma nella gioia di una presenza preziosa. Ma, come lui ci ha insegnato, non bisogna mai perdere di vista la sorgente, l’ideale, Dio, Dio amore, che ci si è manifestato in Gesù Cristo ed è rimasto in mezzo a noi nella presenza reale dell’Eucaristia. L’invito costante di San Pio non era altro che una parola: “Pregate”, e noi siamo qui, a seguire questo suo insegnamento. Preghiamo dinanzi a Gesù Eucaristia, in quell’atteggiamento di adorazione, sicuramente una delle preghiere principali, una delle preghiere più importanti: adorare Gesù Eucaristia, contemplare questo mistero d’amore. L’adorazione chiede tanta fede e noi siamo qui a dire: Signore, noi l’abbiamo questa fede, crediamo che in ciò che vediamo, questo piccolo pezzetto di pane è Gesù, il Dio con noi . L’Infinito si è fatto carne, il Figlio di Dio si è fatto pane e in questa modalità così semplice è in mezzo a noi. E’ un  mistero grande che non finiremo mai di comprendere, ma per quel che riusciamo a comprendere nella fede, ci accorgiamo che scaturisce un grazie dal nostro cuore, la gratitudine per avere Dio con noi. Questa sera non vogliamo chiedere  solo qualcosa di cui abbiamo bisogno, ma vogliamo stare con Gesù e ringraziarlo per averci dato un modello di santità come San Pio, che già in in vita, ma ancor di più dopo la partenza per il Paradiso, attira tante anime a sé, affinché si orientino verso Gesù. Questo fanno i santi: attirano tante persone per orientarle verso Gesù. Se perdessimo di vista quest’orientamento, non avremmo capito niente, i santi avrebbero fallito e la loro vita risulterebbe inutile.  Anche questa sera Padre Pio, ancora una volta, ci ha attirato a sé e ci orienta verso Gesù e gli occhi siano fissi su Gesù.<span id="more-2872"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’anima non potrà unirsi a Dio senza che essa si spogli da ogni sensibile naturale, spirituale e soprannaturale intellezione ed affezione. Lo spirituale deve astrarsi dai sensi e dalle operazioni intellettuali, elevarsi al di sopra di tutti gli oggetti sensibili, sopra tutti i principi intelligibili della scienza, al di sopra di ogni naturale discorso, al di sopra delle stesse essenze immutabili e sopra le cose caduche e temporanee e salire sulle ali della fede per unirsi a Dio, il quale è superiore a tutte le cose … dunque se l’anima vuole unirsi a Dio in questa vita per grazia ed amore deve necessariamente privarsi di tutto ciò che per gli occhi può entrare, che può percepire coll’orecchio, fabbricarsi con l’immaginazione, comprendere col cuore. ( Ep.IV,937)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">Prestare attenzione a questo insegnamento di San Pio, approfondire il significato di queste parole, potrebbe lasciarci un po’ scoraggiati. Ci sembrerà impossibile privarci di tutto ciò che per gli occhi può entrare, che l’orecchio può percepire, che l’immaginazione può fabbricarsi, addirittura privarsi di ciò che si comprende con il cuore. Significa mettere da parte ogni sensibilità umana e spalancare gli occhi dell’anima. Ognuno di noi potrebbe chiedersi: ” Ma come si fa? ”. Guarda l’Eucaristia; come ha fatto Dio a pensare di essere presente realmente in un pezzo di pane? Si è privato di tutto e ogni tanto chiede a noi lo stesso. Quando contempli il suo amore non c’è niente da vedere, niente da toccare, addirittura niente da immaginare, niente da sentire, non nel senso di udire. Troppe volte noi nella fede vogliamo sentire qualcosa. Padre Pio, eccellente maestro di preghiera, ti sta dicendo che non c’è niente da sentire. La vera fede è contemplare l’amore di Dio con l’anima. Con gli occhi aperti guarda solo Gesù Eucaristia e se li hai chiusi non c’è nulla che devi vedere, immaginare, sentire, pensare; devi solo dire con l’anima: ” E’ Dio, è il suo amore”  e cercare di ascoltare quello che dice alla tua anima. Non c’è nessun tipo di sensibilità coinvolta. E’ un’esperienza divina; occorre un po’ di allenamento. Questo è salire sulle ali della fede per unirsi a Dio. Ad ogni cosa che ti viene in mente puoi rispondere: ”Ma Dio è altro, Dio è di più, Dio è al di sopra ”. Così piano piano si acquisiscono le ali della fede, che ti fanno volare in Dio. Quest’esperienza di contemplazione, quest’esperienza di comunione autentica e profonda con Dio, al di là di ogni comprensione umana, è un’esperienza che quando i santi ce la raccontano, ci risulta di difficile comprensione. Per questo san Pio ci invita a pregare incessantemente proprio come diceva Gesù, perché se non si prende confidenza con Dio non si conosce Dio. La preghiera è un’arte e in un certo senso va imparata nella costanza del viverla. Qualsiasi cosa è preghiera se si pensa a Dio, ma se ti avventuri nella preghiera tutti sappiamo che ci sono come dei gradi. Qualsiasi preghiera va bene se il nostro cuore ha desiderio di unirsi a Dio, ma certi cuori sono più uniti a Dio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Compreso tutto della degnazione di Gesù verso di me, gli ho rivolto la solita preghiera con più confidenza: “ Oh Gesù, potessi amarti, potessi patire quanto vorrei e farti contento e riparare in un certo modo alle ingratitudini degli uomini verso di te!”. Ma Gesù mi ha fatto sentire assai la voce al mio cuore: “ Figlio mio, l’amore si conosce nel dolore, lo sentirai acuto nello spirito, e più acuto ancora lo sentirai nel corpo … Son pronto a tutto pur di fare la sua volontà. ( Ep.I,328) </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio voleva manifestare l’amore con la sofferenza, per riparare alle ingratitudini degli uomini, ma Gesù gli parla di un dolore acuto nello spirito. E’ un dolore di difficile immaginazione, e il dolore profetizzato a Maria dal vecchio Simeone: ” Una spada ti trafiggerà l’anima ”. Tutti pensano all’Addolorata ai piedi della croce di Gesù. Non fermiamoci a questa immagine esteriore, seppure di dolore dalla portata senza pari. Se il dolore è dell’anima è di più del dolore di un figlio morto, un di più che noi non immaginiamo nemmeno, forse impazziremmo. Altro che ribellarci a Dio e certe volte perdere la fede! Di più San Pio non riesce nemmeno a descriverlo il di più, perché non era solo il dolore fisico della partecipazione al dolore fisico. Di fronte a questo di più dovremmo rimanere in contemplazione e, se qualche volta arriva un dolore grande che non ha le connotazioni di qualcosa di fisico, forse potremmo intravedere questo di più. Quando a Dio diciamo: ” Eccomi ” diciamo :”  Sono pronto a tutto ”. Poi, vergognosamente, così pronti non siamo. E’ lì che si capisce quanto c’è bisogno ancora di conversione. Per noi Gesù ha fatto ogni cosa, dal creato fino alla sua stessa morte, dall’averci donato una madre meravigliosa all’averci donato la vita eterna; tutto per noi. Ci ha resi partecipi di ogni cosa, in certi casi anche del suo dolore, perché ci ha resi partecipi della salvezza del mondo. E questa si chiama comunione, unione con Dio. La parola di Dio ci dice che mentre il corpo si va disfacendo, una dimora eterna si va edificando.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;">…<em> Era la mattina del 20 settembre … Tutti i sensi interni ed esterni, non che le stesse facoltà dell’anima si trovarono in una quiete indescrivibile …  mi vidi un misterioso personaggio … la sua vista mi atterrisce … mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto … Chi mi libererà da me stesso?… Sarà necessario che io pronunzi il </em><strong><em>fiat</em></strong><em> nel mirare quel misterioso personaggio che mi impiagò tutto e non desiste dalla dura, aspra, acuta e penetrante operazione, e non dà tempo al tempo che venga a rimarginare le piaghe antiche, che già su di queste ne viene ad aprire delle nuove con infinito strazio della povera vittima? Deh padre mio, venite in mio aiuto, per carità! Tutto il mio interno piove sangue e più volte l’occhio è costretto a rassegnarsi a vederlo scorrere anche al di fuori. Deh! Cessi da me questo strazio, questa condanna, questa umiliazione, questa confusione! Non mi regge l’animo a potere e a saper resistere. ( Ep.I,1094/1090/1091)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dal modo in cui San Pio riesce a scrivere delle sue esperienze capiamo proprio che c’è la presenza di Dio, che c’è la sapienza di Dio. In lui quiete e confusione, inizialmente una quiete indescrivibile, sembra possa dire: ” Sono nella pace ”, quella pace tanto cercata e poi quel momento coinciderà con la massima confusione, con il più atroce dolore. Si è sentito morire e non alla maniera di come tante volte potremmo dire noi; si è sentito perdere in un dolore che lo stava rendendo partecipe dei dolori di Gesù. E’ un privilegio tutto unico nel suo genere. Chissà quante volte aveva chiesto di soffrire per la salvezza degli uomini e allora Gesù lo ha esaudito. Impariamo che in qualsiasi avversità, in qualsiasi difficoltà, in qualsiasi dolore, siamo più vicini a Gesù in croce per la salvezza del mondo, per la conversione dei peccatori, per la nostra conversione. La vita di Maria, la vita dei santi può essere riassunta in questa espressione: ” Eccoci! Sia fatta la tua volontà ”. Pronunciarla significa partecipare del mistero di Cristo. Stiamo attenti a pronunciarla e se dovessimo arrivare a dirla, ne conosciamo un po’ le conseguenze. Un amore straordinario è riversato nei nostri cuori, partecipi della salvezza, mediante la croce. Quanto più ci si avvicina a Dio, tanto più si entra in un mistero e tanto più ne percepiamo l’ incomprensibilità, ma tanto più, in qualche modo, l’anima percepisce il suo amore.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Qualunque notizia anche della più sublime, che in questa vita possiamo avere di Dio, dista sempre infinitamente da quello che Dio è in se stesso; e tutto ciò che un’anima possa avere di Dio in questa vita è sempre come un’ombra riguardo a ciò che Dio è in se stesso. S. Paolo ai Corinti lo dice chiaramente:” </em>Occhio giammai vide, né orecchio udì, né in cuor d’uomo cadde mai quello che Dio tiene preparato a coloro che l’amano” (1Cor 2,9) … <em>Inoltre l’anima non può distintamente in questa vita percepire se non ciò che cade sotto genere e sotto specie; ma Iddio non cade sotto nessuna specie né sotto nessun genere. ( Ep. IV,937)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio ci insegna che c’è un linguaggio da imparare ed è il linguaggio dell’anima. L’anima percepisce qualcosa di Dio che null’altro può dirci, null’altro può descriverci. E’ un’esperienza di amore profondo, di dolore, di cui i santi sono spesso esperti e San Pio, lo sappiamo, ne è un gran maestro. Ci ha lasciato insegnamenti eccellenti, prendiamoli sul serio e rendiamo grazie a Dio e in preghiera meditiamo, contempliamo, facciamo sì che l’anima possa accorgersi e farci sperimentare le cose del Paradiso, perché solo l’anima può. L’anima ci è stata donata, l’anima è esperta di Dio perché è parte di Dio. Nei santi si manifestava in maniera molto evidente, in noi ancora un po’ troppo nascosta, ma è la realtà della fede che in qualche modo scalpita perché vuole manifestarsi e vuole aiutarci a capire la verità e vivere la più autentica carità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall’ Epistolario I, IV, II edizione anno 1973, 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le Riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span><br />
</em></p>

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		<title>Eredi della vita eterna &#8211; 02/11/2010</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 10:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>
		<category><![CDATA[vita eterna]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Eredi della vita eterna - San Pio scriveva: La presente vita non ci è data se non per acquistare l’eterna, e per mancanza di questa riflessione fondiamo i nostri affetti in quello che appartiene a questo mondo, nel quale andiamo passando; e quando bisogna lasciarlo ci spaventiamo e turbiamo. Credetemi … per vivere contenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/11/eredi-della-vita-eterna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2825" title="eredi della vita eterna" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/11/eredi-della-vita-eterna.jpg" alt="" width="261" height="193" /></a> &#8211; Eredi della vita eterna -</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La presente vita non ci è data se non per acquistare l’eterna, e per mancanza di questa riflessione fondiamo i nostri affetti in quello che appartiene a questo mondo, nel quale andiamo passando; e quando bisogna lasciarlo ci spaventiamo e turbiamo. Credetemi … per vivere contenti nel pellegrinaggio, bisogna aver presenti agli occhi nostri la speranza dell’arrivo alla nostra patria, dove eternamente ci fermeremo, e frattanto credere fermamente … egli sa chi noi siamo e ci stenderà la sua paterna mano nei cattivi passi, acciocchè nessuna cosa ci trattenga per correre a lui velocemente; ma per ben godere di questa grazia, bisogna avere una totale confidenza in lui. </em><em>(Ep.III, 726)<span id="more-2824"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Riflessione:</p>
<p style="text-align: justify;">Per lasciarci accompagnare da Lui, orientare da Lui, correggere, bisogna innanzitutto, dice san Pio, avere una totale confidenza in Lui. Questo è il frutto della nostra preghiera: aumentare la confidenza con Dio, una confidenza che non deve renderci spavaldi o irriverenti, come potrebbe accadere, ma una confidenza che invece è una conoscenza approfondita, è fiducia autentica, perché quanto più conosciamo il Signore, tanto più riponiamo in Lui fiducia e tanto più Lui può correggere i nostri passi e noi possiamo realmente correre velocemente verso di Lui. Questo correr verso di Lui non è una categoria del tempo, non è che dobbiamo arrivare prima o dopo in paradiso, ma è il modo, una modalità spedita, certa, diretta, convinta, verso la meta, avendo presente, dice Gesù, agli occhi, la speranza dell’arrivo nella patria beata. Questi sono i termini più autentici della nostra fede.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">Questa speranza nella vita eterna dovrebbe costantemente donare serenità alla nostra esistenza. Conosciamo la meta, il fine ultimo. Tante cose potrebbero turbare la nostra vita e Gesù dice:”Non abbiate paura”. Una maturità di fede implica questa serenità. Se c’è tanta inquietudine, c’è ancora tanto da crescere, non siamo orientati correttamente. Occorre avere maggiore confidenza con Dio, conoscerlo meglio, affinché il suo amore, agendo presso di noi, ci rassereni e ci riorienti correttamente.</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vivete tranquilla e non vi preoccupate di niente. Gesù è con voi e vi ama e voi corrispondete alle sue ispirazioni ed alla grazia sua che in voi opera … chi ubbidisce non deve render conto delle sue azioni, e solo deve aspettarsi il premio da Dio e non il castigo … l’anima ubbidiente canterà vittoria … dalla condotta della divina grazia operante in voi, voi avete ogni ragione di confortarvi e di sperare e confidare in Dio, essendo questa la condotta che suole tenere con le anime che hanno scelto lui per propria porzione e per propria eredità. Il prototipo, l’esemplare su cui bisogna rispecchiarci e modellare la vita nostra si è Gesù Cristo. </em><em>( Ep.III, 242/243)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; proprio così: l’esemplare su cui rispecchiarci e modellare la nostra vita è Gesù ; Gesù è il modello di santità che ci viene proposto. Dobbiamo lasciarci modellare dalla sua persona, dalla sua figura, dalle sue parole, dai suoi gesti, dalla sua realtà. Questa scelta di Dio, questo aver scelto Dio come nostra eredità . Un’eredità non si sceglie, si accetta e noi l’abbiamo accettata. Gesù è morto, ha fatto testamento, ha lasciato per ognuno di noi la vita eterna. In che misura abbiamo accettato questa eredità? In che modo siamo coscienti del tesoro prezioso ricevuto?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto maggiore è la fede, tanto più grande sarà l’attenzione per la nostra anima e più grande sarà l’attenzione per gli altri, come anime di Dio. Dovremmo tornare a parlare più spesso dell’anima, perchè l’anima è quella realtà infinita, è quella realtà eterna, presente in ognuno di noi: è un po’ la nostra identità divina. Ed è l’immortalità che deve interessarci maggiormente. Dovremmo avere questa capacità di andare oltre le apparenze e arrivare all’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’anima non entrerà nel suo eterno riposo se non quando, perduta per sempre in quell’oceano immenso di bontà, conoscerà ciò che egli conosce, amerà ciò che egli ama, e godrà solo di ciò onde egli stesso è beato. Fortunate quelle anime che sono scritte nel libro di vita eterna! … vivrò in questa crudele vita, o mio Gesù, e la speranza ed il silenzio saranno la fortezza mia, finché dura questa misera vita. E voi intanto fate ardere, o mio creatore e mio Dio, nel mio cuore questa bella fiamma dell’amore vostro. </em><em>( Ep.I,650)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa può significare questa “ bella fiamma dell’amore vostro ” se non l’incontro della propria anima con Dio, se non il proprio cuore a cuore con Dio? “ L’anima ”, dice San Pio, “ non entra nel riposo eterno se non quando è perduta per sempre in quell’oceano immenso di bontà ”. Chi percepisce la bontà di Dio? Come si percepisce? Con i santi vengono percepiti dei sentimenti, agli altri sono vibrazioni dell’anima, perché l’anima conosce Dio e Dio conosce l’anima.  Scritte nel libro di vita eterna, sono tutte le anime, perché l’amore di Dio è infinito e tutte le anime sono inserite nel suo progetto di salvezza. Ma alcune si perdono perché non vogliono corrispondere a tanto amore. Queste vibrazioni dell’anima si ascoltano nel silenzio, nella speranza che diventa contemplazione del tuo mistero di salvezza. E allora l’esperienza del tuo amore, di questa bella fiamma che arde nel nostro cuore, è solo il primo passo, è l’ingresso per poi sperimentare qualcosa che non si può spiegare a parole, ma è un’esperienza di Dio, un’autentica esperienza di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Queste nostre riflessioni servono per essere coscienti di rimettere Dio al primo posto, di mettere Gesù al centro della nostra vita e tutto deve girare intorno a Lui. Deve essere Lui il punto di attrazione. Se dovessimo allontanarci da Lui, faremmo l’esperienza del freddo, del buio, come quando ci si allontana da una sorgente di luce e di calore.Vogliamo, Signore, rimanerti vicino, vogliamo lasciarci illuminare da Te, vogliamo lasciarci scaldare da Te e Tu, Signore, illumina, riscalda le nostre anime per entrare sempre più consapevolmente nel tuo mistero di salvezza e quindi saper correre verso il paradiso.</p>
<p style="text-align: justify;">San Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Padre mio, se potessi volare,vorrei parlare forte, a tutti vorrei gridare con quanta voce terrei in gola: amate Gesù che è degno di amore. Ma, ahimé!, padre mio, il mio spirito è ancora fortemente legato a questo corpo, molti sono i peccati che impediscono a quest’anima di volare ed andarsene in … </em><em>(Ep.I,293) </em><em>O centro unico di ogni mia felicità, o mio Dio, e quanto dovrò dunque io aspettare ancora?&#8230; Voi vedete, o Signore, che il mio male è senza rimedio … Quando dunque, o Signore, quando? Fino a quando?&#8230; </em><em>(Ep.I,650)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">San Pio ci fa capire che spesso è il peccato che ci impedisce di gridare l’amore di Dio. Quando siamo nel peccato non riusciamo nemmeno a dire: ”Amate Gesù che è degno di amore ”, ma, nello stesso tempo, facendo l’esperienza dell’amore di Dio, soprattutto dell’amore che perdona, ritorniamo nella dimensione della sua grazia e allora è la nostra vita a dire forte: ” Amate Gersù che è degno di amore ”. E’ il nostro stile di vita, non semplicemente le nostre parole, ma è la nostra stessa vita  dice ciò che il Signore vuole che sia conosciuto. Quando siamo in comunione con Lui, il Signore fa sì che noi riusciamo a dire ciò che Lui vuole venga detto, a fare ciò che Lui vuole venga fatto. Ma quando si vivono queste esperienze così divine, i santi desiderano fortemente il paradiso, non come fuga dalla realtà, ma come conquista.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217; Epistolario I, III, II edizione anno 1973 e 1975 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">

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		<title>Dio ci prende per mano &#8211; 27/07/&#8217;10</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2010/08/dio-ci-prende-per-mano-270710/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 13:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Dio ci prende per mano - Dagli scritti di Padre Pio: Ho tanta confidenza in Gesù, che se anche vedessi l’inferno aperto dinanzi a me, e mi trovassi sull’orlo dell’abisso, non diffiderei, non dispererei, confiderei in lui. Tal’è la confidenza che m’ispira la sua mansuetudine. Allorché mi metto a considerare le grandi battaglie, superate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2476" title="dio ci prende per mano" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/08/dio-ci-prende-per-mano2.jpg" alt="dio ci prende per mano" width="434" height="290" /> &#8211; Dio ci prende per mano -</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho tanta confidenza in Gesù, che se anche vedessi l’inferno aperto dinanzi a me, e mi trovassi sull’orlo dell’abisso, non diffiderei, non dispererei, confiderei in lui. Tal’è la confidenza che m’ispira la sua mansuetudine. Allorché mi metto a considerare le grandi battaglie, superate col divino aiuto sopra del demonio, ne conto tante da non potersi enumerare. Chi sa quante volte, se lui non mi avesse stesa la mano, la mia fede avrebbe vacillato, la mia speranza, la mia carità venuta meno, il mio intelletto si sarebbe oscurato, se Gesù, sole eterno, non l’avesse illuminato!!! </em><em>( Ep.I,317)<span id="more-2467"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni giorno possiamo intuire di avere il nostro combattimento spirituale. Ogni giorno ci si propongono innumerevoli tentazioni, grandi o piccole occasioni di peccato, ma quanto più abbiamo consapevolezza della sua presenza in noi, quanto più abbiamo accolto la sua grazia, quanto più ci lasciamo illuminare dai suoi insegnamenti e quindi dal suo amore, tanto più viviamo la dignità di essere figli di Dio e tanto più la realtà avversa ci trova forti, pronti a dire il nostro “No” al peccato e quindi il nostro “Sì” a Dio. Ogni “Sì” che diciamo a Dio è un “No” pronunciato al peccato, alla tentazione, alle tenebre. Dio non solo ci tende la mano, ma ci prende per mano. E se la teniamo stretta, di nulla dobbiamo aver paura. Come dice San Pio: ” Nemmeno se vedessimo le porte dell’inferno spalancate e noi dovessimo trovarci sull’orlo dell’abisso.” Se la nostra mano è stretta nella mano di Dio, non c’è da temere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Con fiducia noi ci rivolgiamo a Dio, con fiducia ci relazioniamo a Lui, confidiamo in Dio. Questo confidare in Lui genera confidenza e Lui permette a noi di avere questa confidenza, come un’autentica familiarità. Gesù non ci direbbe mai: ” Come ti permetti di dire questo? Come ti permetti di fare questo? ” Quanta confidenza ci prendiamo!</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Che ti dirò io mai, mia buona figliuola? Nutrisci la tua anima nello spirito di cordiale confidenza in Dio; ed a misura che ti troverai circondata d’imperfezioni e miserie, solleva il tuo coraggio a bene sperare. Sii molto umile, questa è la virtù delle virtù, ma sia una umiltà generosa e tranquilla. Sii fedele sempre a ben servire nostro Signore, ma osserva nel suo servizio la libertà filiale ed amorosa, senza far provare stilla alcuna d’amarezza al tuo cuore.</em><em> ( Ep.III,774/775)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questa confidenza ci aiuta a sperare bene. Questa confidenza chiede l’atteggiamento dell’umiltà. La domanda che ognuno di noi deve porsi è: ” Ma chi ci crediamo di essere? ” Eppure spesso si inorgoglisce il nostro cuore. Ma quando poi rientriamo nella confidenza con Dio, vediamo che automaticamente l’orgoglio va scemando e torna l’umiltà dinanzi a Lui. A volte la confidenza è come se ci permettesse di andare un po’ oltre, ma incontrando l’Amore Perfetto, torniamo nell’arrendevolezza. Le tentazioni sono sempre tante, ma ci accorgiamo che quest’umile confidenza non è solo da parte nostra verso Dio, perché anche Dio confida in noi. Anche Dio si fida di noi, anche Dio si propone totalmente a noi, si pone nelle nostre mani, si pone nella nostra vita e dice: ” Io confido in te, manifestami nel mondo, annunciami, testimoniami con umile confidenza”. E quando testimoniamo questa umile e autentica confidenza in Dio, vediamo subito che i cuori vengono toccati, i cuori vengono raggiunti, i cuori si accorgono che c’è qualcosa di diverso. Se poi si prende posizione contro, difficilmente il confidare riuscirà a intenerire quel cuore, ma se c’è un minimo di attenzione e arrendevolezza, se c’è quel minimo di umiltà, è come una fessura che fa entrare uno spiraglio di luce, ma quello spiraglio illumina tutto. E così il cuore viene illuminato, così la confidenza comincia a generarsi dentro ed è conversione. Chiediamo questo per tanti cuori induriti, per tanti cuori che non riescono a vivere questa confidenza con Dio, che non riescono ad avere quell’atteggiamento di umiltà, un’umiltà preziosa, un’umiltà che per primo ci ha dimostrato Dio facendosi uomo, assumendo la nostra natura umana. Quanta umiltà da parte sua e quanto confidare nell’umanità! Ed è per questo che ora noi possiamo confidare in Lui, perché siamo chiamati a diventare divini. Questa è la nostra speranza, questa è la nostra fede, questa è l’esperienza d’amore che siamo chiamati a fare. Eppure tante volte, nonostante la fede, la speranza e questa grande confidenza in Dio, qualche dubbio ci assale, qualche perplessità, qualche momento e non solo un  momento di difficoltà di credere in questo amore, nell’aver consapevolezza, ci sembra un Dio assente. “ Dov’è Dio? ”, più volte, nel corso di questa vita, questa domanda ci avrà raggiunto: “ Dov’è Dio? ”. La risposta sembra semplice, a volte banale, potrebbe anche perdere di significato, ma Dio è nel tuo cuore, nel mio cuore. Dio è dove ci si vuole bene.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Confidenza,adunque, torno ad inculcarvi sempre; nulla può temere un’anima che confida nel suo Signore ed in lui pone la propria speranza. Il nemico della nostra salute è pur anche sempre intorno a noi per strapparci dal nostro cuore l’àncora che deve condurci a salvezza, voglio dire la confidenza in Dio nostro Padre; teniamo stretta, stretta quest’àncora, non permettiamo giammai che ci abbandoni un solo istante, altrimenti tutto sarebbe perduto.</em><em> ( Ep.II,394)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Manca la riflessione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dovete voi forse ricredervi che il Signore si sia ritirato da voi? Non sia mai, fratello mio; è la più grande ingiuria che si potrebbe fare ad un sì tenero Sposo. Egli è con voi, combatte con voi, e per voi … Gemete pure davanti a Gesù, bussate assiduamente al suo divin Cuore fino all’importunità, ma sappiate pure che la sua risposta che vi fa sapere a mezzo mio, non è diversa da quella ch’egli fece all’apostolo delle genti: <strong>“Ti basta la mia grazia”</strong></em><em>(2 Cor 12,9). </em><em>( Ep.IV,133)</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ fin dal giorno del battesimo che siamo pieni di grazia, pieni del suo amore, pieni dell’esperienza divina di comunione con Lui. E durante la crescita avremmo dovuto prenderne consapevolezza ed è un po’ strano come, a livello di fede, ci siano tanti alti e bassi. Dovrebbe essere un costante crescendo e invece a volte la fede si perde, poi si ritrova, poi si continua ad averla, a volte di più, a volte di meno. Questo confidare in Dio dovrebbe permetterci un crescendo nella fede. Mano a mano che la vita continua, dovremmo sempre più crescere in questo rapporto, in questa relazione con Dio, in questa consapevolezza, in questa confidenza, perché questa grazia non ci abbandona mai e dovremmo sempre averne consapevolezza. Chissà quante volte, pieni di grazia e inconsapevoli di tale dono, abbiamo detto “no” alla fede; proprio una contraddizione. Ma in fondo quel malessere che si sperimenta quando si pensa a un’assenza di Dio, che cos’è se non la grazia che esige di essere riconosciuta presente? Questo è il malessere spirituale: una grazia presente che non viene considerata. Questo è il malessere, perché poi, appena torna ad essere considerata, c’è il benessere, c’è la gioia più profonda, c’è l’esperienza della salvezza. Quindi quell’assenza di Dio in realtà non è l’assenza di Dio, ma è la sofferenza di non accorgersi della presenza di Dio e fa più male perché c’è. L’importante è che impariamo a riflettere in termini di fede, in termini di presenza di Dio, di confidenza con Lui, di autentica umiltà nei suoi confronti. Siamo pieni di grazia, la grazia necessaria per comprendere progressivamente i misteri della fede. E ogni giorno ne sapremo qualcosa di più.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217; Epistolario I, II, III, IV, II edizione, anno 1973, 1975, 1977, 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span></p>

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		<title>Tutto per Dio &#8211; 13/07/&#8217;10</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 08:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8211; Tutto per Dio - Dagli scritti di Padre Pio: Che cosa è mai quel desiderio ardente che tu stessa senti di volere amare Dio? Chi ti ha messo nel cuore questa brama di amare il Signore? O figliuola, se in un’anima non ci fosse altro che la brama di amare il suo Dio, già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2421 alignleft" title="Dio Padre sa e dona gratuitamente tutto cio che e utile e prezioso ai suoi figli_by Miriam Scalici" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/08/Dio-Padre-sa-e-dona-gratuitamente-tutto-cio-che-e-utile-e-prezioso-ai-suoi-figli_by-Miriam-Scalici5.JPG" alt="Dio Padre sa e dona gratuitamente tutto cio che e utile e prezioso ai suoi figli_by Miriam Scalici" width="403" height="302" /> &#8211; Tutto per Dio -</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Che cosa è mai quel desiderio ardente che tu stessa senti di volere amare Dio? Chi ti ha messo nel cuore questa brama di amare il Signore? O figliuola, se in un’anima non ci fosse altro che la brama di amare il suo Dio, già c’è tutto, c’è Dio stesso, perché Dio non è dove non c’è il desiderio del suo amore &#8230; Iddio può tutto rigettare in una creatura concepita in peccato e che ne porta l’impronta indelebile ereditata da Adamo; ma non può assolutamente (rigettare) il desiderio sincero di amarlo.</em><em>(Ep.III,721)<span id="more-2410"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il desiderio di amare Dio è in realtà una necessità del nostro cuore; è una necessità che ognuno di noi ha impressa nel cuore. Quando preghiamo per la conversione dei non credenti, preghiamo perché scoprano ciò che già è in loro, non c’è nulla di nuovo da inventare. L’esigenza di amare è scritta nei cuori, nei cuori di tutti gli esseri umani. E l’annuncio è proprio la scoperta di ciò che già c’è: ecco perché la vocazione di Gesù era quella di mandare in tutto il mondo. E quando ci accorgiamo di persone che non riescono a credere, notiamo sempre una certa inquietudine, notiamo sempre una certa insoddisfazione. Il peccato nostro è che certe volte anche noi abbiamo le insoddisfazioni, non mettendo al primo posto l’amore di Dio e quindi non siamo annuncio con la nostra vita. Quando ci si accorge di questa necessità di amare Dio e si scopre di essere amati per primi, buona parte della nostra esistenza è realizzata; il resto dipenderà da noi, ma è importante manifestare questa pienezza, questa realtà divina alla quale noi apparteniamo e che in qualche modo ci appartiene. E’ vero che in noi c’è un’ombra di peccato, ma è vero che c’è una luce infinita di grazia che elimina l’ombra. E’ in questi termini che ogni figlio di Dio, consapevole di tale realtà, deve ragionare e questo ragionamento diventa testimonianza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"> </span><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">Quando c’è amore, viene generata la vita; infatti è per il grande amore di Dio che ognuno di noi è stato generato; è per amore di Dio che l’uomo è stato creato; è per lo stesso amore che continua la nostra esistenza, che ha le tracce di eternità. In questo cammino terreno la realtà che più dovrebbe dominare è l’essere figli di Dio, questa filiazione divina. I figli hanno tracce indelebili dei propri genitori; ogni figlio parla, direttamente o indirettamente, del padre e della madre, e quindi ogni figlio di Dio parla di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ah, quanto buono è Gesù! Tu sii a lui grata e renditi sempre più degna dei suoi divini carismi. Lavora senza mai stancarti in mezzo ai figliuoli degli uomini per renderli tutti degni della figliolanza divina. Non temere la rabbia di satana che freme perché ti vede affaticarti per la causa di Dio… Tu sii sempre docile, essendo questo il distintivo del Salvatore. </em><em>( Ep. III,1062)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ importante questa raccomandazione: ” Lavora senza mai stancarti, in mezzo ai figlioli degli uomini, per rendere tutti degni della figliolanza divina ”. Nessuno di noi può sentirsi degno di essere figlio di Dio; è un privilegio di cui godiamo; è ancora una volta un suo atto di amore. Ma rendendocene costantemente conto, possiamo  veramente lavorare alla sua causa, che poi significa lavorare per la salvezza delle anime, per la salvezza del mondo. E la caratteristica di questo impegno dev’essere la docilità. Gesù ci ha detto:                  ” Imparate da me che sono mite ed umile di cuore ” . Con questa docilità si lavora alla sua causa, con questa mitezza, con questa umiltà si edifica il regno dei cieli e si porta a compimento il progetto della salvezza per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em> </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dagli scritti di Padre Pio:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dunque se l’anima vuole unirsi a Dio in questa vita per grazia ed amore deve necessariamente privarsi di tutto ciò che per gli occhi può entrare, che può percepire coll’orecchio, fabbricarsi con l’immaginazione, comprendere col cuore. Inoltre l’anima non può distintamente in questa vita percepire se non ciò che cade sotto genere e sotto specie; ma Iddio non cade sotto nessuna specie né sotto nessun genere.</em><em>( Ep. IV,937)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Spesso i santi hanno avuto anche momenti di particolare difficoltà, perchè anche col cuore non riuscivano a sentire più niente: il nulla, la morte. Che cosa rimane? La fede; la fede più vera, la fede più autentica. Credo perché credo e basta. Si va sempre alla ricerca di una certa realtà sensibile, la fede non è sensibilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">____________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Dagli scritti di Padre Pio:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tu sai bene che l’amore perfetto si acquisterà quando si possederà l’oggetto di quest’amore, che è Dio stesso; ma Dio non si possederà tutto e perfettamente, se non nella patria e non già nell’esilio. Quindi non essendo dato all’anima il totale possesso di Dio nell’esilio, nemmeno l’amore può possedersi con amore consumato, finché quest’anima peregrinerà su questa terra. Dunque se questa è la nostra condizione, perché tante ansie affannose e sconforti inutili? Brama e brama sempre, ma sia fatto con maggior confidenza e senza timore alcuno. </em><em>( Ep. III,721/722)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Questa esperienza di amore perfetto si farà quando Dio stesso verrà posseduto o per meglio dire, quando Dio stesso ci possederà completamente e quindi questa completezza, questa totalità non appartiene alla condizione terrena. Questo rimane sempre un esilio, cioè la condizione di una patria lontana, però, man mano che gli anni passano, ci avviciniamo sempre di più e dovremmo quasi entusiasmarci giorno per giorno verso l’incontro, invece umanamente giorno per giorno sembra quasi che abbiamo maggior paura, come se andassimo verso qualcosa di negativo e non verso il paradiso. E’ strana la nostra condizione umana, ma la fede ci fa capire il contrario. L’anima è pellegrina su questa terra ma è sempre più vicina al cielo, è sempre più vicina alla condizione di Dio e mentre il copro si va disfacendo, in realtà la vita vera va avvicinandosi e il nostro corpo non si va disfacendo ma si va perfezionando. La nostra realtà si va perfezionando, fino al giorno in cui veniamo trovati degni di partecipare della gloria di Dio. Ecco perché sono inutili gli affanni e gli sconforti, ma è la brama dell’amore di Dio che dovrebbe sempre dominare e crescendo nella fede questa attenzione a Dio dovrebbe dominare sempre di più e  rendere la nostra esistenza sempre più realizzata, sempre più gioiosa perché verso Dio stiamo andando. E’ Lui che incontreremo in maniera totale e definitiva; a Lui già apparteniamo ma quel giorno sarà un’appartenenza totale, per sempre e sicuramente nella gioia tutto sarà diverso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Tratto dall&#8217;Epistolario III, IV, II edizione anno 1977, 1984 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">

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		<title>Prediletti del Signore &#8211; 29 /06/&#8217;10</title>
		<link>http://www.evangelizzare.org/2010/07/prediletti-del-signore-29-0610/</link>
		<comments>http://www.evangelizzare.org/2010/07/prediletti-del-signore-29-0610/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena e Stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento alle meditazioni tematiche]]></category>
		<category><![CDATA[padre pio]]></category>
		<category><![CDATA[predilezione]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.evangelizzare.org/?p=2344</guid>
		<description><![CDATA[Commento MED. 29-06-10

Questi santi hanno saputo godere della presenza di Gesù e hanno saputo custodire nel proprio cuore, tutto ciò che riuscivano ad ascoltare e custodendo nel proprio cuore con amore, ciò che Dio donava loro,anche loro stessi si saranno sentiti in quel cuore che tutti ama, in quel cuore che tutti accoglie, quel cuore divino di Gesù, quel cuore su cui tante volte, in questo mese, abbiamo riflettuto. Ognuno cerca di entrare in quel cuore, soprattutto quelli che hanno maggiormente bisogno di amore e non sanno dove cercarlo, o comunque non riescono a trovarlo. E allora si rifugiano nel Cuore di Gesù.  Chiunque vi riesce trova pace, trova ristoro.    S. pio scriveva: “Le anime più afflitte sono le predilette…”
Trovare rifugio nel Cuore di Gesù, significa il più autentico cuore a cuore, lì dove non servono parole, ma i sentimenti dialogano tra loro. In questo dialogo si trovano tante risposte, quelle che il mondo non sa dare, quelle risposte che i sapienti del mondo non riescono nemmeno ad immaginare, ed ecco perché nel Cuore di Gesù si trova ristoro. Questo cuore a cuore con Gesù:”Imparate   da  me che sono mite ed umile di cuore”,quel cuore grande, quel cuore trafitto, quel cuore squarciato, quel cuore che ha dimostrato l’amore infinito; Gesù lo definisce umile, mite. C’è tanto da imparare per ognuno di noi.

La Chiesa tutta, che viene amata in maniera inimmaginabile da Dio e ognuno di noi
può trovare rifugio in questo amore, in questo cuore.     S. Pio scriveva:” Tu, senza comprenderlo appieno….”
Così anche ognuno di noi in questo cuore è, vive, si muove. In questo cuore
vive la dimensione del sacrificio, ogni volta che accettiamo la sua volontà. Alla scuola del Cuore di Gesù, diventiamo capaci di comprendere questa volontà,   di scegliere la sua volontà, a volte poi, anche di accettare la sua volontà. E’ bello pensare innanzitutto che è importante comprendere la sua volontà e sceglierla, non subirla,sentendoci protagonisti nel portare a compimento i progetti di salvezza che Lui propone ad ognuno di noi. Possiamo dire che per tanti, dinanzi all’amore di Dio, c’è un autentico fuggi, fuggi, perché l’amore di Dio  richiede impegno, a volte sacrificio, scelte difficili, ma questa è l’autentica esperienza della libertà. Scegliere l’amore di Dio come ideale della propria vita è la massima libertà che un essere umano possa sperimentare. Il mondo la vede come una schiavitù e tanti non si rendono conto, invece, di essere proprio schiavi del mondo, succubi del mondo. A noi il Signore ha donato la libertà dei figli di Dio. Chi è più libero di Pietro; chi più libero di S. Paolo, capace di combattere la legge nel nome dell’amore di Dio. Lui, un integralista assoluto, che va contro la legge perché capisce che la legge non salva; l’amore di Dio salva, la legge rende schiavi. L’amore di Dio libera e ti fa volare alto per darti la sensazione di andare verso Dio e già su questa terra pregusti il paradiso.

Alla scuola del Cuore di Gesù si fa questa esperienza di amore e  dovremmo tutti imparare ad amare. Il comandamento che Gesù ci ha lasciato:”Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, è la vittoria sull’orgoglio, è la vittoria sull’egoismo, è l’essere visibili a Colui che ci ha creato, significa recuperare un po’ quell’immagine e somiglianza che il Creatore ha voluto imprimere nelle nostre esistenze.     
S. Pio scriveva: “Nessun’anima che abbia scelto…”
Scegliendo il Divino Amore ed offrendo a Lui la nostra vita, qualsiasi sia la chiamata o vocazione, non potremo più essere egoisti ma dovremo arrivare ad un amore per i fratelli, fino all’assurdo. S. Paolo parla di un amore che può arrivare alla mancanza di comunione con Cristo; un paradosso assurdo, ma la dimensione della sua scelta e delle sue azioni, hanno raggiunto vertici inauditi. Pietro, Paolo, autentici maestri, colonne portanti di tutta la Chiesa. Secoli di storia si reggono sul loro operato. Tutta la struttura della Chiesa si regge sull’esperienza di Pietro e tutta
l’evangelizzazione si regge sui messaggi di Paolo : la struttura e il contenuto. Una struttura senza contenuto servirebbe a poco; un contenuto senza struttura andrebbe perduto. Contenuto e struttura: la Chiesa, la madre Chiesa,alla quale ognuno di noi appartiene e nella quale facciamo esperienza dell’amore di Dio e della salvezza delle anime. La Chiesa può essere considerata davvero
un grande tesoro, tra i più preziosi. 

In questa esperienza di fede, riconosciamo che in tutti coloro che hanno voluto seguire più da vicino gli insegnamenti di Gesù, è stata presente una particolare attenzione per la salvezza delle anime. S. Paolo voleva che quel messaggio arrivasse in ogni parte della terra, affinché tutti, accogliendolo, potessero salvarsi e questo dovrebbe stare a cuore a tutti: la salvezza delle anime.                                Non c’è da   giustificarsi     per la nostra inadeguatezza ed incapacità; chi converte è il Signore, la potenza della sua parola, la potenza del suo amore. Il nostro compito è solo quello di annunciare e vivere, non di convincere. E’ Lui che cambia, noi siamo solo dei testimoni, e quanto più saremo     coerenti, quanto più saremo  fedeli a questo annuncio di salvezza, tanto più il Signore avrà possibilità di salvare. Grande è la nostra responsabilità nell’opera della salvezza.   S. Pio scriveva:”Tu, dinanzi a Gesù…”
La salvezza delle anime è generata dalla grazia di Dio che arriva attraverso la nostra condotta. Tutto ha fondamento nella bontà del Signore. Tante volte la nostra volontà non corrisponde alla sua, ma sia fatta la sua, sempre e per sempre. Testimone di questo il martirio di tanti santi che, senza dire nulla, hanno detto tutto. Sia fatta la tua volontà, fino a dare la vita: Pietro, crocifisso a testa in giù;Paolo, decapitato.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2349" title="prediletti del signore" src="http://www.evangelizzare.org/wp-content/uploads/2010/07/prediletti-del-signore.jpg" alt="prediletti del signore" width="286" height="400" /> &#8211; Prediletti del Signore -</p>
<p style="text-align: justify;">Questi santi hanno saputo godere della presenza di Gesù e hanno saputo custodire nel proprio cuore, tutto ciò che riuscivano ad ascoltare e custodendo nel proprio cuore con amore, ciò che Dio donava loro, anche loro stessi si saranno sentiti in quel cuore che tutti ama, in quel cuore che tutti accoglie, quel cuore divino di Gesù, quel cuore su cui tante volte, in questo mese, abbiamo riflettuto. Ognuno cerca di entrare in quel cuore, soprattutto quelli che hanno maggiormente bisogno di amore e non sanno dove cercarlo, o comunque non riescono a trovarlo. E allora si rifugiano nel Cuore di Gesù.  Chiunque vi riesce trova pace, trova ristoro.    S. Pio scriveva:<span id="more-2344"></span><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le anime più afflitte sono le predilette del divin Cuore; e tu sta pur sicura che Gesù ha scelto la tua anima per essere la beniamina del suo Cuore adorabile. In questo Cuore tu devi nasconderti; in questo Cuore sfogare i tuoi ardenti desideri; in questo Cuore vivere ancora quei giorni che la provvidenza ti concederà; in questo Cuore morire, quando al Signore piacerà.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Trovare rifugio nel Cuore di Gesù, significa il più autentico cuore a cuore, lì dove non servono parole, ma i sentimenti dialogano tra loro. In questo dialogo si trovano tante risposte, quelle che il mondo non sa dare, quelle risposte che i sapienti del mondo non riescono nemmeno ad immaginare, ed ecco perché nel Cuore di Gesù si trova ristoro. Questo cuore a cuore con Gesù: ”Imparate da  me che sono mite ed umile di cuore”, quel cuore grande, quel cuore trafitto, quel cuore squarciato, quel cuore che ha dimostrato l’amore infinito; Gesù lo definisce umile, mite. C’è tanto da imparare per ognuno di noi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">________________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">La Chiesa tutta, che viene amata in maniera inimmaginabile da Dio e ognuno di noi può trovare rifugio in questo amore, in questo cuore. S. Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>… Tu … senza comprenderlo appieno, in questo Cuore sei nascosta; in questo Cuore tu sfoghi tutti i tuoi desideri; in questo Cuore tu sei, tu vivi e ti muovi; è in questo Cuore che io ti ho riposto, a questo Cuore io ho immolata la tua volontà… e stando così le cose, si comprende come mai l’anima tua non può, non deve rimanere inattiva e quasi egoista allo spettacolo che le si offre dinanzi nel mirare le creature che fuggono il lor creatore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Così anche ognuno di noi in questo cuore è, vive, si muove. In questo cuore vive la dimensione del sacrificio, ogni volta che accettiamo la sua volontà. Alla scuola del Cuore di Gesù, diventiamo capaci di comprendere questa volontà, di scegliere la sua volontà, a volte poi, anche di accettare la sua volontà. E’ bello pensare innanzitutto che è importante comprendere la sua volontà e sceglierla, non subirla, sentendoci protagonisti nel portare a compimento i progetti di salvezza che Lui propone ad ognuno di noi. Possiamo dire che per tanti, dinanzi all’amore di Dio, c’è un autentico fuggi, fuggi, perché l’amore di Dio  richiede impegno, a volte sacrificio, scelte difficili, ma questa è l’autentica esperienza della libertà. Scegliere l’amore di Dio come ideale della propria vita è la massima libertà che un essere umano possa sperimentare. Il mondo la vede come una schiavitù e tanti non si rendono conto, invece, di essere proprio schiavi del mondo, succubi del mondo. A noi il Signore ha donato la libertà dei figli di Dio. Chi è più libero di Pietro! Chi più libero di S. Paolo, capace di combattere la legge nel nome dell’amore di Dio. Lui, un integralista assoluto, che va contro la legge perché capisce che la legge non salva; l’amore di Dio salva, la legge rende schiavi. L’amore di Dio libera e ti fa volare alto per darti la sensazione di andare verso Dio e già su questa terra pregusti il paradiso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">___________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Alla scuola del Cuore di Gesù si fa questa esperienza di amore e  dovremmo tutti imparare ad amare. Il comandamento che Gesù ci ha lasciato: ”Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi ”, è la vittoria sull’orgoglio, è la vittoria sull’egoismo, è l’essere visibili a Colui che ci ha creato, significa recuperare un po’ quell’immagine e somiglianza che il Creatore ha voluto imprimere nelle nostre esistenze. S. Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>… Nessun’anima che abbia scelto o di per sé o per gli altri … il divino amore ed a lui sacrificato il tutto, deve o può essere egoista nel Cuore di Gesù, ma necessariamente deve sentirsi ardere anche di quella carità verso i fratelli, che faceva esclamare l’apostolo delle genti: “ Optabam pro fratribus meis anathema esse a Christo: Ho lottato per i miei fratelli fino ad essere scomunicato da Cristo”(Rom.9,3).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Scegliendo il Divino Amore ed offrendo a Lui la nostra vita, qualsiasi sia la chiamata o vocazione, non potremo più essere egoisti ma dovremo arrivare ad un amore per i fratelli, fino all’assurdo. S. Paolo parla di un amore che può arrivare alla mancanza di comunione con Cristo; un paradosso assurdo, ma la dimensione della sua scelta e delle sue azioni, hanno raggiunto vertici inauditi. Pietro, Paolo, autentici maestri, colonne portanti di tutta la Chiesa. Secoli di storia si reggono sul loro operato. Tutta la struttura della Chiesa si regge sull’esperienza di Pietro e tutta l’evangelizzazione si regge sui messaggi di Paolo : la struttura e il contenuto. Una struttura senza contenuto servirebbe a poco; un contenuto senza struttura andrebbe perduto. Contenuto e struttura: la Chiesa, la madre Chiesa, alla quale ognuno di noi appartiene e nella quale facciamo esperienza dell’amore di Dio e della salvezza delle anime. La Chiesa può essere considerata davvero un grande tesoro, tra i più preziosi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">__________________________________________________________________</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In questa esperienza di fede, riconosciamo che in tutti coloro che hanno voluto seguire più da vicino gli insegnamenti di Gesù, è stata presente una particolare attenzione per la salvezza delle anime. S. Paolo voleva che quel messaggio arrivasse in ogni parte della terra, affinché tutti, accogliendolo, potessero salvarsi e questo dovrebbe stare a cuore a tutti: la salvezza delle anime.                               Non c’è da  giustificarsi  per la nostra inadeguatezza ed incapacità; chi converte è il Signore, la potenza della sua parola, la potenza del suo amore. Il nostro compito è solo quello di annunciare e vivere, non di convincere. E’ Lui che cambia, noi siamo solo dei testimoni, e quanto più saremo coerenti, quanto più saremo  fedeli a questo annuncio di salvezza, tanto più il Signore avrà possibilità di salvare. Grande è la nostra responsabilità nell’opera della salvezza.   S. Pio scriveva:</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>… Tu dinanzi a Gesù e nel Cuore sacratissimo di Gesù palpiti anche di santi affetti verso gli altri; conosco i tuoi voti ardenti per la salvezza delle anime; di ciò ne sono certissimo e mi compiaccio della condotta ammirabile della divina grazia verso di te. Ma tutto questo ha il suo fondamento nella bontà del Signore e nella totale rinunzia della tua volontà… (Dall&#8217; Ep. III,319/320)<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riflessione:</em></p>
<p style="text-align: justify;">La salvezza delle anime è generata dalla grazia di Dio che arriva attraverso la nostra condotta. Tutto ha fondamento nella bontà del Signore. Tante volte la nostra volontà non corrisponde alla sua, ma sia fatta la sua, sempre e per sempre. Testimone di questo il martirio di tanti santi che, senza dire nulla, hanno detto tutto. Sia fatta la tua volontà, fino a dare la vita: Pietro, crocifisso a testa in giù;Paolo, decapitato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Tratto dall&#8217; Epistolario III, II edizione anno 1977 a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #800000;">Le riflessioni sono del nostro Parroco don Emilio Lonzi.</span><br />
</em></p>

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